IL PAGELLONE DI FRANCI – Il giornalista del ‘Quotidiano Nazionale’ , stila il ‘Pagellone‘ di Roma-Parma.

10 a Fabio Borini

Adesso il mio vicino di casa s’offenderà, è certo. Ma è il parametro che mi viene in mente. Nel senso che un rompipalle come lui non l’avevo ancora conosciuto. E il vialetto è sempre sporco, e il postino sbaglia sempre la buca delle lettere, ma chi sarà quella che ha citofonato all’avvocato, la moglie non è… Hai visto il gatto della vicina? La fa dappertutto…
Poi ho scoperto Fabio Borini: uno scorpione nei boxer. Anzi, tutta la famiglia di scorpioni. In senso pallonaro s’intende. E’ talmente ovunque che pare l’agente Smith di Matrix, contrastando, recuperando, eppoi rinverdisce i fasti di Cenerentola, mettendo a sedere l’esotico principino Lamela e il fragile baronetto spagnolo. Se facesse anche gol… E qui dovrei mettere il faccino con il sorriso.

10 a Dagnele De Rossi

Quando ti rechi allo stadio sapendo che giocherà Dagnele, affiorano certezze e un cullarsi nell’idea della vittoria. Perché la Roma senza di lui è Paperino, con lui è Paperinik. E allora ti godi il viale del Gladiatori passo dopo passo, guardi le statue del Foro Italico ne apprezzi la fiera immobilità. Un po’ come succede quando osservi Kjaer. Ascolti l’avvolgente frusciar del fogliame  e ti viene in mente quel “passerottononandarevia” di Jose Angel. Che per carità è ubbidiente perché non se ne va mai, dico almeno una volta… E invece niente.  E alla fine arrivi allo stadio. Dove una cortese hostess ti regala il kit per misurare il tasso alcolico. Ormai ne avrò circa trecento. Tu le dici: «Non bevo, sono astemio e non guido l’auto» . E lei meccanicamente ti risponde: «Certo, ma è uno strumento utile». E lì sei educato, perché non cedi alla tentazione di spiegare all’hostess quale potrebbe essere l’uso alternativo del kit. Poi entri allo stadio, guardi il campo e c’è  Dagnele, col suo braccio colorato, il barbone e la Roma che gli sta a pennello come un abito di Cerruti. Cosa c’è di meglio? (Vabbè poi la sera guardi il posticipo e lì altro che Dagnele…),

9 a Osvaldo

Voto di bentornato. Gli manca il gol come l’ossigeno o, meglio, come Berlusconi alle Papi Girls. Però è insolitamente nervoso, inacidito con i compagni. Bercia e gesticola isterico ad ogni passaggio sbagliato, prendendosela in particolare con il povero Borini, che macina e sforna palloni in mezzo. E’ plateale, troppo, e nell’occasioni simpatico come l’uomo in divisa al quale chiedi un’indicazione e ti risponde: «Circolare, circolare! si tolga de mezzo co’ sta maghina, nooo vede che stiamo lavorando..», mulinando la paletta manco ci fossero cento zanzare. Lo sapete, ammemepiasce Osvaldo, ma nell’occasione mica tanto.

8 a Marquinho

No dico: pensate se avesse fatto gol che sarebbe successo. I paragoni con Kakà si sarebbero sprecati. E non solo con lui. Meglio così, meglio che lo sveglio Mirante abbia fatto il suo dovere quando il Nostro è scappato vispo verso la porta. Sennò partivano i dvd nelle edicole su Marquinho, lo speciale Marquinho, l’album da colorare di Marquinho, lo yogurt contro la stitichezza di Marquinho e, sì, dai compra anche tu la Fiat Marquinho.  Provvidenziale, insomma, quel gol sbagliato. Però una cosa bisogna dirla: se Lucho l’ha convocato e gli ha regalato l’esordio subito, qualcosa vorrà pur dire. Ad esempio che è meglio di Greco e Simplicio. Vabbè adesso perché ridete? Che ho scritto? Io a voi non vi capisco proprio.

8 a Francesco Totti

Ha fatto i danni veri su calcio d’angolo. E ora sta cercando di riparare. Sul primo ha centrato la signora Marisa, comodamente seduta in Tevere, facendole saltare via l’orecchino che le avevano regalato le amiche del corso di danza sudamericana. Sul secondo corner ha centrato in pieno il panino con la frittata e l’insalata di Arduino, un tipo un po’ rompiballe, di quelli precisini che quando stai seduto allo stadio s’atteggiano con una smorfia insoddisfatta spiegandoti tutte le tattiche del mondo. Di Arduino, a Checco gliene frega il giusto. Della signora Marisa invece sì e quindi aiutiamolo a trovare st’orecchino, dai. Ah sì, ho divagato e non ho parlato della partita. Beh, quel golletto poteva anche farlo e si diverte a giocare a “portacieca”, lanciando innanzi al portiere chiunque gli capiti a tiro. Al punto che verso la fine ho visto Arduino, senza panino, correre allegro verso Mirante.

Paolo Franci
(Quotidiano Nazionale)

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