ROMARCORD – La Roma impatta contro l’Inter. All’Olimpico i giallorossi frenano la cavalcata spettacolare iniziata con il ritorno di Spalletti e non conquistano il nono successo consecutivo. Termina 1-1, esattamente come dieci anni fa, quando la squadra guidata sempre da Mancini distrugge i sogni di gloria dei rivali. Il risultato è lo stesso, ma la storia cambia: il 5 marzo 2006, la formazione milanese sfida i giallorossi per mantenere il terzo posto e assicurarsi la qualificazione in Champions League. Nell’undici capitolino, ieri come allora, manca Totti: quest’anno relegato in panchina, 10 anni fa ko per infortunio ma comunque presente a bordo campo per cantare l’inno e commentare lo spettacolo offerto dai tifosi: “Roma è imbarazzante”. Il capitano  elogiava il pubblico accorso in massa allo stadio, un Olimpico gremito e colorato dalla coreografia della sud con il famoso coro “Po, Po, Po“, sulle note di Seven Nation Army dei White Stripes. A differenza del Roma-Inter di questa stagione, con la curva ancora vuota per protesta.

ROMA CONTRO IL MURO NERAZZURRO – Cosa era accaduto nel 2006? Sono i padroni di casa a sbloccare la partita con Taddei al 9′ del primo tempo. Per la Roma sembra fatta, il dodicesimo successo di fila è ad un passo dopo il derby vinto la giornata precedente: il coronamento di un record di successi positivi, che l’Inter in extremis ferma, facendo scivolare i rivali oltre la quarta posizione, dietro anche alla Fiorentina. All’89’ Materazzi trova il gol del pareggio, rompe l’incantesimo e assicura al suo club il terzo posto. L’incontro di ieri appare così come un film già visto, ma a ruoli invertiti, perché è la squadra ospite ad andare avanti e a costringere i capitolini a cercare disperatamente il gol del pareggio. Prima segna Perisic (53′), poi quasi al termine del match risponde Nainggolan (85′). Dopo la sosta gli uomini di Spalletti attendondo il confronto con la Lazio, proprio la formazione contro cui il mister di Certaldo conquistò il record delle 11 vittorie consecutive.

Sabrina Redi

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