IL PAGELLONE DI FRANCI – Il giornalista del “Quotidiano Nazionale”, stila il Pagellone di Roma-Fiorentina:

8 a Jose Angel
Ne celebro degnamente il trionfo. Ha stracciato la concorrenza, così come fa di solito Messi nella corsa al Pallone d’Oro e ha vinto, per manifesta superiorità, il Premio Fifa nel ruolo di esterno difensivo sinistro. La giuria ha ritenuto che nessuno abbia Fifa come lui quando è affrontato da un uomo –  che poi non dico mica Abate o Maggio, pensate un po’ basta bambolotto De Silvestri – sulla sua corsia. Al premio si aggiungono diversi riconoscimenti speciali: il premio “giravolta e torno indietro”, “passaggetto de du metri orizzontale”, “ma che sei matto? E chi lo affronta questo non lo vedi come è grosso!!??”. Jose Angel sarà premiato nei prossimi giorni durante una grande serata sponsorizzata Pampers, il pannolino che ti accompagna ovunque, anche sulla fascia.

7 a Gianluca Curci
Trattato dal tecnico come una di quelle caldaie che, sì dai, non mi va di andare al deposito rifiuti quindi la appoggio in cantina e… E lì era rimasto in povero Gianluca, sorpassato in tromba anche da Lobont, un tizio a metà tra il prepensionamento e la firma del contratto con il “Villa del Sorriso”, la squadra di arzilli nonnetti di una nota (boh) casa di riposo.  Una serie di disastri – che a Trigoria sono normali come le cagatine di piccione sulle persiane a San Giovanni – lo riporta in sella proprio nel giorno in cui sul confuso formicaio romanista si stampa il piedone di un buffo signore. Dai, quello, come si chiama?! Uno che mastica la gomma a bocca aperta, elegante come uno stagnaro dell’entroterra friulano e pure mezzo laziale. Il ragazzone con i guanti, fa il suo, anzi più del suo, lasciando allibiti ed esterrefatti: era tanto che non si aveva la sensazione che in mezzo ai pali ci fosse qualcuno.

7 a Bojan Krkic
Si lo so era squalificato. Ma la gentilezza e l’entusiastica pazienza con la quale si mette in posa per scattare decine di foto con i ragazzini in tribuna merita una menzione. Non solo per questo, certo, sapete bene quanto io sia maligno no? E allora la dico tutta: mai visto un giocatore farsi le foto con i ragazzini che regolarmente sono più alti e grossi di lui. Fa impressione oh..

5 a Daniele De Rossi
Come quelle vecchine che arrivano al supermercato e s’accorgono di aver lasciato il portafogli sul comò (come dicono loro, le nostre nonne: comò..), si dimentica Jovetic, non uno qualsiasi purtroppo e in effetti rilucente gioiello che sul polveroso e traballante comò viola fa sempre la sua porca figura. Zuccatella di testa, pallonetto maligno e vai con l’apnea giallorossa. Lui è spaesato, smarrito, confuso dal continuo stambeccare tra il ruolo di centrale difensivo e quello per il quale il Signore lo ha dotato più degli altri. Nel mondo dico. Tra le tante corbellerie che ho visto in questa disgraziata stagione, quella di De Rossi difensore centrale per scelta e non per bisogno, resta la perla delle perle. Più di Perrotta terzino per intenderci.

5 a Luis Enrique
Ma benedetto ragazzo! Sprecare tutte quelle energie in sala stampa, ogni volta, per duellare con quelle carogne dei giornalisti che, pensa, osano addirittura fare domande. Luis, racconti di non leggere i giornali e ti impermalosisci per un paio di domanducce che poi sono punturine in una stagione vissuta in un nugolo di zanzare. Faccio fatica a scrivere perché mi dispiace, tanto. Molti, ma proprio tanti, la stanno vivendo come quel padre che piega le spalle leggendo la pagella del figliolo e scopre che è stato bocciato. E soffre dopo aver riposto in lui speranze, sogni e progetti. Infierire sarebbe facile, ma non ne ho voglia, sarei solo uno dei tanti. P.s. La foto mentre fai le corna non la stigmatizzo, anzi, considerando la cattiva sorte che ti porti dietro, io mi presenterei in panchina con un corno grosso come un traghetto Moby Lines.

4 a Osvaldo
Pensavo che la fesseria più grossa l’avesse fatta De Rossi su Jovetic. Ma lui, Osvaldone, nel bene o nel male ti smentisce sempre. Sarebbe carino leggere il referto arbitrale per capire quante gliene abbia dette. Credo che sia andato più pesante del “cipolla” al semaforo, quando l’arrogante fessacchiotto con la Bmw, le Church, le cifre sulla camicia – di solito sono tre, perché tra nome e cognome c’è di mezzo Maria – e la cravatta di Marinella gli taglia la strada. Che poi non sono proprio insulti, ma una specie di rap-slang di periferia dove, non so, il “brothers” cantato da Eminem e 50 cent da noi diventi “Brutter fijo de na..”, oppure il “Yo! Yo! Yo!” ritmato da Dr. Dree e Diddy, al semaforo sul Lungotevere diventa “Yo, mo’ scenno e te rompo er c..!!”. Insomma, Osvaldone, come direbbe Lucho hai “fatto la cacciata eh”?

Paolo Franci
Quotidiano Nazionale
Twitter: @Paol0Franci

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