SPIEGATOBENE DA MARCO BELLINAZZO – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore, riguardo l’approvazione del bilancio semestrale della Roma.

BILANCIO ROMA – Questo bilancio semestrale riguarda la prima parte della stagione e dunque va preso con le molle. Sui ricavi il discorso è complesso, nei primi sei mesi la Roma ha dei ricavi che non è detto che avrà anche nella seconda parte. E’ però un bilancio parziale che ci dà indicazioni chiare su quello che potrebbe essere la situazione finale. La Roma vive una fase di transizione, essendo nel mezzo del progetto stadio, ma risente ancora di stagioni difficili del passato. Nel bilancio vediamo la crescita dei costi, come gli stipendi, ma all’interno di questi ci sono anche uscite una tantum, come incentivi all’esodo, che non troveremo nella seconda parte dell’anno. L’aspetto più positivo è che rispetto all’anno scorso c’è un impatto importante delle sponsorizzazioni, come Qatar Airways, Hyundai e Betway. E’ stata una grande vittoria di Pallotta, in quanto gli sponsor permetteranno di incassare fino a 20 milioni questa stagione, arrivando da questo punto di vista ai livelli di Inter e Milan. Le cessioni di Alisson, Strootman e Nainggolan hanno permesso di portare questa situazione semestrale a un positivo rispetto a quella della scorsa stagione che era negativa. Questo tipo di entrate sono state spesso ripetute negli anni passati, però non è detto che ci saranno sempre giocatori importanti da vendere. La Roma sta cercando un equilibrio tra costi e ricavi, con i primi che ancora sono superiori rispetto ai secondi. Per questo è importantissimo il nuovo stadio”.

CONFRONTO CON INTER E MILAN – “Inter e Roma sono state sanzionate nel 2015 perché avevano sforato nel fair play finanziario. Il club giallorosso è stato penalizzato ancor più dei nerazzurri, ai quali è stato concesso una sorta di anno sabbatico per rimediare. L’inter ha però ancora una rosa limitata in Europa e ha dovuto vendere giocatori della Primavera per 45 milioni di euro. Il Milan è invece un discorso a parte, si è trovato con le mani libere in questi anni. Entro il 2021 dovrà arrivare al pareggio di bilancio. Al club rossonero non sono state imposte le stesse condizioni di Inter e Roma, infatti gli è stato chiesto il pareggio entro 3 anni. C’è stata dunque una disparità nel trattamento tra Roma e Milan”.

PERCORSO VINCENTE – “C’è una sola strada per un percorso vincente: aumentare i ricavi. Dal punto di vista delle strategie aziendali non è sempre così facile, non tutti sanno o vogliono fare quegli investimenti per raggiungere questo obiettivo. Napoli e Roma hanno un bilancio diverso, più o meno i bilanci delle due società sono in linea tra di loro e fondamentalmente stabili”.

ROMA E NAPOLI – “La Roma in passato si è trovata spesso in rosso, ricorrendo alle plusvalenze per recuperare. Il Napoli, invece, arrivava dalla Serie B, con delle condizioni contrattuali dei giocatori che partivano da un livello più basso, ma con il tempo ha dovuto alzare gli ingaggi per essere più competitivo. Anche il club azzurro deve quindi ricorrere alle plusvalenze e alla qualificazione in Champions per mantenere i conti in ordine. Non sempre però basta, infatti lo scorso anno, andando nella massima competizione europea, i conti sono comunque andati in rosso. Roma e Napoli hanno incassato quasi 200 milioni a testa. Ora però le due società devono decidere cosa fare da grandi. Pallotta lo ha fatto con il progetto stadio, De Laurentiis ancora non si capisce cosa voglia fare. L’impianto di Tor di Valle sarà una carta fondamentale da giocare per entrare nell’élite europea della Super Champions, con ricavi ben più alti di quelli attuali”.

CHAMPIONS LEAGUE – “Per la Roma è fondamentale il passaggio del turno in Champions League, paradossalmente sarebbe meno importante per la Juventus. I giallorossi l’anno scorso hanno ricavato quasi 90 milioni con l’arrivo in semifinale. La vittoria contro il Porto è un traguardo da conseguire, ancor più se la Juve dovesse andar fuori, perché porterebbe maggiori introiti. Chiaramente il discorso della qualificazione alla prossima Champions è importante per la continuità del progetto europeo anche per quanto riguarda il ranking. Si è spostata la priorità nel calcio, non è più la vincita dello scudetto che non dà un sensibile miglioramento economico, ma essere tra le squadre che fanno la Champions e ancor più che arrivano agli ottavi”.

Frazzitta-Casoli

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19 Commenti

  1. Allora tutti a festeggiare al circo massimo, come dice Monchi in fondo siamo noi che non capiamo nulla e’ meglio la qualificazione alla champions che lo scudetto, poiche’ quest’ultimo non porta tanto in termini economici….

    • Il discorso è un altro. Quanti soldi devi spendere per metterti a pari con la Juve e poter vincere lo scudetto? Troppi in rapporto alle entrate annuali della Roma.
      Quanti soldi invece devi spendere per arrivare ai quarti della Champions? Meno di quelli che ti servono per metterti a pari con la Juve.
      E i ricavi? L’anno scorso abbiamo fatto 70 milioni per il terzo posto in serie A e 100 con le semifinali di Champions.
      È ovvio, quindi, che punti alla Champions, che ti dà pure più visibilità in termini di sponsor (Qatar Ayrways e Hyunday sono arrivati con la semifinale e la delibera dello stadio, mica prima).
      Dopo ancora non hai vinto nulla, ma hai messo un altro mattone per risalire e arrivare alla Juve.

  2. È un po’ quello che si ripete da mesi, mettere in ordine i conti, per giunta senza stadio, è un processo molto, ma molto lento. La gente vorrebbe sempre i colpi di calciomercato ad effetto, ma la realtà è profondamente diversa.
    Idem per le gerarchie Campionato e Champions, il divario tra Roma e Napoli in questo senso è molto significativo. Dubito che De Laurentiis abbia i soldi per uno stadio.
    Il quarto posto, in un’annata in cui non sei troppo competitivo, va pure bene, il più è vincere una partita dei quarti di Champions, quello è il vero obiettivo.

  3. E comunque proprio non digerisco il discorso di imparita di trattamento tra Roma e Milan riguardo il Fpf .
    Quale è la logica di questa scelta dell’ UEFA ?
    Ecco mi piacerebbe che il nostro presidente si facesse sentire, e la lettera che ha inviato abbia un seguito.

  4. Caro Jacopo certe spiegazioni mi piacerebbe che le facesse la Roma, perche’ esiste un tema centrale in questa societa’ che deve essere affrontato a mio modo di vedere, che e’ la credibilita’ e a seguire la comunicazione.
    Su quello che tu affermi io ho una visione diversa e ti rovescio il problema, pensa invece se la Roma avesse colto la possibilita’ che ha avuto per un paio di volte di rinforzare la squadra e provare a vincere lo scudetto, io credo che lo stadio si sarebbe fatto a furor di popolo, con un consenso generale che oggi non c’e’, tutt’altro noto a volte una singolare avversione per “dispetto” e qui mi ricollego al problema informazione dell’articolo in oggetto.
    Il problema di mettere in ordine i conti esiste da 10(dieci) anni e non si puo’ dare la colpa sempre a chi c’era prima altrimenti si cade poi nell’altro problema di cui sopra: la credibilita’.
    Se non usciamo tutti, societa’ e adetti ai lavori in primis da queste cose non si fara’ mai giorno, tutt’altro si sprofondera’ ancora di piu’ nella sfiducia, nella disaffezione e piu’ in generale nella mancanza di empatia che c’e’ oggi nei confronti di questa societa’ nella stragrande maggioranza della tifoseria, che poi rimane sempre tale, ma con dei distinguo importanti.

    • Scusami Max, ma io non credo che un’eventuale vincita dello scudetto potrebbe cambiare la dinamica relazionale tra M5S e PD che hanno governato e governano Roma. Il tuo “furor di popolo” conta assai nella vita politica, altrimenti avremmo dovuto avere una classe dirigente che avrebbe anche saputo risolvere i problemi del lavoro e della povertà. Invece uno fa una cosa e l’altro, per spirito di partito, ne fa una contraria. E noi qui non siamo poi così diversi da chi ci governa.

    • Il problema di mettere a posto i conti esiste da quando l’uomo si è organizzato in una società civile e non solo da dieci anni

  5. Caro Patrizio ti rispondo in modo molto semplice; a Pallotta non lo ha detto il dottore di prendere la Roma, se non sei in grado per motivi economici o altro non la prendi, ma se la prendi devi avere la capacita’ di saperla gestire nel bene e nel male.
    Bisogna avere il coraggio di affrontare la verita’: la Roma e’ un mezzo per un fine speculativo o impreditoriale qualsivoglia chiamare, di cui lo stadio e’ solo una parte.
    Se diradiamo i dubbi tutto sara’ molto piu’ semplice e chiaro, ma ripeto non lo deve dire Patrizio su un sito, ma la Roma ed in modo chiaro ed esplicito.

    • Concordo con te su questo punto, solo che io penso che Pallotta stia gestendo benissimo la Società. Lasciamo passare un poco di tempo e facciamogli fare questo benedetto stadio e poi ne riparleremo. Forza Roma. Forza Pallotta.

    • Se la Roma è un mezzo per fare businnes, come mai nessun altro falco ” de noartri” s’è presentato sulla preda? Tutti gentiluomini o persone che hanno capito che in effetti una squadra di calcio è solo una “macchina mangiasoldi”? Per fare affari c’è bisogno di una “macchina che crea soldi” e i soldi si fanno con l’efficienza di tutte le componenti, prima tra tutti gli sponsor e altre collaterali che ti possono permettere di spendere tanto quanto serve per tenere la squadra ad alti livelli costantemente.

  6. si caro max forse vero forse no, non discuto, non sto nella testa di pallotta.
    ma se la roma squadra non è competitiva non fa entrare soldi perche’ non raggiunge posizione in champions e per la champions. Se no nsta fissa in europa ad alti livelli non fa volume brand non crea interesse non fa numeri. Senza questo non hai l’interesse degli investitori per il piano diciamo edilizio. Caro max non ti serve di perdere 10 anni a stare dietro alla roma se volevi fare uffici per 1 miliardo di euro. Perche’ ti associavi con un palazzinaro romano gli investivi per metà della cifra in due quartieri in 4 anni e tiravi su gli stessi soldi senza dover tribolare. E non dire di no perche’ i maggiori palazzinari romani ti tirano su 2 quartieri l’anno a testa… tra poco roma se collega a tivoli o a pomezia senza soluzione di continuità. Non serviva la roma per fare speculazione edilizia, pero’, e c’e un pero’, se io prendo la roma, la stabilizzo economicamente, faccio lo stadio e tutti gli annessi perche’ lo stadio si dice sempre che e’ solo il 14 per cento delle cubature e sembra che tutto il resto siano uffici… e c’e’ la nuova trigoria e c’e’ il museo ed il parco e tutto il resto, e visto che tutto questo porta soldi alla roma se in mezzo ci metto centro commerciale e uffici che portano soldi a me mi spieghi cosa ci sia di eticamente sbagliato?
    Partite dal presupposto che il proprietario della roma debba spendere solo per la roma ed indebitarsi per il grande amore che prova per la roma! beh non c’e’ nessun proprietario al mondo! cavolo, akl mondo che faccia piu’ questo o possa fare piu’ questo!!!!!!!!!! Lo sport che fa guadagnare come il calcio è un business e quindi ci si guadagna sopra! E se porti in alto una squadra ci guadagni tanto!! per questo tutta la teoria complottistica dello smembramento della squadra si sgretola!!! perche’ se voleva soldi subito.. comprava a 20 milioni la roma vendeva il parco giocatori vendeva trigoria e proprietà e poi se ne tornava a casa con 100 milioni in piu’ fatti in un anno! poi tornava si metteva daccordo con il palazzinaro di turno e facevano una decina di quartieri autorizzati ed ammirati da tutti e ripartiva col miliarduccio senza neanche preoccuparsi di tutta la burocrazia come invece sta facendo adesso.
    non c’e’ bisogno di uno stadio per costruire in italia, altrimenti tutti i palazzinari dovrebbero avere squadre di calcio per poterlo fare!
    e ragionate!! state a fa una guerra di pannocchie nel mese di dicembre!!

  7. penso che ci sia un grande elemento di frustrazione e infantilità nell’insistenza che non si vince niente, e che la roma per pallotta è un mezzo speculativo. pallotta è un imprenditore sportivo, non un magnate arabo o russo, non ne ha fatto mai mistero. a me piace così perché una società sana e solida dura per sempre, non per lo spazio di interesse del benefattore. anche di fronte a spiegazioni chiare e limpide o oggettive, chi non vuol capire. anche se non ci fosse il bisogno di sanare il bilancio con plusvalenze, se non li paghi abbastanza i giocatori vanno via.. che senso ha imputare a monchi di aver venduto alisson e salah se sono costoro che sono voluti andare via? prendiamo l’esempio dello sponsor, un sacco di gente a fare i conti in tasca a pallotta, dicendo di accontentarsi di meno pur di avere uno sponsor. lui ha mostrato palle e ha insistito, e alla fine a sponsor allo stesso livello di inter e milan… bene… questo è quello che ci serve per essere competitivi… e per lo stadio sarà la stessa cosa… per cui io suggerirei: facciamo i tifosi, a me una roma stabilmente tra le prime 4 e ai 16esimi di champions piace parecchio, e a voi?, anche se purtroppo per lo scudetto la juve è lontana, e lasciamo che pallotta faccia l’imprenditore e trovi i soldi per far girare la baracca…

  8. ps. io sono di roma e della roma da quando sono nato, qualche anno fa. ma se fossi un calciatore professionista, e un’altra squadra mi offrisse il doppio dei soldi e la possibilità di vincere, ci penserei molto bene prima di dire di no… figuriamoci gente che romana e romanista non è! perché la fede calcistica è una cosa, e appartiene a noi tifosi, e il lavoro e la carriera sono altre cose…

  9. Molto chiaro Max ma tanto come dici tu qui non si farà mai giorno ………per alcuni , secondo me ancora troppi, questa gestione è il meglio a cui potevamo aspirare , abbiamo e paghiamo più dirigenti che giocatori e poi i conti da 10 anni vanno sistemati con la stadio , prima il problema era lo sponsor tecnico , successivamente il merchendsing , poi il main sponsor , poi dobbiamo stare stabilmente in CL ……. per fare cosa combattere con la Lazie de Lotirchio per il 4 posto ? se a fine anno non si arriva 4 vediamo che fine faranno Dzeko , Manolas , Pellegrini , Under ……..ma tanto con questi che c’avemo vinto ?

  10. Esistono esempi di gestione “terreni” ma che hanno portato consenso e non solo sportivo pur restando con i piedi per terra a livello economico Altetico Madrid per esempio, che peraltro ha anche fatto uno stadio nuovo.
    Io mi chiedo e vi chiedo: secondo voi perche’ la gente e’ cosi’ avvelenata contro Pallotta?
    Sono tutti matti? Sono tutti laziesi? Sono tutti teppisti? Sono tutti cerebrolesi?
    La risposta e’ no.
    La verita’ la sappiamo tutti pero’ stiamo ancora qui a discutere tra capuleti e montecchi e spesso in modo infantile e banale.
    Pero’ ragazzi quando un tifoso deve leggere che e’ meglio una qualificazione alla Champions che vincere uno scudetto perche’ in tutti i modi non porta guadagno economico… beh allora e’ proprio inutile parlare, siamo alla follia e significa che si e’ perso proprio il senso di cio’ che si sta facendo, cioe’:”calcio”, che seppur oggi sia diventato un bussiness rimane pur sempre uno sport e significa anche tagliare le gambe ai pochi sogni che ci sono rimasti.

    • Parliamo di soldi o di prestigio nazionale? Perchè il prestigio nazionale era l’unica cosa che una squadra come la Roma poteva ambire visto che le finanze erano quelle della proprietà, che talvolta arrivavano al fallimento. Se una società vuole più soldi a disposizione primo per rimanere nelle regole dell’Uefa, poi per le spese, poi per la squadra allora deve puntare all’obiettivo minimo che è l’accesso in Champions. Può interessare o meno però va detto che la Roma s’è fatta conoscere definitivamente in Europa e nel mondo negli ultimi due anni, ottenendo risultati di prestigio, anche clamorosi vedi col Barcellona (chiedere a Messi che ancora vaga per il campo annichilito.)

  11. Parlo di una gestione complessiva, che non prevede per esempio dal punto di vista sportivo cessioni al miglior offerente, ma neanche incedibili a tutti i costi e malgrado cio’ si puo’ arrivare a risultati sia sportivi che economici non solo, lo stadio dell’Atletico e’ sempre pieno di tifosi.

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