IL MESSAGGERO – La bocciatura dei servizi erogati dal Campidoglio, a dicembre del 2017, rappresentò un piccolo/grande caso politico. Ma, adesso, la nuova iniziativa presa dall’Authority di controllo del Comune, presieduta da Carlo Sgandurra, rischia di produrre un nuovo terremoto. Politico, certamente. Ma anche amministrativo e (forse) giudiziario. Perché l’argomento è di quelli sensibili, da molti punti di vista: il progetto dello stadio della Roma (o meglio ancora di James Pallotta) a Tor di Valle. La Raggi ha sempre detto che “il progetto andrà avanti, se non ci sono irregolarità” e più volte ha ribadito l’intenzione di avviare una due diligence interna su tutti gli atti che hanno portato all’approvazione della revisione del progetto (dalle tre torri alle palazzine più basse, con riduzione di cubature ma anche con la cancellazione di alcune opere pubbliche, su tutte il ponte di Traiano): indagine interna da affidare ad un ente terzo come il Politecnico di Torino. Ma se l’ispezione giace ancora nei meandri del Campidoglio, per il momento a muoversi è stata motu proprio l’Authority di Sgandurra. Quasi un’entrata a gamba tesa, che rischia di creare non pochi grattacapi alla giunta grillina. Partendo dalla vicenda trasporti, infatti, Sgandurra chiede “di conoscere i pareri e gli studi di viabilità” realizzati dal Campidoglio per la revisione del progetto, e quindi la cancellazione del ponte di Traiano, “viste le preoccupazioni diffuse circa la ricaduta sulla mobilità”. L’Authority vuole inoltre sapere “se negli scenari sul traffico si sono presi in considerazione soltanto quelli sostenuti dagli studi dei privati, secondo cui il 50% degli spettatori arriveranno a Tor di Valle su mezzi propri e gli altri con mezzi pubblici”. Sgandurra è pronto ad inviare un report/esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, visto che il presupposto di partenza dello stadio è la dichiarazione, votata in Comune, sull’interesse pubblico. Sarebbe un nuovo filone di indagine, su un iter che è già stato congelato a causa dell’inchiesta per la presunta corruzione.

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Claudia Belli
"Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio". Datemi, poi, anche carta e penna per poterlo raccontare e allora sì che sarà tutto perfetto. Laureata in Mediazione Linguistica e Interculturale a La Sapienza, mi piace viaggiare per il mondo parlando più lingue possibili. Per il momento ne conosco 4: italiano, inglese, spagnolo e portoghese (anche la variante brasiliana), ma spero di poter ampliare il mio bagaglio linguistico il più presto possibile.

2 Commenti

  1. sono sempre più convinto che questo stadio non si farà e che tra qualche anno saremo anche senza proprietà……è chiaro come il sole che centinaia di forze oscure remano contro, ed in una nazione come l’Italia, dove corruzione e violazione delle regole sono una normalità, questo è tutto dire………è chiaro che non si vuole il successo della proprietà straniera, e non lo dico da simpatizzante di Pallotta ma semplicemente da osservatore

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