SONDAGGIO ROMANEWS.EU, I RISULTATI – Dopo l’ennesimo passo falso al ‘Franchi‘ di Firenze, è stata una settimana di interrogativi per la nuova Roma di Luis Enrique, che mai come adesso rischia di sentirsi già ‘vecchia‘ e inadeguata. Mentre la squadra giallorossa si avvicina alle prossime due sfide contro Juventus e Napoli, crescono le perplessità sulla bontà di quella ‘rivoluzione culturale‘ e calcistica annunciata questa estate da società e allenatore. Romanews.eu ha dunque voluto fare il punto insieme a voi lettori su questa prima parte di stagione, avara di momenti esaltanti, che ha messo in mostra soprattutto le difficoltà di una squadra che si ritrova con ben 6 sconfitte incassate nelle prime 13 giornate di campionato. Nel nostro sondaggio abbiamo chiesto ai sostenitori giallorossi di indicare il principale responsabile di questo avvio deludente. In circa 3000 hanno votato.

‘LE COLPE SONO DEL TECNICO’ – Una buona fetta di tifosi si è ritrovata concorde nell’attribuire le colpe dell’iniziale fallimento a Luis Enrique; secondo il 41.5% dei votanti, il tecnico asturiano si sarebbe dimostrato troppo inesperto per guidare una ‘grande’ e soprattutto inadatto per tipo di gioco e mentalità al campionato italiano. Il calcio nostrano prevede ritmi e dinamiche non compatibili con la scelta radicale fatta fin dall’inizio da Luis Enrique: calcio offensivo incentrato sul continuo possesso palla, terzini molto alti, pressing asfissiante, novanta minuti di corsa a tutto campo da parte di tutti gli undici e movimenti tattici studiati quasi ossessivamente in allenamento. Una visione intrigante ma allo stesso tempo integralista del gioco del calcio, che non è riuscita a sposarsi con il trasformismo richiesto dal nostro campionato.

‘LA COLPA E’ DI DIRIGENZA E GIOCATORI’ – Secondo un discreto numero di votanti (il 17,7%) le colpe della falsa partenza non sono da assegnare alla guida tecnica, ma l’errore è stato commesso all’origine. La nuova dirigenza ha voluto cambiare troppo e troppo in fretta la squadra, scommettendo su un tecnico di fatto esordiente e su giovani dalle grandi potenzialità ma ancora acerbi per poter pensare di competere ad alti livelli. Proprio l’assenza di personalità dei giocatori rappresenta, secondo il 7,2% dei tifosi, la principale causa di una crisi che si è vista non solo nel gioco e nei risultati, ma anche nell’atteggiamento dei singoli: troppi cali di concentrazione, troppi leziosismi e incapacità di reggere le pressioni.

‘NESSUNA COLPA. E’ UN ANNO DI TRANSIZIONE’ – Nonostante il gioco e i risultati stentino a decollare, resiste uno zoccolo duro della tifoseria (il 33,6%) secondo cui l’ambizioso progetto portato avanti dalla società e da Luis Enrique è destinato ad avere successo nel lungo periodo. Più di un terzo dei votanti concorda infatti con lo slogan pronunciato a più riprese dalla dirigenza: “Questo è un anno di transizione”. Dunque una parte dei tifosi rinnova l’invito alla pazienza e ad andare ‘oltre il risultato‘, almeno il tempo necessario per consentire ad una filosofia di gioco così innovativa di farsi largo nel calcio italiano. Dopodichè ci sarà da divertirsi.

JUVENTUS E NAPOLI DECISIVE – Ma la maggioranza relativa dei sostenitori giallorossi non è d’accordo, non vuole più aspettare. Luis Enrique e i giocatori hanno avuto la possibilità di far vedere segnali incoraggianti, ma non sono riusciti nell’impresa. Quale delle due ‘fazioni‘ ha ragione? Sarà il campo a rispondere. Dopo Juventus e Napoli capiremo probabilmente se il nuovo progetto giallorosso saprà già di ‘vecchio’ o se avrà il sapore di un assaggio di rivoluzione.

Federico Antonio Petitto

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