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SEMIFINALE ROMA MANCHESTER – Dopo il passaggio del turno con l’Ajax di ten Hag, la Roma dovrà vedersela con la favorita numero uno di questa edizione dell’Europa League, ossia il Manchester United di Ole Gunnar Solskjær. Gli inglesi hanno avuto la meglio, anche con una certa facilità, contro il Granada che aveva eliminato in precedenza il Napoli di Rino Gattuso. La semifinale di andata si giocherà all’Old Trafford il 29 aprile, con il ritorno all’Olimpico in programma il 6 maggio. Una sfida che sa di Champions League e che darà il nome della prima finalista di questa edizione: gli uomini di Fonseca cercheranno di giocare ad armi pari contro la corazzata britannica.

Semifinale Roma-Manchester United, i precedenti

Roma-Manchester United è stata per storia e tradizione sempre una grande sfida di Champions League: tutti i precedenti infatti risalgono alla massima competizione europea. L’ultimo confronto risale al 2008, quando i Red Devils ebbero la meglio, in occasione del quarto di finale, sia all’andata che al ritorno: 0-2 all’Olimpico, 1-0 in Gran Bretagna. In quella stagione Cristiano Ronaldo e compagni vinsero la competizione nella finale di Mosca contro il Chelsea di Didier Drogba. Per i tifosi romanisti triste è anche il ricordo di un altro quarto di finale contro il Manchester: correva la stagione 2007 e molti ricordano quel sonoro 7-1 rifilato al ritorno in quel dell’Old Trafford che ribaltó l’impresa compiuta dai giallorossi in Italia all’andata. All’Olimpico i giallorossi riuscirono ad avere la meglio per 2-1 con le firme di Rodrigo Taddei e Mirko Vucinic, ma in Inghilterra ancora Cristiano Ronaldo trascinò con una doppietta i Red Devils verso il passaggio del turno. Di De Rossi l’unica rete della squadra capitolina. Un bilancio, quindi in profondo rosso con una sola vittoria, un pareggio e quattro sconfitte, che quest’anno Capitan Pellegrini e compagni vorranno invertire e portare la Roma a giocarsi la finale il 26 maggio in quel di Danzica.

Il cammino in Premier

In Premier League il Manchester United quest’anno è stato la prima squadra dopo il Manchester City di Pep Guardiola che ha letteralmente ucciso il campionato sin dall’inizio. Prima fra le squadre “normali”, dunque, la squadra di Solskjær ha totalizzato fino ad ora ben 63 punti, assicurandosi un posto Champions per la prossima stagione, visto il distacco dalla quinta (il Chelsea) di 9 punti a sette partite dal termine. Una macchina da gol, quella dei Red Devils, che seppur indietro di 11 punti dai cugini, hanno avuto la meglio nell’ultimo confronto che li ha visti contrapposti: all’Etihad Stadium il 7 marzo Bruno Fernandes e Shaw hanno siglato l’impresa e riportato, anche se solo per un giorno, i Citizens dietro nelle gerarchie cittadine. Industria del gol, dicevamo, che ha portato Rashford e compagni a totalizzare 63 reti in premier, secondo miglior attacco e subendo 34 gol in 32 partite.

Il cammino in Europa

Un cammino in Europa particolare quello del Manchester United in questa stagione. I Red Devils, infatti, in maniera del tutto rocambolesca hanno detto addio nell’ultima giornata alla Champions League, avendo la peggio nello scontro diretto giocato in Germania contro il Lipsia, perdendo per 3-2. Classificandosi al terzo posto del girone H, gli inglesi sono scivolati in Europa League, in cui hanno prima eliminato gli spagnoli del Real Sociedad e poi il Milan di Stefano Pioli, con la vittoria a San Siro grazie ad una perla di Paul Pogba. Ai quarti l’urna di Nyon ha consegnato a Bruno Fernandes e compagine un’altra spagnola, il Granada, battuta con un doppio 0-2, 2-0 fra andata e ritorno.

Punti di forza e punti deboli

Con Solskjær, il Manchester United ha avuto nel corso degli anni un percorso estremamente tortuoso. Finalmente in questa stagione la squadra sembra aver trovato una quadra, nonostante un Pogba non al top della condizione fisica e mentale. La formazione tipo degli inglesi è il 4-2-3-1 con De Gea in porta, corsia sinistra affidata ad Alex Telles, a destra Wan-Bissaka con centrali Bailly(infortunato) e Maguire, in alternativa lo svedese Lindelöf. In mediana i muscoli di Fred e la qualità di Pogba, con McTominay pronto a subentrare. Trequarti tutta di qualità e fantasia con l’estro di Rasfhord, la classe di Bruno Fernades e il giovane James. In attacco aperto il ballottaggio fra l’esperto Edinson Cavani, Martial e Mason Greenwood. La stella dei Red Devils è sicuramente, oltre a Pogba, Bruno Fernades autore di una stagione indimenticabile con all’attivo 16 gol in 31 presenze in Premier e 5 in 3 in Europa League. Un uomo fondamentale per il tecnico e per tutti i compagni di squadra, che mette a disposizione un’immensa qualità e colpi da fuoriclasse. Il punto debole degli inglesi, invece, potrebbe essere una difesa non sempre imperforabile e che nel corso delle partite è solita accusare momenti di sbandamento e cali di tensione di cui il miglior Dzeko, così come lo stesso Borja Mayoral potrebbero approfittarne.

Probabile formazione (4-2-3-1): De Gea; Alex Telles, Bailly, Maguire, Van Bissaka; Fred, Pogba;James, Bruno Fernandes, Rasfhord; Cavani.

Antonio Di Cello

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