Foto Getty

SPIEGATO BENE DA MARIO SAVO – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Mario Savo, match analyst e Presidente dell’AIAPC Assoanalisti. Con lui faremo un focus sul momento della Roma e analizzeremo tatticamente la sconfitta dei giallorossi di Fonseca contro l’Atalanta.

IL PUNTO SUL MOMENTO DELLA ROMA – “La Roma è un cantiere aperto, come il Milan di Giampaolo e la Juventus di Sarri, non possiamo dare subito la croce a Fonseca, gli va dato tempo. I giocatori devono interiorizzare mentalmente i concetti del portoghese: quando diciamo che un giocatore gioca a memoria non è perché è nato ‘imparato’, lo fa perché certe situazioni le sa risolvere in un istante, mentre quando non è pronto ci mette quei secondi in più che nel calcio fanno tutta la differenza del mondo. Davanti la Roma ha delle personalità importanti, ma se i tuoi giocatori più tecnici non riescono mai a liberarsi dalla marcatura in zona offensiva, come successo ieri per merito dell’Atalanta, sono costretti a retrocedere e non trovano mai quelle verticalizzazioni che sono il timbro del calcio di Fonseca. La difesa andrebbe un po’ rivista, i centrali in rosa sono discontinui e nell’arco di una stagione ti fanno quei due/tre errori che possono pesare sulla classifica”.

COSA MANCA PER FARE IL SALTO DI QUALITA’ – “Servirebbe un centrocampista con caratteristiche tecniche che la Roma non ha a disposizione in rosa. Un nome importante ‘alla Pjanic’ che riesca a fare il metronomo e abbia intelligenza e qualità per iniziare l’azione. Un po’ quello che faceva anche De Rossi, seppur con caratteristiche più difensive. Uno come lui ad esempio in questa squadra avrebbe fatto il titolare, sicuramente riposando spesso, ma avrebbe potuto dare il suo contributo positivo”.

L’ANALISI DELLA SCONFITTA CONTRO L’ATALANTA – “Partiamo dal presupposto che ieri la Roma ha giocato contro una squadra importante. Gasperini lo conosciamo, allena in modo da far mantenere ai suoi calciatori un ritmo molto alto nell’arco di tutti i 90 minuti. Si è vista una differenza non di condizione fisica ma di attenzione mentale ad ogni situazione di gioco, intesa come contrasti e duelli individuali. L’Atalanta, a differenza della Roma, ha un gioco collaudato nonostante non ci siano tanti giocatori di altissima caratura tecnica. La Roma non è ancora una squadra completa, fa un gioco totalmente diverso dai nerazzurri, non credo raggiungerà mai il loro livello atletico ma semplicemente perché è una caratteristica peculiare dell’Atalanta e di Gasperini, che ha pochi rivali in Italia. Fanno un gioco non spettacolare dal punto di vista estetico ma intenso ed aggressivo. Se vogliamo fare un paragone si avvicina al modo di interpretare la gara dell’Atletico di Simeone: non ti lascia il tempo per ragionare, fa grossa densità in fase di non possesso e pressing a tutto campo per poi ripartire in modo fulmineo e preciso con pochi passaggi ma estremamente mirati. Se facciamo caso al dominio a centrocampo avuto ieri ci rendiamo conto che la Roma ha perso palla in zona di costruzione almeno 20 volte, e questi errori individuali sono frutto dell’alto stress mentale a cui ti obbliga l’Atalanta. Stress che ha subito Pellegrini ad esempio, calciatore decisivo per gli schemi di Fonseca che ieri è stato decisamente sottotono. Va detto che sono più i meriti dei bergamaschi piuttosto che i demeriti della Roma anche se è altrettanto vero che una squadra gioca così bene se l’avversario glielo permette. Ieri l’unico modo in cui ha attaccato la Roma è stato in contropiede, cosa inusuale per Fonseca, che testimonia come abbia optato per un un approccio diverso alla gara proprio perché questo è stato il primo test di alto livello per lui. E’ mancato tanto il lavoro sugli esterni”.

Pietro Mecozzi

Print Friendly, PDF & Email

2 Commenti

  1. d’ accordo con il commento di Pietro Mecozzi .. sul centrocampista che ricopra la posizione ed il ruolo di De Rossi abbiamo preso Veretout .. ieri sera ha commesso un errore GRAVE .. ma la stagione e’ ancora tutta da essere giocata .. si puo’ rifare .. ha i numeri ..

Comments are closed.