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Foto Getty

SAMPDORIA CONFERENZA RANIERI – Claudio Ranieri, nuovo allenatore della Sampdoria, questa mattina si è presentato alla stampa in conferenza, e ha parlato anche del match di domenica che lo vedrà affrontare, alla guida dei blucerchiati, la ‘sua’ Roma.

Le parole di Ranieri in conferenza stampa di presentazione

“Per prima cosa devo ringraziare il presidente Ferrero che mi permette di allenare un club così prestigioso. Io sono un tifoso della Roma ma la Sampdoria mi è sempre stata simpatica. Le favole sono sempre frutto di una grande lavoro dietro. Noi allenatori, presidenti e atleti abbiamo il dovere di far sognare i propri tifosi. Sono stato chiamato per risollevare una squadra ultima, ma sono convinto che questo non sia il reale valore della squadra. Chi mi darà il massimo avrà l’opportunità di giocare, gli altri dovranno aspettare. Partire con Sampdoria-Roma non è uno scherzo del destino, ma noi cercheremo di fare il massimo in campo e poi vinca il migliore. Con la Roma, nel momento in cui si va in campo, non ci sono amori ma solo la grande professionalità che mi ha sempre contraddistinto. Vinca il migliore. Dopo l’intervento al ginocchio non pensavo di essere chiamato così presto, ma è stata una bella medicina. E’ stata una sorpresa gradita, sono ben felice di rappresentare i colori blucerchiati. Sono una persona positiva, l’ultima squadra è stata a Roma e ricomincio dalla Roma. E’ un’altra bella cosa della mia carriera”.

Ranieri: “Giocherà solo chi vuole salvare la Sampdoria”

“Il carattere non si può insegnare, ognuno ha un carattere e una personalità. Non sarò io a fare la formazione, devono essere i ragazzi a farmi vedere chi vorrà davvero salvare la Samp. Sceglierò undici che abbiano voglia di lottare, il sistema è tutto figlio di quello che mi diranno i ragazzi. So che lo scorso anno erano abituati con il rombo, io i sistemi di gioco li ho fatti tutti: l’importante è avere giocatori che si impegnino alla morte affinché i tifosi siano orgogliosi di loro. Non sono venuto qui per dar smalto a giovani o anziani, ma per salvare la Samp. Sono 26,27 caratteri differenti, io sono uno, è importante che io e loro troviamo un grande feeling. Quando una squadra è ultima in classifica manca l’autostima. Io pretendo il massimo in allenamento, voglio che i giocatori non si arrendano. Sono uno sportivo, so che ci sono tre possibilità e so accettare la sconfitta quando l’avversario dimostra di essere più forte della mia, ma come voglia di sacrificarsi per il compagno non dobbiamo essere secondi a nessuno. Io, loro e il pubblico dobbiamo essere una cosa sola. Di Francesco? Lo stimo e mi auguro possa trovare al più presto una nuova squadra”.

Sampdoria, Ranieri in conferenza stampa: dal Fulham a Quagliarella

“La Samp non è il Fulham: era una neo promossa con giocatori che non avevano mai giocato in Premier, nel mercato di gennaio si andava dietro agli algoritmi. Qui è una cosa completamente diversa: la Samp ha giocato un buon calcio e si trova in difficoltà, ora serve voglia di lottare. Quagliarella fa la differenza. Ha avuto un anno magico, quest’anno ha iniziato un po’ in sordina. Io cercherò di aiutarlo ma, come si dice, aiutati che il ciel ti aiuta. Deve essere un riferimento per i compagni e mi aspetto tanto perché è il simbolo della Samp, è importante che faccia vedere voglia di lottare e di salvarsi: i gol arriveranno. I tifosi devono continuare così, quando si gioca bene i giocatori si sentono felici e in questo momento manca la fiducia. Io ce la farò se i tifosi saranno vicini, nel momento di difficoltà di un giocatore lo dovranno aiutare”.

Il mondo Sampdoria: dalla situazione societaria a Bogliasco

“A me non interessa nulla dell’assetto societario, penso a salvare la squadra. Se il presidente della Samp sarà Ferrero o un altro non mi interessa: nel momento in cui indosso questa maglia sono responsabile di cosa accade in campo, a noi non interessa chi sarà il presidente. Devo ancora conoscere bene le strutture, ma il posto mi sembra un incanto nonostante la pioggia. Stanno rinnovando, questo è segno che la società vuole fare bene le cose”.

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