ROMA-LIVERPOOL, IL FACCIA A FACCIA – Semifinale di ritorno di Champions League. La Roma, reduce dal trionfo per 4-1 contro il Chievo, affronta il Liverpool in uno stadio Olimpico tutto esaurito: saranno 70mila i tifosi giallorossi pronti a guidare la squadra di Eusebio Di Francesco verso un’altra rimonta tanto straordinaria quanto difficile. De Rossi e compagni, infatti, sono chiamati a ribaltare il 5-2 dell’andata per raggiungere una finale di Champions League che manca da 34 anni. Per strappare il biglietto per Kiev, però, la Roma dovrà essere brava a mettere a segno 3 reti senza subirne, chiudendo sì i Reds nella propria metà campo, ma facendo però attenzione alle ripartenze letali degli inglesi, primo su tutti Salah, autore di 2 gol e 2 assist nel match di Anfield. Per realizzare quest’ardua impresa, Di Francesco è pronto ad affidarsi a Patrik Schick che, insieme ad Edin Dzeko, è il calciatore giallorosso più in forma: nelle ultime 2 gare di campionato contro Spal e Chievo, infatti, l’attaccante ceco è andato in rete in 2 occasioni.

SCHICK VS SALAH – 3 gol in 22 presenze per Patrik Schick, 43 reti in 48 apparizioni per Mohamed Salah. Una differenza abissale tra i due. Lo sanno bene i tifosi della Roma che durante la stagione non hanno mai perso l’occasione di rimarcare i (presunti) errori di mercato di Monchi, soprattutto in virtù dello straordinario quanto imprevedibile exploit dell’egiziano (il cui valore è passato dai 50 milioni incassati dal club giallorosso ai 228 milioni fissati dal Liverpool), ma anche delle prestazioni sotto le aspettative del ceco. I numeri parlano, è vero. Ma talvolta i numeri non raccontano a pieno la realtà delle cose. Non tengono conto delle condizioni fisiche, del preciso momento della carriera, del feeling con squadra e tifosi, delle pressioni dell’ambiente. Statistiche semplicemente fredde, che non badano all’infinità di variabili che possono condizionare o meno il rendimento di un giocatore. Patrik Schick, infatti, dopo mesi di difficoltà, tra infortuni e problemi di ruolo, ha finalmente iniziato a mettere in mostra il suo repertorio, ma soprattutto a segnare: due i gol nelle ultime due uscite in Serie A. Manca ancora, invece, il timbro del cartellino in Champions League. “Spero di farlo presto”, aveva dichiarato dopo Spal-Roma in vista dell’andata. Ma poi all’Anfield non ne ha avuto modo: partito dalla panchina a discapito di Under, Di Francesco gli ha riservato l’intero secondo tempo. Ecco dunque che la sfida dell’Olimpico potrebbe rappresentare l’occasione più importante della sua esperienza in giallorosso. Un gol. Un solo gol. Per guidare la rimonta. Per sognare la finale. Per togliersi di dosso il peso dei 42 milioni spesi dalla Roma. Per scacciare il fantasma di Salah e raccogliere l’eredità di un giocatore in lotta con Messi per la Scarpa d’Oro, che da una città marittima del nord-ovest dell’Inghilterra è riuscito a stregare tutto il mondo, e che con i suoi 38 gol e 24 assist in due stagioni ha lasciato una ferita aperta in ogni tifoso della Roma che stasera se lo ritroverà di fronte, ma da avversario. Insomma, (almeno) un gol per essere una notte Mohamed Salah.

Daniele Moretto

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