La situazione è ferma, o quasi. Soros sembrerebbe sparito, non si è più fatto vivo: sembra tramontata l’ipotesi che possa diventare il nuovo proprietario della A.S. Roma. Per il momento, l’unica certezza, è che il club giallorosso appartiene alla famiglia Sensi, la quale dovrà comunque trovare, in tempi brevissimi, i 130 milioni di euro necessari a mantenere ancora in vita il gruppo Italpetroli. È una partita di ruoli. L’Unicredit spingerebbe affinché la società giallorossa venga ceduta; la Inner Circle Sports, forte di un possibile accordo di massima per il passaggio di proprietà della stessa, si guarda attorno in cerca di imprenditori, faccendieri o Principi della finanza d’oltreoceano, disposti a spendere i circa 280 milioni, con i quali sembrava potesse essere portata a termine l’operazione da parte di Soros. La merchant bank americana, ovviamente, non vorrebbe lasciarsi sfuggire un’occasione simile, giudicando il “mondo Roma” un grande affare sul quale investire.
Intanto, attraverso i microfoni di Rete Sport, Claudio Celio dell’agenzia Radiocor, ha fatto chiarezza sulla situazione. «Mi risulta che già dalla fine di aprile l’interesse di Soros si fosse raffreddato; ad oggi il discorso sembra totalmente chiuso. Non ci risultano altri investitori interessati all’acquisto dell’A.S. Roma e questo lo si coglie anche dagli ultimi comunicati della società. La cessione della proprietà è la maniera più rapida per risanare il debito di Italpetroli, anche se possono essere proposti dei piani di risanamento a lungo termine. La cordata araba? Rimane uno dei punti più oscuri di questa vicenda».
Nella giornata odierna, a tutto ciò, si è aggiunto il crollo di A.S. Roma in Borsa. Le azioni giallorosse a Piazza Affari hanno perso il 15,52%, con oltre 6.240.000 pezzi passati di mano. Segno della poca fiducia degli investitori. Per far chiarezza sulle continue oscillazioni del titolo sul listino milanese, la Consob, attraverso la Commissione presieduta da Lamberto Cardi, porta avanti da tempo degli accertamenti. Per la precisione, fin dal pomeriggio del 21 aprile scorso, quando l’amministratore delegato della A.S. Roma, Rosella Sensi, e la direttrice della pianificazione, del controllo e degli affari societari del medesimo club, Cristina Mazzoleni, incontrarono i dirigenti della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. In quel briefing si sarebbero richieste maggiori tempestività e precisione da parte di Italpetroli, controllante di A.S. Roma, nelle comunicazioni al mercato azionario. Una cosa rimane certa. Le acque, a breve, si smuoveranno ancora. Forse per l’ultima volta.

 
Benedetto Saccà

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