Gli exit poll annunciavano disastro, la Roma sorprende tutti e sbaraglia uninominale e proporzionale

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EDITORIALE – La Roma batte il migliore Napoli della storia, migliore anche del Napoli scudettato di Maradona, con un 90 minuti di umiltà e orgoglio. Di Francesco rifila a Sarri la sua seconda sconfitta in campionato, visto che finora gli azzurri avevano perso solo con la Juventus e sempre al San Paolo. Venivano da 10 vittorie consecutive con la difesa meno battuta della Serie A. E invece Under e compagni con cinque tiri nello specchio hanno fatto 4 gol: una Roma così chirurgica i tifosi immaginavano di vederla solo in sogno. E invece c’è, la Roma che ha perso 7 giorni fa con il Milan senza batter ciglio, sa essere anche cinica e cattiva.

GLI EXIT POOL SBAGLIANO ANCORA – Diciamo la verità, erano in pochi a credere nell’impresa alla vigilia, la debacle con i rossoneri aveva calato un velo di depressione sulla città che anche i più ottimisti stentavano a sollevare. Gli exit poll davano una Roma con i cerotti in pasto ad un Napoli lanciatissimo verso i fasti dello scudetto. E invece Di Francesco e i suoi sono stati bravi a sovvertire tutti i pronostici, a compattarsi, a ritrovare cattiveria e motivazioni. Non era semplice e niente affatto scontato. La Roma ancora una volta ha dimostrato di sentirsi a suo agio più in trasferta che tra le mura sicure dell’Olimpico: quella contro il Napoli è stata la 15esima vittoria fuori casa nelle ultime 20 uscite. Un dato che dimostra come questa squadra non difetti in personalità almeno.

DZEKO SI RIPRENDE LA SCENA – E se Under è diventato il punto fermo di questa squadra, chi aspettavamo da mesi è Dzeko: dopo essere stato incudine per settimane, a Napoli ha battuto come un martello, fino ad arrivare al 49° e poi al 50° gol in Serie A. Una doppietta decisiva per il risultato e per riprendersi la scena.  Non solo gol, con il secondo dobbiamo dire particolarmente bello: la prestazione del San Paolo è stata da grande trascinatore, ha fatto reparto da solo e aiutato la squadra a ripartire.

ALISSON PREMIER – Se domenica l’Italia chiamata al voto dovrà scegliere chi la governerà per i prossimi 5 anni, la Roma ha ritrovato se stessa, si è riscoperta una coalizione d’intento ed ha individuato il suo premier: è Alisson che anche contro i partenopei si è dimostrato di un livello inarrivabile per qualsiasi portiere militi in Europa in questa stagione. Attenzione però che il difficile è tutt’altro che alle spalle, però: la strada si fa ancora più in salita adesso che la Roma come squadra e come singoli dovrà trovare la continuità di risultati e di rendimento ,sia in campionato che nel ritorno degli ottavi di Champions.

Giulia Spiniello

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