#SPIEGATOBENE – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Francesca Gargiulo, collaboratrice del Lugano femminile ed in passato anche del Milan come esperta di psicologia dello sport che ha provato ad analizzare gli sbalzi di prestazione della squadra giallorossa: bella di notte e nelle grandi sfide europee, piccola e mediocre nelle prestazioni quando l’avversario è di minor blasone.

GRANDI IN CHAMPIONS, PICCOLI IN SERIE A – La motivazione, definita da Sage come la direzione e l’intensità dello sforzo di una persona, è una delle chiavi determinanti del successo o dell’insuccesso sportivo. Si crede che sia importante dare tante motivazioni, in realtà ad essere importante è la qualità. Questo tema è centrale nel lavoro che un allenatore deve fare con una squadra sportiva. Alcuni giocatori tendono ad avere successo quando il loro livello di ansia è basso, mentre altri tendono ad avere successo quando la loro ansia è ad un livello elevato. Ciò che un allenatore deve tenere a mente è che non vi è una sola modalità per motivare i giocatori, poiché, come già detto; il livello di motivazione dipende dall’orientamento all’obiettivo, dalla personalità dell’atleta e dalla situazione. Lo psicologo dello sport potrebbe aiutare l’allenatore nel capire i comportamenti dei giocatori e individuare per ogni atleta le caratteristiche peculiari riguardanti la motivazione”. 

DZEKO DI CHAMPIONS – “Per quanto riguarda Dzeko si potrebbe ipotizzare che abbia elevati livelli di motivazione estrinseca, ovvero il suo comportamento sportivo è sostenuto da rinforzi esterni quali riconoscimenti sociali, ad esempio il prestigio o materiali, ad esempio i trofei. E’ necessario che, unita a questa motivazione estrinseca, ci sia un’alta motivazione interna, la passione e la spinta che ogni giocatore prova nel trarre piacere da ciò che sta facendo perché è di per sé motivante, ed è ciò che gli permette di compiere prestazioni sorprendenti, poiché non è sufficiente puntare solo su gratificazione esterne per raggiungere elevati livelli di prestazione”.

Alessandro Tagliaboschi

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