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MILAN ROMA FASE OFFENSIVA – La Roma si è sciolta nel caldo di San Siro. La sconfitta di ieri contro il Milan per 2-0 restituisce l’immagine di una squadra spenta, stanca, senza idee e voglia di andarsi a prendersi il risultato per continuare a credere nel quarto posto, ora più che mai un miraggio. L’Atalanta è distante 9 punti e il compito più arduo per Fonseca ora sarà dare motivazione ad una squadra che ha ben poco da giocarsi nelle ultime 10 partite di Serie A. Il rischio è di vedere tante prestazioni come quella di ieri da qui alla fine.

Roma, contro il Milan la fase offensiva è un incubo

La fotografia della partita della Roma contro il Milan è tutto nei numeri della fase offensiva. La squadra di Fonseca, infatti, ha prodotto la quarta peggiore prestazione in zona-gol del suo campionato con il dato sugli ‘Expected Goals’ – la statistica che traduce, sulla base della pericolosità delle azioni prodotte, il numero di gol che ci si sarebbe aspettato che una squadra o un giocatore segnasse – di appena 0.60 contro i 2.26 dei rossoneri. Inoltre, il numero è ancora più preoccupante se si pensa che lo 0.45 del totale dei giallorossi è stato prodotto dal colpo di testa di Dzeko nel primo tempo. I giallorossi erano riusciti a far peggio solo contro l’Inter, Sampdoria e Atalanta. Una preoccupante involuzione che riporta alla mente alcuni dei momenti più brutti e difficili di questa stagione.

Roma, contro il Milan uomini d’attacco assenti dalla manovra

Non solo difficoltà a impensierire Donnarumma, ma anche a rendere solo a rendere attivi e partecipi alla manovra gli uomini offensivi dello scacchiere di Fonseca. Kluivert si è fermato a solo 18 palle giocate e 9 passaggi riusciti in 60 minuti, mentre Mkhitaryan a 34 in 71 minuti. Il contributo dai subentrati è stato praticamente nullo: sono 11 le volte che Perotti ha avuto il pallone tra i piedi, 13 quelle di Carles Perez e appena 5 le giocate di Nikola Kalinic. Se contro la Sampdoria il tecnico portoghese aveva trovato la panacea di tutti i mali pescando dalla panchina, stavolta, invece, la situazione è solamente peggiorata. Un problema di forma o di stanchezza? Forse, ma la Roma dovrà abituarsi il prima possibile ai ritmi di un finale di stagione che non conoscerà sosta fino a fine agosto. Sarà necessario per non rendere gli ultimi appuntamenti delle brutte e inutili esibizioni.

Alessandro Tagliaboschi

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1 commento

  1. Due lampi bosniaci e tanta solerte collaborazione della difesa blucerchiata. Poi le cose tornano come tante altre volte: la presunta, presuntuosa, squadra d’attacco, nella testa (solo sua) di Fonseca si scioglie come neve al sole. La sua inconcludezza si ripete ormai a iosa col miraggio di chissa quale balzo miracoloso. Addio Europa, ma soprattutto nessun progetto, nessuna speranza, un vivacchiare chiacchieroso anche megalomane su una fantomatica grande squadra congrua a una grande piazza! Ma de che???????
    Rimpiango Ranieri, vero romanista, persona perbene e tecnico capace e incapace per illusioni chimeriche!
    Se poi vogliamo piangere con maggior lena pensiamo a Spalletti, Sabatini e Massara!

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