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FOTO ROBERTO TEDESCHI

ROMA PRESENTAZIONE MOURINHO – Ci siamo quasi. La Roma tra non molto presenterà José Mourinho come nuovo allenatore giallorosso. Il portoghese dovrebbe sbarcare presto nella Capitale, ma i Friedkin starebbero pensando in grande per introdurlo al popolo capitolino. Secondo Repubblica.it, in occasione della prima conferenza stampa dell’ex Tottenham, l’idea sarebbe quella di allestire maxischermi un po’ ovunque, da da Tor Bella Monaca a Garbatella. E potrebbe esserci anche una data: si parla del 17 giugno, giorno del 20° anniversario dell’ultimo scudetto di Trigoria. Fervono i preparativi, quindi, per l’evento. E i tifosi sono sempre più in fermento, entusiasti di accogliere il nuovo tecnico.

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5 Commenti

  1. Eviterei ste pecionate perché se non dai seguito con giocatori di livello e non vinci nulla sai le prese per i fondelli dai cugini e mezza Italia ….Una bella presentazione a Trigoria tra pasticcini e caffè..

  2. sono d’accordo, eviterei ste americanate, anche perchè devi comprare giocatori forti, Mourinho da solo non vince nulla. Già il fatto che ti viene in mente di fare una cosa del genere mi mette in allarme, non hai fatto niente per ora, nello sport si lavora, in silenzio, per raggiungere grandi obiettivi.

  3. Se per voi conta solo vincere e non anche sperare e incitare a prescindere da come andrà, perché siete della Roma e soprattutto non ne siete orgogliosi? Vi consiglio e mi consiglio di andare, con le sole cautele per il COVID, di andare e di fare festa a Mourinho, perché non servono solo giocatori alla Roma ma costruire modalità completamente diverse e sarà comunque, lo sappiamo tutti, difficile. Ma andiamo perché sperare, incitare, andare a prendere i giocatori in migliaia, mettere la sciarpa al collo, beh questo è il bello del tifo giallorosso, forse è per questo che Mourinho è venuto, lui lo stadio Olimpico gremito e trepidante lo ha visto il 27 marzo 2010, Roma Inter 2-1. Siamo un po’ rumorosi fanfaroni ma con una storia fatta anche di grandi presidenti, grandi allenatori e certo anche grandi campioni. E vincere rispetto a essere della Roma è secondario per quanto sia lo scopo di ogni partita. Sperare, fare il tifo, fare festa a Mourinho come a Zeman nel 2012, che andava sostenuto sempre e avremmo una Coppa Italia in più magari, è semplicemente da Romanisti. O la pandemia ci ha fatto dimenticare chi siamo? Siamo tutti a casa, vogliamo solo vincere, si perde una partita e tutti a vomitare veleno sui social e magari definiamo questa cosa un’americanata? Conosco un altro modo di essere della Roma e mi rifaccio a quello. Ecco, vogliamo tornare a essere tutti quello che siamo sempre stati? Le difficoltà ci saranno, partiamo da una società da rifondare, dall’ottavo posto. Ma dovremmo essere forti del nostro perenne entusiasmo giallorosso, queste accoglienze sono da noi romanisti, arriva Jose Mourinho e sicuramente non aspetto mica i risultati per fargli festa, io vinco tutti i giorni anche perché sono della Roma e non vedo l’ora che ci sia la presentazione di JM: che ha detto, vi ricordò, che i tifosi giocano, e allora facciamoci vedere e sentire, in modo entusiasta e positivo.

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