ROMA-EMPOLI, IL FACCIA A FACCIA – Da Varsavia a Zabrze, dal cuore della Polonia al confine con la Repubblica Ceca, passano 289 chilometri. Nella capitale è nato Wojciech Szczęsny, poco più a sud Łukasz Skorupski. Sono invece 288 quelli che separano Roma da Empoli, le due piazze (momentanee) dei portieri che solo a pronunciarli si compie una scelta di coraggio. Lo stesso coraggio che porta il primo alla Roma nel 2015 (in prestito dall’Arsenal) e il secondo solo due anni prima, a titolo definitivo dal Górnik Zabrze.

L’EXPLOIT, POI IL K.O. LA RISALITA DI WOJCIECH – Dalla parata su Bonucci contro la Juve alle papere contro il Bate Borisov il passaggio è breve. La trafila di Szczesny in giallorosso rappresenta al meglio il concetto di ‘alti e bassi’ che riassume il pensiero medio del tifoso giallorosso: eroe in extremis di campionato, incognita dopo il k.o. subito contro il Barcellona. La verità, come sempre, è nel mezzo: il polacco ha talento e si vede, ma una serata negativa non deve mettere in dubbio l’operato di tanti incontri disputati. Wojciech è una scommessa già vinta dalla Roma, che diverte e farà divertire l’Olimpico – si spera – a più riprese.

DALL’EUROPA ALLA PROVINCIA. LA SCOMMESSA DI LUKASZ – Due presenze in Champions e quattro in Europa League hanno rappresentato la grande chance europea di Skorupski, nel corso della passata stagione. Il crollo giallorosso e le prestazioni non eccelse dell’ex romanista (oggi in prestito a Empoli) rendono quella chance un’occasione mancata, tanto da esser inviato in provincia a caccia di riscatto. Il carattere c’è, spesso però manca la prestazione: questo rende Lukasz il grande incompiuto della Roma. L’aria toscana può rimetterlo in sesto, ma attenzione: le piccole spesso esaltano, ma frequentemente tolgono. E nel caso del polacco sarebbe davvero un peccato.

Riccardo Cotumaccio
Twitter: @_Cotu

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