3 DOMANDE A… – Nuovo appuntamento con la rubrica di Romanews.eu che raccoglie gli interventi dei più prestigiosi addetti ai lavori in casa Roma sul tema della settimana. Con “3 domande a…” analizziamo l’universo giallorosso attraverso le parole degli esperti in materia, per un appuntamento che si ripeterà due volte nel corso della settimana (in caso di turno infrasettimanale saranno possibili degli slittamenti e/o delle aggiunte). Oggi risponde alle nostre domande Alessandro Catapano, nota firma de La Gazzetta dello Sport.

Lei oggi in conferenza stampa ha chiesto a Luis Enrique se avesse letto l’intervista in cui Zeman dice che il tecnico asturiano è in confusione e ancora alla ricerca di un equilibrio. Soddisfatto della risposta dell’allenatore?

“Da giornalista sono parzialmente soddisfatto, perché avrei preferito che fosse stato ancora più pungente, così ci avrebbe dato un titolo per i giornali. Però, da addetto ai lavori dell’ambiente Roma, mi sembra che la sua sia stata una risposta elegante e che condivido. Trovo sia antipatico tra colleghi parlarsi addosso, sia nel bene che nel male. C’è il massimo rispetto per Zeman, come ha ricordato lo stesso Luis Enrique, però, in questo momento hanno due ruoli completamente diversi, con un grado di difficoltà completamente diverso”.

Luis Enrique ha detto oggi di non essere un marziano e che il suo non è un calcio diverso. Che tipo di messaggio ha voluto mandare?

“Probabilmente Luis Enrique si è reso conto di correre un piccolo rischio: quello di passare per il marziano sbarcato a Roma, come nel romanzo di Flaiano, il quale, dopo la grande curiosità, i complimenti e i peana, ad un certo punto non viene più capito dalla gente ed è costretto a scappare via a gambe levate, perplesso e turbato. Io credo che Luis Enrique non voglia fare questa fine, ma al contempo non voglia passare per quello che non è, cioè un marziano del calcio, anche se all’inizio è stato lui a proporsi in questo modo. Il messaggio che ha voluto mandare è che lui fa quello che fanno anche gli altri allenatori, anche se con i suoi tratti originali che anche oggi non ha mancato di sottolineare”.

Parliamo di mercato: la Roma ha bisogno di sfoltire la rosa e lo ha ricordato anche Luis Enrique in conferenza stampa. Borriello potrebbe realmente andare al Milan così come si è vociferato oggi?

“Non so se il Milan cerchi davvero un attaccante con le caratteristiche di Borriello per sostituire Cassano. Marco in questo momento sta soffrendo: lui che non ha mai digerito la panchina, figuriamoci ora come si sente per lo scarso utilizzo da parte di Luis Enrique. La partenza di Borriello da Roma, dipenderà dalla condizioni di Totti. Il capitano aveva iniziato la stagione molto bene, ma è ai box da 4 partite, che diventeranno 5 dopo quella con il Novara. Se Totti fosse sempre a disposizione, e con l’Osvaldo che abbiamo visto nelle prime gare, a Borriello si può rinunciare quasi a cuor leggero. Viceversa, penso invece possa essere un rischio privarsi dell’attaccante napoletano. La sua cessione dipenderà anche dagli obiettivi che la squadra avrà a gennaio. Se la Roma continuerà a vivacchiare tra l’ottavo e il decimo posto, allora si potrà anche rinunciare al giocatore. Quel che è certo, è che in questa decisione peserà la volontà del giocatore e quanto desiderio avrà di cercare un’altra sistemazione”.

Giulia Spiniello

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