ROMARCORD – I giallorossi iniziano il nuovo anno con un episodio simile a quello della prima partita del 2015. Sei gennaio, Udinese-Roma: rete di Astori al 17’ e un’infinità di polemiche sulla regolarità del gol. Il difensore della formazione capitolina sulla punizione di Totti colpisce di testa la palla, che prima sbatte sulla traversa e poi supera la linea di porta. L’addizionale Maresca è sicuro e dal labiale ripete: “Non è gol”. Ma prontamente interviene l’arbitro Guida che va contro il parere del collega e convalida l’1-0: regolare una volta rivisto il replay.

Allo stadio Friuli la squadra di Garcia lascia il campo con una prestazione non esaltante, conquistando comunque i tre punti, fondamentali per la rincorsa alla Juventus capolista. Dopo quel successo in trasferta ci sono state numerose discussioni sulla necessità della tecnologia in campo. Il patron dei bianconeri Pozzo alla vigilia della sfida dichiarava: “Basta con gli errori, dobbiamo aiutare gli arbitri”.

Così è stato: la Figc è riuscita a inserire le telecamere in campo, non gradite dal presidente dell’Aia Nicchi. Stagione nuova, vecchi ricordi però, perché gli uomini del tecnico francese sono stati ancora protagonisti, ma in negativo, del cosiddetto gol “fantasma” al Bentegodi contro il Chievo. Anche se il finale è stato ben diverso da quello andato in scena contro i friulani. La Roma conduce per 3-2, punizione calciata da Pepe all’86’, la sfera va contro il palo e poi entra dentro. Questa volta però non ci possono essere dubbi: Irrati convalida il 3-3 dei clivensi, aiutato dall’orologio, che vibra quando il pallone supera la linea di porta. I capitolini tornano a casa con un punto, un’occasione buttata via con la complicità dei nuovi strumenti, messi a disposizione degli arbitri.

Sabrina Redi

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