#SPIEGATOBENE DA ANGELO BONFRISCO – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Angelo Bonfrisco,ex arbitro di Serie A, per approfondire il discorso Var e i spiacevoli fatti accaduti nel campionato di promozione laziale.

L’UTILIZZO DEL VAR – “Finalmente il Var si sta usando di più confronto alle prime giornate. Anche tra gli arbitri si sta trovando un equilibrio più corretto ma qualcuno ha una sensibilità maggiore e altri minori. C’è un po’ di confusione, l’anno scorso si era fatto un buon lavoro. Dal punto di vista regolamentare ci sono situazioni discutibili anche tra gli arbitri stessi. Il Var in situazioni come quelle di Roma-Sampdoria non interviene, inizialmente erano stati concessi due calci di rigore. Non lo so se questi sono due chiari ed evidenti errori, sono discutibili, il protocollo però dice una cosa diversa. O cambiamo il protocollo o altrimenti si rischia che il Var non intervenga e che si lasci un probabile errore sul terreno di gioco. Bisogna trovare più equilibrio“.

VAR IN CHAMPIONS – “E’ doveroso andare in questa direzione, non si può retrocedere dal punto di vista tecnologico e si deve uniformare la Champions con il resto dei campionati, è assurdo che il torneo più importante non sia aiutato dalla Var”.

TUTELA ARBITRI – “Mi associo alla solidarietà per l’arbitro aggredito, dal punto di vista culturale siamo al medioevo. Bisogna continuamente lavorare, partire dagli oratori e dalle scuole calcio passando per le scuole vere e proprie. E’ importante capire, però, che si può perdere o vincere una partita anche per un errore dell’arbitro è scritto nelle regole e fa parte del gioco. Mi rendo conto che ormai la partita spesso e volentieri diventa un momento per far sfogare le frustrazioni della settimana. Molte volte lo si vede negli atteggiamenti di chi dovrebbe dare l’esempio: istruttori, dirigenti. Quando il manico dà un buon esempio i ragazzi non si muovono, quando dà il brutto esempio autorizza tutti gli atteggiamenti negativi. In questo periodo si stanno muovendo molti progetti in questo senso: sono stato invitato da un istituto di scuola superiore per promuovere le regole, mi hanno chiesto di fare un corso arbitri nelle carceri“.

Matera – Belli

QUI L’INTERVENTO COMPLETO:

 

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