Viola: “I forti non piangono mai”. Il ricordo del Presidente del secondo scudetto romanista

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ROMARCORD – “La Roma non ha mai pianto e mai piangerà: perché piange il debole, i forti non piangono mai”, parola del presidente Dino Viola. Dichiarazioni che mostrano in primis il carattere vincente del patron giallorosso, del quale oggi ricorre il 25esimo anniversario dalla sua scomparsa, avvenuta il 19 gennaio 1991. Il modo migliore per ricordarlo è attraverso il racconto dei successi, delle delusioni e delle qualità che l’hanno reso non un semplice proprietario di club, ma Il Presidente, quello che resterà per sempre nei cuori dei tifosi insieme alla moglie Flora.

L’APPRODO ALLA ROMA – Viola è entrato a far parte dei quadri dirigenziali del club capitolino negli anni ’60-’70. Solo nel 1979 ha fatto sua la società. E da quel momento, dopo anni di difficoltà, è riuscito a risollevarla portandola verso grandi traguardi. E’ difficile da dimenticare lo scudetto vinto nella stagione 82-83.  E nonostante possa portare un po’ di dolore c’è anche la sua firma nella finale di Coppa dei campioni, conquistata insieme alla squadra e a Nils Liedholm. Il colpo di genio del leader romanista è stato proprio aver voluto lo svedese sulla panchina dei giallorossi. “Era bravo a risolvere i problemi, ha compattato un gruppo favoloso”, racconta Bruno Conti.

 I TROFEI VINTI – Cinque Coppe Italia vinte, una finale di Coppa Uefa e tante battaglie intraprese per difendere i colori del suo club. “Lui aveva un rapporto molto forte con la tifoseria, la coccolava”, ricorda Franco Tancredi del numero uno, che aveva più di una qualità: “Ho sempre ammirato la sua fame di vittorie”. La voglia di raggiungere gli obiettivi che, come spiega l’ex portiere, Viola ha sempre inseguito anche al termine della partita scudetto contro il Genoa, quando era già sceso negli spogliatoi per programmare la stagione successiva, mentre giocatori e staff festeggiavano.

IL PATRON CHE PENSAVA AL FUTURO – “Non ho mai provato piacere a ricordare quello che è stato fatto. Mi piace più pensare al futuro, sopportando anche tutte le amarezze”, commentava l’Ingegnere. Così è passato un quarto di secolo senza il patron e allora l’unica cosa che resta da fare, oltre a far tesoro dei suoi insegnamenti e ricordarlo oggi alla messa organizzata in suo onore in Piazza Ungheria alle 19.00, è pensare a lui in un giorno così speciale.

 

Sabrina Redi

 

19012016 BANDIERA DINO VIOLA

19012016 DINO VIOLA FLORA VIOLA ALBERTO SORDI

19012016 DINO VIOLA

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