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#SPIEGATOBENE – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma…spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Jean-Cristophe Cataliotti, avvocato e procuratore, con cui andremo a trattare il tema riguardante la possibile squalifica di Gianluca Petrachi in seguito alla dichiarazione rilasciata durante la conferenza stampa di presentazione di Mkhitaryan: “Dzeko? Quando la prima volta a maggio ho incontrato l’Inter ho posto il mio prezzo”.

IL CASO – “La procura ha aperto un’indagine su segnalazione della presidenza della FIGC. E’ un procedimento che non poteva non partire, poi è vero che ci si può sempre smentire, Petrachi ad esempio potrebbe dire: “Ho sbagliato a pronunciare il mese, non volevo dire maggio ma luglio”. Sicuramente la Procura potrebbe decidere anche di sentire l’Inter e potrebbero essere loro stessi ad ‘incastrarlo’ ammettendo che in quei mesi erano in trattativa con il ds per un giocatore della Roma. In queste situazioni, non perché voglia difendere Petrachi ma bisogna anche capire quanta rilevanza possano aver avuto questi eventuali dialoghi tra l’Inter e il dirigente in maggio. Il fatto è talmente pubblico ormai che non penso che si possa fare finta di niente, perché degli articoli senza dubbio sono stati violati sia del regolamento dei direttori sportivi che di giustizia sportiva. Avrebbe dovuto difendersi immediatamente e chiarire subito il giorno dopo quella dichiarazione”.

LA CONSEGUENZE – “Bisognerà vedere se Petrachi potrà operare a gennaio, sono indagini che durano alcuni mesi, non vorrei che il verdetto arrivasse durante la finestra di mercato invernale. Il rischio è quello che il direttore sportivo prenda un’ammenda ma soprattutto una sospensione che significa non potersi occupare di calciomercato: sicuramente lo farà un suo collaboratore, ma lui non potrà entrare in maniera attiva nelle trattative. Secondo me l’inibizione e quindi la sospensione ci sarà perché le norme parlano chiaro, l’articolo 7 dei direttori sportivi dice: “E’ vietato svolgere attività per una società mentre sei vincolato ancora con un’altra”. Inoltre, c’è una violazione dei principi di lealtà e correttezza: i ds, allenatori, giocatori e preparatori atletici sono sportivi professionisti e lavoratori subordinati che devono assolutamente pensare di fare il bene della propria azienda. Ci sarà una lente di ingrandimento sulle sue mosse, ogni movimento sarà osservato: non potrà prendere contatto né con procuratori, né con direttori sportivi di altre società e, dunque, non potrà trattare calciatori in un alcun modo. Potrà chiedere il patteggiamento prima o dopo il deferimento: se deciderà di farlo prima dovrà rivolgersi alla Procura del Coni, altrimenti al tribunale federale. I suoi avvocati sicuramente gli consiglieranno la strada migliore”.

Tagliaboschi-Gilenardi

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