Foto Getty

DAVIDE ZAPPACOSTA ROMA – La stagione di Serie A sta per ripartire, pronta ad attraversare un intenso periodo che richiederà l’apporto di tutte le risorse a disposizione. In questo rush finale, che vedrà i club italiani impegnati in una serie di partite ravvicinate, gli allenatori dovranno sfruttare al meglio ogni singolo giocatore possibile della propria rosa. La Roma, fin qui spesso colpita dagli infortuni, riavrà a disposizione una serie di calciatori che potranno aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo della qualificazione in Champions League. Tra questi ci sarà anche Davide Zappacosta, terzino destro arrivato in prestito dal Chelsea che si è infortunato ai legamenti del crociato destro in un allenamento dello scorso ottobre. Prima dello stop, il giallorosso aveva disputato solo gli ultimi 12 minuti di Roma-Genoa, gara d’esordio in campionato per la squadra di Fonseca.

Cosa può dare Zappacosta, l’uomo dell’Europa League

Davide Zappacosta è un terzino destro di spinta, con grande spirito di sacrificio che è mancato molto alla Roma nel periodo che anticipava lo stop causato dall’emergenza Coronavirus. In quel ruolo, durante la stagione, Paulo Fonseca ha utilizzato ben cinque giocatori differenti: Florenzi, Spinazzola, Santon, Bruno Peres e – all’occorrenza – Cetin. Si tratta di una posizione del campo in cui la sua squadra non è riuscita ad avere continuità per motivi sia tecnici che fisici, ma con l’ex Torino, forse, la musica sarebbe stata differente. Adesso la Roma potrà finalmente scoprire cos’è mancato o cosa potrà dare in più il calciatore nato a Sora, pronto a scendere di nuovo in campo come ha confermato proprio il tecnico giallorosso: “Davide sta molto bene, lui è pronto, lavora normalmente con i compagni e sarà un’opzione valida per questo periodo”. Finora è stato uno dei migliori nei test fisici post lockdown e sembrerebbe essere pronto a replicare ciò che di buono ha fatto con il Chelsea. Nonostante nella seconda stagione inglese abbia giocato meno partite rispetto alla prima, con la squadra allenata da Maurizio Sarri è riuscito a dare un grande contributo nel successo raggiunto in Europa League, fronte su cui la Roma è ancora in lotta. Nella competizione europea ha giocato 10 partite con una media di 72 minuti, realizzando 1 assist e una media di un passaggio chiave – quello che anticipa il tiro di un compagno – ogni 90 minuti. Complice lo stile di gioco che imponeva il tecnico toscano, Zappacosta è spesso stato uno dei protagonisti della manovra offensiva dei blues con una media di circa 72 palloni toccati a partita e con il 91% (96% nella propria metà campo) di precisione nei passaggi. Venne impiegato anche negli ultimi minuti della finale, vinta 4-1 contro l’Arsenal, quando sostituì il man of the match Eden Hazard. In quella partita mise la sua firma sul tabellino dei marcatori anche Pedro, suo possibile futuro compagno di squadra nella Roma.

Più offensivo che difensivo

Zappacosta può offrire qualcosa in più alla Roma sotto il piano offensivo. In carriera ha realizzato 9 assist e 7 gol, tra cui quello che lo ha reso celebre in Inghilterra, siglato con la maglia del Chelsea contro il Qarabag in Champions League dopo un coast to coast. Con lui in campo, Fonseca potrebbe trovare per la prima volta in stagione una rete messa a segno da un terzino destro. Finora, infatti, i terzini della Roma che hanno segnato sono stati solo Kolarov e Spinazzola, ma entrambi lo hanno fatto partendo da sinistra. Le possibilità che ciò possa accadere non sono basse, perché il classe 1992 calcia mediamente una volta a partita e, infatti, già all’esordio in giallorosso ci andò vicinissimo, sbagliando però clamorosamente davanti al portiere avversario Radu. I numeri di Spinazzola (3 gol in carriera) e Santon (1), potrebbero poi spingere ulteriormente Fonseca a puntare con costanza sul terzino nato a Sora nel corso di questa ultima parte di stagione. Sotto questo aspetto potrebbe impensierirlo solo Bruno Peres (10) che però, nonostante uno spezzone di stagione giocato bene in giallorosso, ha spesso dimostrato di avere un rendimento discontinuo. L’ex Chelsea è anche un abile crossatore (8 assist su 9 realizzati così), tant’è che nella stagione 2016/17 – giocata con il Torino di Sinisa Mihajlovic – circa il 30% dei suoi cross hanno raggiunto un suo compagno di squadra nell’area di rigore avversaria. Ne realizza 6.4 ogni 90 minuti. Il suo apporto nella produzione di azioni offensive è quindi molto utile, riesce mediamente a portare al tiro un suo compagno almeno una volta a partita, sfruttando i lanci in profondità o un passaggio corto. Solo Kolarov produce più passaggi chiave a partita di Zappacosta (1.8 in questa stagione). Più bassi, invece, i numeri di Spinazzola (0.7), Bruno Peres (0.5) e Santon (0.3), tutti possibili candidati per un ruolo da titolare sulla fascia destra.

Migliorare nella fase difensiva per convincere Fonseca

Sotto l’aspetto difensivo, invece, il terzino giallorosso potrebbe avere qualche difficoltà in più: tenta 2.1 contrasti ogni 90 minuti vincendone 1.4 e intercettando circa un pallone a partita. In questo confronto la spunta il suo compagno Santon, che intercetta 2 palloni a partita e vince 2 contrasti ogni 90 minuti su 2.7 tentati. Nonostante ciò, i suoi 185 cm e i 68 duelli aerei vinti in carriera potrebbero comunque rassicurare Fonseca che ha spesso fatto attenzione alle modalità con cui i suoi terzini difendono sui cross diretti verso il secondo palo. Zappacosta dovrà quindi giocarsi al meglio tutte le sue carte. In questi tre mesi non dovrà dimostrare il suo valore solo al tecnico portoghese ma dovrà riuscire a convincere anche la società a voler puntare su di lui per la prossima stagione. Le occasioni per riuscirci, tra Europa League e campionato, per sua fortuna non mancheranno. La Roma naturalmente ci spera, perché potrebbe così ritrovarsi in casa un nuovo acquisto per la squadra del 2020/21.

Daniele Furii

Print Friendly, PDF & Email