Real Madrid-Roma. Totti al Bernabeu riavvolge il nastro dei ricordi

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ROMARCORD – Real Madrid-Roma, minuto 75 Totti entra in campo al Santiago Bernabeu e i tifosi spagnoli accompagnano il suo ingresso con una standing ovation. Una scena che dimostra la stima degli iberici nei confronti del giocatore romano e riavvolgendo il nastro della sua lunga carriera si può tornare al Real Madrid-Roma del 24 ottobre 2001: quando l’attaccante mette in scena una delle sue migliori prestazioni e incanta lo stadio delle merengues. Il numero dieci in un palcoscenico tanto importante prende per mano la sua squadra, già qualificata al passaggio del turno, e trova il gol del vantaggio. Una rete quella dell’attaccante realizzata anche grazie al contributo di Candela (35’). E nonostante il rigore di Figo valido per il pareggio (75’), per il capitano quella di Madrid è una serata speciale: “Segnare al Bernabeu è stato bellissimo”, spiega al termine dell’incontro terminato 1-1. In quell’occasione il ‘Pupone’ conferma la sua candidatura al Pallone d’oro sfidando e battendo un avversario storico, come Raul, che alla fine della gara non può che complimentarsi con il rivale: “E’ stato più bravo di me. E per di più a casa mia”. Il calciatore romanista, come raccontano i giornali, in Spagna si dimostra fantastico, capace di intimorire la formazione guidata da Del Bosque con giocate e spunti che servono ad aiutare i compagni.

EMOZIONI AL BERNABEU – Segnare un gol nello stadio delle merengues dev’essere un’esperienza, oltre che una sensazione, molto forte. E per questo costituirà sempre uno dei migliori momenti del centravanti 39enne, tanto quanto gli applausi ricevuti ieri dai sostenitori blancos. “Un’emozione particolare, unica e indescrivibile. Non me l’aspettavo così forte. Sì perché sono ricordi bellissimi, vuol dire che al calcio ho dato tanto. E sono ringraziamenti che arrivano da uno stadio strepitoso”, commenta Totti in zona mista. Alla fine la Roma chiude con una sconfitta per 2-0 (Ronaldo al 64’ e Rodriguez al 67’) ed esce dalla Champions League, ma ciò che rimane di questa partita è l’affetto per il capitano, dimostrato a 360 gradi dagli spalti e dai calciatori. Come Sergio Ramos che al termine della sfida posa con la casacca del suo idolo: “Volevo la sua maglietta firmata, per me è un orgoglio. Lo ammiro fin da piccolo per il suo talento. Merita l’ovazione, ha dedicato tutta la sua vita al calcio. Provo grande ammirazione, è un esempio per il calcio”. Si tratta perciò di dimostrazioni, provenienti anche aldilà dei confini nazionali, che lasciano il segno e che dimostrano la grandezza del campione, ancora legato al pallone e all’amore per il gioco.

Sabrina Redi

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