#SPIEGATOBENE DA…GAETANO D’AGOSTINO – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma…spiegare bene. E’ questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un ex giallorosso, già protagonista in Coppa UEFA contro il Villareal, Gaeteano D’Agostino.

Sorteggio severo?
“La Roma sarebbe stata più in forma di uno United schiacciasassi ma anche molto altalenante. Il Villarreal, invece, è molto forte sia in difesa che nel possesso palla, giocando palla a terra e trovando passaggi veloci. Su questo somiglia alla Roma. Sarà una partita spettacolare, ma attenzione, in trasferta stentano a fare il loro gioco. La Roma ha tutti i presupposti per passare il turno”.

L’atmosfera del ‘Madrigal’ può intimorire i giallorossi?
“Il loro stadio è sempre pieno, ma non può mettere paura a una squadra abituata all’Olimpico, nonostante manchi la Sud. La Roma è abituata a questi scenari. Incontrerà un’atmosfera bella calda, alla spagnola, che vive il calcio in maniera totale. Ma per storia il Villareal non vanta un’organizzazione ultras così marcata”.

Annata 2003/04. Giocasti in UEFA contro gli spagnoli, perdendo per 2-0.
“Sì, ma non era la Roma di ora, giocava diversamente. Oggi i giallorossi hanno un gioco più propositivo. Mi impressionò però il loro possesso palla. Mi ricordo di Coloccini e di Riquelme, grandi palleggiatori dal centrocampo in poi. Era una squadra bella da vedere. Tornai al Madrigal per un’amichevole con l’Udinese e vincemmo, è un campo che ti stimola perché i tifosi sono vicinissimi al campo. Parliamo di uno stadio capace di fomentarti facilmente”.

In panchina c’era Capello, fu la sua ultima gara europea. Aveva la testa già altrove?
“Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo e posso dire che ha sempre allenato con la massima personalità. Pur pensando di lasciare il club. Ma questo chi lo sa. Era molto esigente con se stesso e con gli altri. Lui aveva un rapporto intenso con 3-4 giocatori all’interno dello spogliatoio, con noi giovani era diverso. Eravamo così colpiti dal suo carisma e felici di stare in quel gruppo che ci andava bene così”.

Era una Roma matura, che eppure uscì dalla UEFA agli ottavi. Oggi si corre lo stesso rischio?
“Spero possa andare far meglio. Ho seguito il Sassuolo, pur volendo vincere non c’è riuscito per via di una rosa incompleta. Non è facile andare avanti se non hai 22-23 giocatori all’altezza. La Roma, invece, ha qualcosina in più per bagaglio tecnico. Contro chiunque. Deve fare una grande Europa League perché ha tutte le carte in regola”.

Riccardo Cotumaccio

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