#SPIEGATOBENE DA VINCENZO IANNIZZI – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Vincenzo Iannizzi, fisioterapista della prima Roma di Luciano Spalletti, per analizzare il tema infortuni muscolari in casa giallorossa, che in questa stagione sono già 18.

LE CAUSE – “Le lesioni muscolari, in generale, costituiscono il 20-30% di tutti i traumi da botta. Statisticamente la prima causa di infortunio muscolare, deriva da un problema precedente dove è rimasto un deficit di forza o c’è stata una rieducazione insufficiente. Spesso i tempi di recupero medici vanno in contrasto con le esigenze del campo, perché ci sono impegni ogni 3 giorni e, quindi, è come se ti allenassi in partita. Nello specifico, bisognerebbe valutare anche i carichi di lavoro che possono essere rapidi ed eccessivi, con il corpo che non ha il tempo di abituarsi al cambiamento. Ovviamente può rientrare anche la condizione mentale, l’aspetto motivazionale è molto importante, sia nel recupero di alcune disfunzioni, ma anche nell’approccio all’allenamento ed alla partita. Una squadra che va bene da un punto di vista mentale, rende di più anche da un punto di vista fisico. Gli infortuni sono tanti, ma negli anni di Spalletti, anche con un preparatore come Bertelli, avevamo molti problemi, perché magari ci sono cambi di allenamento, i calciatori hanno bisogno di tempo per abituarsi ecc…”.

LE SOLUZIONI – “La bravura sta nel trovare le soluzioni e nel modificare alcune cose in corsa. Sicuramente da fuori è difficile rintracciare la causa principale, ma spesso anche dall’interno non è facile capire. Lo staff avrà fatto sicuramente delle valutazioni: i carichi di lavoro sono adeguati? Sono stati aumentati in modo troppo veloce? Abbiamo fatto la giusta prevenzione? Le caratteristiche fisiche dell’atleta sono adatte ai metodi che si stanno adottando? In questo momento saranno certamente in atto delle riflessioni, da parte di due staff: quello medico e tecnico. Decideranno insieme la cosa migliore nel momento storico che vivono gli atleti. Si potrebbero rivedere i carichi di lavoro, soprattutto quando può essere stata la causa di una problematica così generica, che coinvolge tanti calciatori. Si faranno delle valutazioni in questo senso, considerando che con il cambio delle stagioni e, quindi, delle temperature dovrà essere cambiato il protocollo. Infine, posso dire che Di Francesco è un tecnico capace e con il suo staff saprà trovare la soluzione”.

Tagliaboschi-Fedele

QUI L’INTERVENTO COMPLETO:

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1 commento

  1. Ma che palle. Io farei venire i preparatori inglesi, quelli, non so se i giocatori inglesi si infortunano più dei nostri, almeno corrono come dei matti..Noi passeggiamo e ci rompiamo, forse proprio perché non sappiamo correre..

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