Il pagellone di Franci: 10 a Ranieri e Mourinho, 3 a Rocchi

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10 a Claudio RanieriL’occhio scorre veloce l’undici nerazzurro. Poi un’occhiata alla panchina di Mourinho e gli pare di esser catapultato in una puntata di “Chi vuol esser milionario”. All’opulenza nerazzurra risponde con l’acciaio temperato e compie un capolavoro tattico buttando in campo quello che ha, tra ragazzotti coraggiosi e mezzi acciaccati. Il risultato è la battaglia dei tre regni: il suo piccolo e tosto, quello infinito di Mou e, ne parleremo a parte, del tremolante Rocchi. Quando si rende conto che i serpentacci nerazzurri picchiano come Phil Collins sulla batteria, s’imbestialisce e urla tutta la sua rabbia davanti ai microfoni delle tv. Bello, gagliardo e tosto, il baronetto.10 a Josè MourinhoChapeau. E’ un genio assoluto, capace di manipolare la realtà neanche fosse l’agente Smith di Matrix. Si lamenta per “ i sciucadori stanchi”, lui che ne ha una quarantina a disposizione, pur avendo giocato contro una Roma che, sempre con i soliti noti, aveva duellato tre giorni prima in Coppa. Poi se la prende con Rocchi, che pare un commesso di Euronics con la promozione “se sei interista fai tre falli e ne paghi uno”. Un moto di irritazione per lo zero in pagella che affibbia a Balotelli: così ci ruba il mestiere.9 a Jeremy MenezPare la ranocchietta di “Frogger” videogioco ormai datato nel quale il piccolo rettile attraversava strade e fiumi evitando maligne automobiline e giganteschi tronchi. Non lo pigliano mai o meglio, lo pigliano regolarmente a randellate con buona pace del fischietto che non fischia. Col pallone tra i piedi inventa un nuovo linguaggio che i rozzi barbari Stankovic, Muntari, Vieira, Samuel non capiscono, rispondendo a colpi d’ascia e mazza ferrata. L’assist per Mirko in avvio è zucchero filato, eppoi tutta una serie di veroniche, slalom, finte e controfinte che strappano “ooh” di meraviglia ai palati fini del Meazza. Se ci fosse un Nobel per il dribbling lo vincerebbe a mani basse.9 a Mirko VucinicIn avvio pare vittima di un sortilegio allorquando la rapida mangusta pare una pantegana di nome Klinsmann, che da queste parti fu vittima di lazzi e sberleffi. Eh, sì perchè quel recupero del lumacone Lucio sul gol fatto pare il segnale di una serataccia color pece. E invece il Nostro ha in faretra ben altra meraviglia, col capoccione che stacca solitario a disegnare un quadro di Picasso nell’aria. Come a dire: i gol facili fateli voi, io penso alle mirabilie.8 a David PizarroSi muove lesto come una motoretta in mezzo a pesanti cingolati tra piroette e svolazzi che lasciano di stucco l’armata longobarda. Gioca con mille spade conficcate nella schiena ma stringe i denti e resta lì, dove l’idea giusta è fresca acqua di ruscello .Alla fine guarda i giganti col ghignetto soddisfatto di chi gli ha legato i lacci delle scarpe l’un con l’altro, costringendoli all’umiliante facciata per terra.8 a Julio SergioIl volo con il quale stoppa quel Belzebù di Milito è roba forte, celestiale, immensa. Una sorta di esorcismo che meriterebbe la musica di Mike Oldfield e la regia di William Friedkin. Si giova della protezione dell’angelo francese e del chierichetto Andreolli e nulla può su quel rito voodoo di Samuel Eto’o, altro diavolaccio mica da poco.8 a Phil MexesTra rotear di spadone e clangor di scudo pare l’Orlando furioso in mezzo all’orda dei pagani. Non molla un pallone che è uno, tappando buchi e falle con formidabile eroismo, e neanche un colpo assassino alla regale caviglia ne limità il furore. Quando va di testa una, due cento volte, pare abbia due sgabelli legati sotto alle scarpette, tanto vola in alto rispetto alla marmaglia mourinhana. Pare che Eto’o e Milito glia abbiano chiesto la foto con dedica.3 all’arbitro RocchiIl tacchetto nerazzurro morde e fa male e lui pare la madrina della fiera del randello. Non caccia il rude Muntari né il rozzo Thiago Silva e, ha ragione Ranieri, consente agli interisti di organizzare il rave party del fallo tattico. Fa tenerezza quando Muntari gli caccia il manone sulle terga nel tentativo di stoppare il giallo: un Arbitro con la “A” maiuscola lo avrebbe spedito nella pancia del Meazza. 

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