#SPIEGATOBENE – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Raffaele Pappadà, voce della Ligue 1 su Premium Sport.

PASTORE – “Un giocatore difficile da inquadrare per quelle che sono state le ondate ed i flussi che hanno portato il PSG a comprare giocatore su giocatori, quando in realtà poi lui arrivò come una stella. Questa esperienza però credo abbia arricchito il calciatore, è diventato un centrocampista polifunzionale, riuscendo a giocare anche da volante e questo gli dà nuove possibilità anche per lo schema di Di Francesco. E’ diventato più bravo in fondamentali che prima non utilizzava come, ad esempio, i colpi di testa ed è migliorato anche a livello caratteriale, perché ha dovuto fare i conti in continuazione con la concorrenza e quindi provare a rispondere colpo su colpo per provare ad emergere. E’ diverso per caratteristiche e temperamento a Nainggolan, il ‘Ninja’ dell’ultima stagione non è stato però quello di due anni fa e la domanda importante è: perché? La Roma sarà diversa senza il belga e probabilmente Pastore potrebbe vestire meglio il vestito tattico di Di Francesco. Un tallone d’Achille che ha avuto spesso è quello della tenuta fisica, avendo dei problemini che si porta dietro da sempre e direi anche per motivi di struttura fisica, ma dobbiamo tenere a mente una cosa: ha sempre avuto un ruolo non marginale nel PSG, si è sempre ritagliato un suo spazio importante. Penso che tornando a sentersi protagonista potremmo ritornare ad ammirare il miglior Pastore”.

AREOLA – “Un paio d’anni fa t’avrei detto che era un dei portieri più forti in prospettiva, invece ancora non è riuscito a prendersi il posto da titolare indiscusso, nonostante ci sia Trapp che è un portiere normale. Probabilmente l’età, qualche errore di troppo non gli ha fatto spiccare definitivamente il volo. I mezzi però questo ragazzo li ha e può tornare a crescere”.

LIGUE 1 – “Se pensiamo ai giovani talenti la Ligue 1 è superiore alla Serie A: basta vedere la rosa della nazionale francese. Lo stesso Kanté, che è uno dei centrocampisti più forte del mondo, era un semi-sconosciuto. Dembelé veniva dal Lille è uno dei talenti più cristallini del panorama mondiale, c’è Malcom del Bordeaux e tanti altri: si investe nei settori giovanili e questo porta allo sviluppo di un movimento calcistico pieno di grandi giocatori”.

Davanzo-Tagliaboschi

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