IL PAGELLONE DI PAOLO FRANCI: ** da Totti geco spietato **a Mutu l´ectoplasma

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10 a Francesco TottiI sassi lo conoscono bene, ha ragione Ranieri. In particolare quelli, pesantissimi, che Gamberini e Dainelli dovevano aver celati nelle mutande. Diamine,  tanta era la fatica nel corrergli dietro che non si può non pensare ai centrali prandelliani perlomeno zavorrati. O era il Nostro lesto come un cervo nel bosco? La seconda che hai scritto. Gol e colpi di classe, come l’esterno al cachemire che innesca il capoccione di De Rossi non hanno bisogno di ulteriori affreschi, quello che colpisce, invece, è l’orgoglio da pischello. Piccatissimo per la storia del contratto e l’urto leggero di Ranieri, pare un geco sul muro pieno di farfalline appetitose che scatta qua e là senza riprender mai fiato. Quando rincorre Pasqual gli ruba palla e vola verso la porta, m’è sembrato di rivedere quel ciuffo biondo che svolazzava vicino a Paulo Sergio, SuperMarco, Di Francesco e il caro e mai dimenticato maestro boemo.
 
10 a Mirko VucinicChe sia Spalletti o Ranieri, il suo calcio è come i jeans e la Coca Cola: non passa mai di moda. “Stiloso”, direbbero gli Articolo 31, sacerdoti dello spaghetti funk. Sconfina però nella maleducazione quando si mette a fare il fenomeno contro quel ragazzone un po’ tonto, alto alto e pure nel giro della nazionale (povero Lippi). Non contento di saltarlo, uccellarlo, ridicolizzarlo e sbeffeggiarlo, decide che il modo in cui spaccherà in due l’anguria deve passare per un colpo di tacco che finisce sulla manona del tontolone. Il primo tentativo va a vuoto, disinnescato dall’arbitro, il secondo finisce diretto sul dischetto. Pare che a fine partita abbia sfidato Gamberini alla playstation, ma per renderla pari giocherà bendato.
 
9 a Claudio RanieriIl Baronetto della Minestra, vivaddio, è sparito in fretta tra incredulità e stupore, per lasciar posto al Visconte del Caviale. Nel senso che chi, come me, pensava di dover rosicchiare calcio raffermo e cocce de noci (Albertone docet) in una tazza di volgare brodaglia tattica, s’è ritrovato seduto a tavola dove, dal caviale alle zuppe tattiche più raffinate c’era davvero di tutto. Ancora adesso in preda a furioso stropicciar d’occhi, siamo a lì a chiederci se è tutto vero, pizzicandoci qua e là l’uno l’altro col timore di svegliarci all’improvviso.
 
9 a Daniele De RossiIl suo calcio è come un video dei Black Eyed Peas. Li avete presenti no? Dai sono quelli che non li guardi e non li senti, aspettando soltanto che appaia quella gnocca spaziale con quella vocina che fa arrapare pure i posaceneri. Ecco, ieri la storia era simile, perché non s’aspettava altro che le sue furenti incursioni, col clangore dei robusti tackle a far da grancassa e il fruscio leggero del velluto di quelle aperture volanti. Bacia la maglia neanche fosse Richard Gere in Pretty Woman saltellando felice come Tippete, il fido amico di Bambi.
 
8 a David PizarroTra tanti eroi per una notte, ci prendiamo il ragazzotto cileno, tornato lesto e affilato come la spada di Zorro. Costui era il simbolo del calcio di Spalletti, quello che ultimamente era sfociato nel neorealismo alla romana sul genere poveri ma belli. Ebbene proprio lui è uno dei più convinti nel ribaltone tattico portato in bisaccia dal Visconte del Caviale, interpretandolo magistralmente, tra veroniche, passi doppi e slalom vertiginosi. Bentornato amico, ci sei mancato.
 
5 a Adrian MutuSvuotato come le sue tasche dopo la multa milionaria, vaga per il campo come un clochard alla stazione centrale. Con gli amici di Romanews.eu si stava pensando di erigere un monumento a quel  genio di Andrea Della Valle,  che non ce lo ha venduto l’anno scorso per una tonnellata d’oro scintillante a un’età non più verdissima. Tra infortuni, peripezie economico-disciplinari e altro ancora, oggi pare l’Adrian Celentan(o) de “Il bisbetico domato” nel quale ancheggiava quella gran topolona di Ornella Muti. I muti oggi sono i tifosi viola, che ne colgono l’ectoplasma e niente più. Auguri.
 
4 a Dario DainelliLe cose non si lasciano mai a metà Darione caro. E allora, per proseguire nella gentile opera di cortesia nei confronti del Capitano dovresti assolvere ad alcuni compiti facili, facili. Passare a casa di Francesco e lucidare la Vodafone adsl. La trovi lì, sullo scaffale in salone al posto delle coppe. Ps mettiti le pattine che se righi il parquet la moglie s’incazza. Poi va in terrazza, lì ci sono i sassi, quelli che lo conoscono a memoria, ha detto Ranieri. Togliti quelli che avevi in tasca tu (dieci chili, a giudicare da quanto sei lento) e mettili insieme a quelli di Francesco. Ps Lascia stare il triciclo di Chanel, con quello non corri più veloce. Infine, vai in camera da  letto, prendi una foto di Francesco e serrala nella mano destra, così almeno puoi dire di averlo tenuto stretto. Ps, quando esci lascia le chiavi al portiere. Che? Ma quale Frey! Il portiere del palazzo! Non ci fate caso, è ancora confuso.
 
Paolo Franci
Quotidiano Nazionale

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