#SPIEGATOBENE DA ANDREA DE ANGELIS – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Andrea De Angelis, giornalista de Il Romanista, che ha fatto il punto sullo stato dell’arte del progetto Stadio della Roma.

LA SITUAZIONE STADIO – “C’è una convenzione urbanistica da stipulare, mentre la variante è pronta e non si capisce cosa si stia aspettando per questa. Da un po’ di tempo il Comune insiste sul fare prima le opere pubbliche e poi lo stadio, lo diceva anche Marino, ma con la differenza che nel progetto precedente queste sarebbero state realizzate dal privato. Con il nuovo i proponenti sono stati formalmente sollevati dalla costruzione di alcune opere pubbliche, come il prolungamento della metro B, ma solo versare una cifra al Comune per far acquistare dei vagoni per la Roma-Lido, che verrà potenziata dalla Regione Lazio. Il privato che garanzie ha che verranno conclusi i lavori entro la realizzazione dell’impianto sportivo? Da parte della Roma c’è il timore legittimo di vincolare un suo diritto a un dovere di altri. Per accettare questo i proponenti chiedono allora garanzie, come una penale per ogni mese di ritardo. Il Comune però rifiuta, perché dice che già oggi non ci sono le condizioni finanziarie per rispettare i tempi. I 40 milioni per far partire il progetto del Ponte dei Congressi non li ha. L’amministrazione sta dunque provando a far mettere a Pallotta questa cifra. Ma a fronte di cosa? Già nel 2017 la Roma si è vista togliere cubature per un 60%, nell’ambito del ripensamento del progetto voluto dalla nuovo Comune a guida 5 Stelle, e alla fine si è imposta di fare comunque il progetto, nonostante Parnasi avrebbe voluto far saltare il tavolo. Dunque, avendo già fatto uno sforzo di questo tipo, oggi gli viene detto di rinunciare ad altri soldi, nonostante abbia già acquisito un diritto, facendo cambiare le carte in tavola di nuovo. La Roma sta rispettando gli accordi, è il Comune che sta cambiando rotta. Probabilmente se la Roma avesse chiuso il campionato quarta avremmo una situazione diversa, perché oggi escono gli striscioni e il malcontento dei tifosi. La posizione della società è meno forte di prima, così la Raggi prova a forzare la mano, è un gioco non propriamente pulito dell’amministrazione comunale per far spendere di più al privato senza dare nessuna garanzia. E’ improbabile che si possa arrivare a un accordo in questi termini, una delle due parti dovrà fare un passo indietro”.

TIRO ALLA FUNE – “Sembra come se il comune, approfittando dell’impopolarità della dirigenza, stia cercando di forzare la mano, traccheggiando e facendo attendere. La Roma non può aspettare ancora, ma se è il club a far saltare il tavolo non potrebbe chiedere risarcimento, anzi dovrebbe risarcire il Comune. La Roma dunque non può far saltare la trattativa da sola, ha bisogno di un appiglio legale. Dai proponenti arrivano conferme che la prima scelta rimane Tor di Valle, ma se dovesse andare avanti così chissà cosa potrebbe succedere. Il Comune si sta comportando in maniera scorretta, mentre la Roma continua a rispondere con gran classe, cosa che ha sempre contraddistinto Baldissoni. Non è detto però che continuerà con questo atteggiamento a oltranza. Ad oggi il comune ha il coltello dalla parte del manico, ma domani i rapporti di forza potrebbero cambiare, è un atteggiamento poco lungimirante”.

FIUMICINO – “Al di là di Fiumicino, un investimento da un miliardo di euro lo vorrebbe chiunque. Se saltasse il tavolo a Roma, nelle realtà limitrofe alla Capitale ci sarebbe la corsa per ospitare lo Stadio, ma non per tifo, bensì perché si tratta di un investimento di grandissima portata”.

Edoardo Frazzitta

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13 Commenti

  1. Lo stadio non è ciò che interessa ai palazzinari, veri proprietari della Roma con Unicredit. Ciò che vogliono e fare una maxi speculazione edilizia cui ogni cittadino romano deve opporsi. Tanto per la squadra di Pallotta va bene anche il Flaminio

    • Unicredit non fa più parte della Roma e nemmeno ha più crediti con la Roma. Il problema non è la struttura. Poi parlare di speculazione è sbagliato: chi è che spende milioni e costruisce per non avere un guadagno? Nessuno. Quindi in teoria dovremmo spostarci coi cavalli e nemmeno usare l’elettricità, internet ecc. Tutto ciò che facciamo e i mezzi che utilizziamo hanno strutture gigantesche e per di più c’è speculazione: ovvero tutto viene fatto per trarne un profitto, mi sembra logico. Ovviamente lo Stadio va fatto ma con un altro Presidente.

    • Questo è il classico commento do chi si da la zappa sui piedi senza rendersi conto, io lo farei tradurre in tutte le maggiori lingue e farlo vedere a chiunque pensi a investire a Roma o ad acquistare la AS Roma.

  2. Infatti si cade nel ridicolo. Situazione e co. E’ semplice. Il privato vuole costruire lo stadio? I servizi pubblici di base li paga il privato: ponte, strade, drenaggio fiume, un paio di treni in più. Funziona così. Poi dei 3 grattacieli gliene facevi fare 1 ma che comunque sarebbe stato in completa sicurezza. Finiva sta storia ridicola. Basta 1 mese per dare l’ok non 10 anni.

  3. Questa gestione del comune riguardo lo stadio fa davvero cacare… Hanno voluto loro la riduzione delle cubature di costruzione…. Sollevando nei fatti la AsRoma nella costruzione delle infrastrutture…. Non si capisce perché i nodi viabilità dovrebbe risolverli la AsRoma invece che il comune…

  4. Nessuno aveva capito che la Raggi sta giocando sporco. Dalla Roma pretendono rispetto degli accordi, ma loro non vogliono dare nessuna garanzia!! Vogliono i soldi da Pallotta per gestire loro la Ostia Lido, ma non vogliono prendere impegni su come e quando saranno utilizzati!! Stanno cercando di chiedere altri soldi a Pallotta, d’altronde solo con quella faccia di c..o la Raggi è riuscita a stare ancora a governare Roma.

  5. Ma tanto alla gran parte dei romani cosa frega se Roma cade a pezzi, tanto è sempre colpa degli altri.
    Roma ghetto, un applauso a tutti i romani che hanno voluto ed ottenuto una città da terzo mondo con al comando politici occasionali, state riducendo Roma in una borgata abbandonata, altro che Capitale d’Italia!!!

  6. Adesso siamo passati dal falso allarme idrogeologico, le rane, 2 muri diroccati diventati improvvisamente bene architettonico tutelato, a chi paga le opere pubbliche in anticipo senza garanzia di poterle ottenere ; questa è la situazione di una giunta che non sa fare quello,per cui è stata votata : governare decidere e far crescere la città. Forse di questa opera non si farà più nulla ma Leggetevi, se volete, il parere di un Costituzionalista che spiega cosa e perché NON è possibile , per il Comune, tirare troppo la corda , poi va bene tutto

  7. Leggo tante imprecisioni, anche da parte di DeAngelis. non è vero che il vecchio progetto Marino prevedeva il prolungamento della metro B, era partito con quell’idea ma ATAC ha detto che era irrealizzabile, per cui già la Prima delibera di pubblica utilità prevedeva un vaghissimo “potenziamento della roma-lido”. poi la regione lazio ha tutt’altra intenzione di spendere i 180 mln che per potenziarla in nome del business park a TdV, sarebbe il caso che il bravo giornalista si informasse bene. La Roma Lido campa tra mille difficoltà, e pensare che debba servire nello stesso orario le partite della Roma infrasettimanale e il ritorno dei pendolare verso Ostia senza che ci siano enormi investimenti (si parla di 450 milioni 10 volte quello che verserebbero i proponenti) è semplicemente privo di senso qui si porta avanti un progetto di quella importanza e si parla di potenziare una linea ferroviaria senza avere la minima idea di un progetto, di un costo è di tempi necessari per realizzare l opera. assurdo. ciò significa che siala versione Marino co tre torri sia la nuova versione che prevede palazzi in linea per una Cuba tura pari al più del 60% di quella di Marino e quindi più del doppio di quanto previsto dal piano regolatore. E visto che in ogni caso sarebbe impensabile che la soluzione di questi problemi della mobilità fosse in carico al comune deve essere incarico ai proponenti che con quelli intervento in un quadrante dove la mobilità è già compromessa (e chi vive da quelle parti lo sa) devono fare in maniera che le opere che vanno a realizzare non complichino ulteriormente la situazione. E mi sembra scontato che lo debbano fare prima dell’apertura del centro affari con annesso stadio

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