IL PAGELLONE DI PAOLO FRANCI: ** De Lucia un genio, ** Ranieri baronetto della minestra

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10 a Alfonso De Lucia
Un genio. Lento come un Fisichella sulla Ferrari nel rimettere in gioco il pallone, si becca la giusta reprimenda del signore col fischietto e, non contento, calcia la palla in curva neanche fosse uno dei fratelli Bergamasco. Il bello è che chiede anche all’arbitro il perchè del secondo giallo. Esce attapirato con il pallone tra le mani e lo spara in Monte Mario tra i lazzi della folla romanista. Pare che Woody Allen abbia chiesto il suo numero a Cosmi pronto a pagare qualsiasi cifra per averlo nel sequel di un suo grande successo, con una leggera modifica al titolo: “Tutto quello che avreste voluto sapere sul Fesso” (ma non avete mai osato chiedere).
 
4 a Doni
Il primo palo del dinoccolato ragionier Doni pare una larga e comoda tangenziale nella quale il pendolare Tavano s’infila senza neanche mettere la freccia. Il rimedio però è già arrivato. La dottoressa Sensi ha deciso di tornare sul mercato per risolvere il problema e ha inviato un solerte impiegato di Trigoria all’Ikea con 18,99 euro in tasca: acquisterà due cassettiere Kullen da piazzare proprio lì dove il pallone duole, sul primo palo. Ci voleva poco no?
 
3 a Mirkosbilenko
Scarpette azzurro paradiso, piedi da Disco Inferno, fortunatissimo brano de “La febbre del sabato sera”. Qui però va in onda l’orrore della domenica pomeriggio con il Nostro che pare l’incerta massaia davanti al banco dei surgelati. Alla fine si rivela quale miglior lucchetto dell’orrendo catenaccio cosmiano, quando spazza via il pallone di platino che gli regala fratel coniglietto Guberti e quando s’immola parando col corpo il destraccio a colpo sicuro della Bestia. Non infieriamo oltre su Mirkosbilenkoe, nel ricordo di quella formidabile mangusta montenegrina che fu.
 
3 alla Bestia
I muscoli guizzano come micidiali mamba neri sotto la maglia. Il canino brilla al sole e la smorfia è quello dello squalo di Spielberg quando si ritrova Quint il cacciatore a un metro dalle fauci. La pinna della Bestia fende la partita e la spigoletta livornese capisce che la fine è ormai a distanza di zanne. Che altre può succedere se non che ribalti la partita regalando gol e esultanza alle moltitudini giallorosse? Può succedere che a parte una punizione maligna e un tiraccio ribattuto da Mirkosbilenko, il resto è lo sguazzare allegro di un pesciazzo rosso pigro, placido e irritante.
 
3 a Faty
Pare una vecchia Fiat. Uno spompata quando tossicchia calcio smarmittato nell’improbabile ruolo del trequartista occulto. Recupera qualche pallone ma quando deve ripartire la frizione slitta e i piedi paiono di cemento a presa rapida. Non è certo colpa sua se si ritrova titolare in una partita da vincere a tutti i costi. Ranieri dice che Brighi non è quello dello scorso anno, ma anche se a disposizione ci fosse stata la zia di Matteo, avrebbe fatto meglio del dinoccolato giraffone francese.
 
2 a Claudio Ranieri
Altro che Area 51 e mistero di Roswell. E’ lui a regalare al mondo la prova provata dell’esistenza degli alieni mettendono uno in campo, stortignaccolo, bruttino e goffo. Tale Pit il venusiano, uno che con i piedi parla una lingua incomprensibile agli umani. L’unico a capire ciò che fa è Serse Cosmi, che quando lo vede entrare in campo si rilassa, tira fuori il telefonino e si mette a giocare a Snake 2, il videogiochino col simpatico serpentello. Non contento del colpo di teatro e sotto di un gol cosa fa il baronetto della minestra? Toglie Menez, mette dentro fratel coniglietto Guberti quasi a proteggere il gol di Tavano, senza lo straccio di una punta là davanti. Anzi, lo straccio c’era: Mirkosbilenko.
 
Paolo Franci
Quotidiano Nazionale

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