IL PAGELLONE DI FRANCI – Il giornalista del ‘Quotidiano Nazionale’ , stila il ‘Pagellone‘ di ‘Catania-Roma’:

10 a Luis Enrique

Un lungo, profondo lavoro. Mesi e mesi passati a capire quale possa essere l’etimologia della parola “Lucho”. Ho interpellato illustri professoroni, consultato testi antichi e moderni sempre con quel tarlo: che vorrà dire “Lucho”? Come nasce “Lucho”? Per fortuna c’è la partita di Catania e mi distraggo un po’. La Roma soffre nel pantano (no, non il noto laziale), prende gol, pareggia eppoi si salva a ripetizione. Entro in un bar e il megaschermo trasmette il servizio sulla partita sospesa. il barista –  mezz’etto di lupa giallorossa d’oro aggrappata a un catenone al collo, che se ci leghi l’honda SH non te lo fregano – osserva serio i salvataggi di Kjaer e gli errori sotto porta del Catania eppoi sentenzia: “Aho, certo che sto spagnolo sarà pure ‘no scienziato, ma c’ha ‘n bucio de c…!!”. Eccola l’etimologia: Lucho-Bucio! Roba che Sacchi in confronto è un gatto nero e Zaccheroni una sciagura con la voce roca.

8 a Daniele De Rossi

Trasformato suo malgrado nel protagonista di una telenovela stile Centovetrine (Centocontratti?), tormentato da vocine incessanti che rimbalzano per i vicoli di Roma – “Firma Dagnè! Eddai firma Dagnè! Perché non firmi Dagnè?” – parlando di un contratto che ormai fa impallidire una risoluzione dell’Onu, mette il capoccione al posto giusto nel momento giusto, quando la Roma si flette come un giunco rischiando di spezzarsi. Non che giochi una gran partita, anzi, troppi errori inusuali per uno come lui, ma “Giocace te in mezzo ai coccodrilli” risponderebbe se glielo facessimo notare.  Voglio darvi una notizia: La Merkel domani incontra Obama per parlare del contratto di De Rossi.

8 a Stekelenburg

L’aura di fortuna che avvolge la Roma versione “Sicily” coccola anche lui. Bergessio e Gomez lo graziano più di una volta, sbagliando a arrivando un soffio in ritardo. Ma lui, diamine, pare Er Tarzan daaa Maranella, che si tuffa qua e là, cercando di tappare cento falle con un tappetto di sughero. Non c’è un secondo della gara in cui non dia la sensazione di esser pronto al miracolo e, per beffarlo nell’uno contro uno, ci vuol ben altro che un Bergessio qualsiasi. E’ ufficiale ma lo diciamo sotto voce: la Roma ha un gran portiere.

8 a Rodrigo Taddei

E’ peggio di Fletcher Christian, il secondo ufficiale del Bounty che guida l’ammutinamento. E sì perché a un certo punto “Il misti’ disci che nun si può giogari dentru piscina” e lui, soldatino ligio cosa ti fa? Inscena il siparietto della palla fradicia con Tagliavento, trasgredendo e contrapponendosi al volere del “Misti’”. Insomma Lucho voleva farla finita e lui invece fa il contrario. Quando se ne rende conto negli spogliatoi corre via urlando “Peccatu murtale! Peccato murtale!”.Poi si straccia le vesti frustandosi la schiena e intonando una litania “Misti nostru, che sei nei scieli, dasci oggi il nostro schema quotidianu..”.

7 all’arbitro Tagliavento

Notoriamente un talismano nero per la Roma, un feticcio voodoo, al punto che prova a mandare in gol il Catania con un improvvido colpo di tacco. Perspicace e sveglio, si rende conto che forse non è il caso di continuare quando incontra la Pellegrini e Magnini che pomiciano a bordo vasca. I due gli urlano:“Guardone!” e, finalmente, il Nostro si scuote. Lì si rende conto, in grave ritardo, che su quel campo magnificato per un’ora dagli incauti telecronisti di Sky, ormai so cresciute le mangrovie e sospende la partita. “Genio, io te sciorgo!!!”, direbbe Albertone Sordi.

Paolo Franci

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