IL PAGELLONE DI FRANCI. Un 10 a testa per ´Anastasio´ e ´Genoveffo´ Burdisso

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10 ad Anastasio BurdissoMattatore, re del palcoscenico, star indiscussa della folle notte isolana. Matri stacca di testa, la mette dentro e  il giovin Guillermo  per poco non gli fa la scaletta per farlo salire più in alto. Ancora il bell’Alessandro lo perculeggia in area, prima dell’autentico capolavoro: Nenè è in area di spalle  fa un giochetto e lo infiocina con un tunnel che pare una robetta di Spielberg. L’umiliometro a quel punto è schizzato alle stelle e lui pare la sorellastra di Cenerentola, Anastasia – anzi Anastasio – per quanto è brutto da vedere lì al centro della difesa. Poi c’è Genoveffo, il fratellastro, ma di lui parliamo qua sotto.10 a Genoveffo BurdissoChe poi sarebbe Nicolas. Per una notte (speriamo una sola) torna ad essere quello squinternato dell’era manciniana, quando ne faceva più del clown Lallopallo a una festicciola di bimbetti. Brutto, bruttissimo anche lui, Genoveffo, quando piazza quel tuffo a bomba in area che ferisce seriamente Daniele Conti. Ora faccio io due conti (Bruno e Daniele non c’entrano): per riprenderlo la Roma s’è presa Anastasio, ha pagato fior di quattrini e rischia di perdere Filippone Mexes. Speriamo bene.9 a JuanSaranno le scarpette rosse, sarà l’aria di mare o chissà cosa. Fatto sta che quello là non era certo Juan. Dai non scherziamo; forse era Fabio Junior tornato per una rimpatriata e, ragazzo volenteroso, non ha disdegnato di sacrificarsi in difesa in nome della causa. O è così, o non si spiega. Prossima puntata di ‘Chi l’ha Visto’: Qualcuno dia notizie sulla vera identità del centrale romanista di colore visto a Cagliari.  9 a Pierpaolo BisoliNon lo sopportavo da giocatore, non lo sopporto sulla panchina. Con quel camicione bianco stile De Sica in uno dei suoi cinepanettoni, mette in scena una serata di tale agitazione da sembrare una cubista da rave party. Irrita parecchio quando, sul quattro a uno, inscena una danza tribale cazziando i cacciatori sardi rei di non affondare la lancia nel pelo del moribondo lupo romanista. Insomma, s’atteggia un po’ a Josè Mourinho ma la differenza è quella che passa tra un oste di paese e un ricercatissimo sommelier.  8 a Ciripiripì CossuFin qui ho ribaltato i voti, sparando alto dove il basso era scontato. Ora torno serio e vado per meriti, chiedendo ai non più giovanissimi: ve la ricordate la pubblicità con i due alieni, quella con il tormentone “Ciripiripì Kodak”? Ecco, uno dei due, stanco di voli interstellari, guerre nelle lontane galassie, cavalieri Jedi, s’è nascosto nella pancia del Sant’Elia e sbuca di tanto in tanto con la maglia del Cagliari. A noi non ci fanno fessi, quel nanerottolo imprendibile se lo sfreghi ben bene con la spugna perde il colore e mostra la pelle verde tutta squamata. Non ci credete? L’abbiamo visto in pizzera dopo la partita con i suoi amici più cari: Alien, Predator, E.T. e Spock. 8 a Bobby AcquafrescaCerto che detta così pare uno di quei ceffi sfregiati di “C’era una volta in America”. E invece l’amico Robert ha la faccia d’angelo, il piedino micidiale come una Colt Navy (quella di Zagor, per i nostalgici) e una di quelle testoline che lo baceresti in fronte quando la mette dentro in quel modo. Non segnava da una vita ma che volete che sia? Babbo Ranieri e le sue renne a volte portano doni in anticipo.8 a Bedda MatriAltro bel gagà del figheggiante attacco cagliaritano. Manda Julio Sergio a spasso sul rigore, lo purga nuovamente di testa cantando Goodbye Anastasio e va a godersi la standing ovation mentre Totti lo guarda invidioso dalla panchina. Talmente grato ad Anastasio e Genoveffo per i tanti favori ricevuti, organizza alla fine della gara un’iniziativa benefica dal titolo “Adotta un Burdisso”. Pare che abbia firmato solo tal Marotta, dirigente juventino, colto da irrefrenabile crisi di risate. 6 a Marco BorrielloCerchiamo subito di intenderci: di SuperMarco ce n’è uno solo e con quelle nove sberle rifilato ai cuginastri nella sua lunga militanza romanista, merita che sia ritirato il soprannome senza rischio di riciclo.  Il tosto ragazzone  contava i giorni e le ore pensando all’esordio, convinto di recitare in “Sette gol per sette sorelle”. E invece si ritrova sul set di “Cinque pere per i miei fratelli” Però è l’unico che lotta e combatte fino all’ultimo respiro della partita, assieme al povero Cassetti.4 a Daniele De RossiQuando torna tra noi fatemi un fischio e mi occuperò anche di lui. In effetti, del distratto passante che gioca con la sua maglia mi interesso poco.
 
Paolo Franci
(Quotidiano Nazionale)

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