La tanto attesa rivincita non ci sarà. Per ora, il destino non ha voluto concedere la possibilità di cancellare l’onta del 9 aprile scorso. Roma e Manchester hanno già fatto il loro.
E bene. Chi sperava di restituire “pan per focaccia” agli inglesi dovrà
accontentarsi di un’amichevole, o poco più. In casa giallorossa, però,
il non aver avuto la chance di farsi perdonare il 7-1 dell’Old Trafford
non è un dato che hanno accolto con dispiacere. Tutt’altro. Del resto
la situazione nel gruppo F è già chiarissima e definita: Manchester primo, poi Roma, Sporting in Uefa, Dinamo a casa. La qualificazione con una una giornata di anticipo
è quanto di meglio a Trigoria si potessero aspettare. Un traguardo che,
nella sua storia, la Roma non ha mai raggiunto se non al termine di
tutte e sei le gare del girone.

GLI ANNI DI CAPELLO
La Roma si affacciò nella nuova Champions League da campione d’Italia. Dopo la splendida cavalcata del 2001, Totti&Batistuta erano pronti a guidare la carica anche in Europa. L’urna di Ginevra indicò come compagne di viaggio dei giallorossi Real Madrid, Anderlecht e Lokomotiv Mosca.
La squadra di Capello non si fece intimorire dal girone impegnativo e
costruì la propria qualificazione sconfiggendo entrambe le volte i
russi e strappando uno storico pareggio al Bernabeu (1-1,
Totti). Il girone successivo propose alla Roma una sfida storica
(Liverpool), una squadra di blasone (Barcellona) ed una emergente
(Galatasaray). Nonostante la formazione capitolina uscì imbattuta dal Nou Camp (1-1, Panucci) ed all’Olimpico impartì una lezione di calcio ai catalani (3-0, Emerson, Montella, Tommasi), i due pari con i turchi e la sconfitta dell’Anfield Road le furono fatali, impedendole l’accesso ai quarti di finale.
L’anno seguente la Roma si presentò ai nastri di partenza assieme al Real Madrid (altra volta), Aek Atene e Genk. La squadra di Capello fece il minimo con greci e belgi (3 pareggi ed 1 vittoria), ma la storica impresa del Bernabeu
(0-1, Totti) le valse la qualificazione al secondo girone. Qui
capitarono squadre di altro tenore, e la musica fu diversa. Nelle prime
tre partite con Arsenal, Ajax e Valencia ci furono altrettante sconfitte. Successivamente, a nulla valse l’aver espugnato il Mestalla
(0-3, Totti, Totti, Emerson) interrompendo un’imbattibilità record
degli spagnoli. Così la Roma chiuse la sua avventura europea con più
rimpianti che gioie.

UN ANNO DA DIMENTICARE
Oltre ad un campionato avaro di gioie e ricco di delusioni, nella stagione 2004/05 la Roma non riuscì a farsi onore neanche in Champions League. Quella manifestazione apportò solo eventi negativi ad una già di per sé annata disastrosa. L’esordio con la Dinamo Kiev fu solo un evento premonitore: 0-2 a tavolino (la “famosa” moneta di Frisk…) e campo a porte chiuse nei restanti match casalinghi con Real Madrid e Bayer Leverkusen. Al termine del girone la Roma raccolse solo 1 punto nel pareggio dell’Olimpico con i tedeschi, chiudendo miseramente in fondo alla classifica.

LA RINASCITA CON SPALLETTI
Lo scorso anno, nell’organico giallorosso erano in molti a non aver mai esordito nella massima competizione europea.
Tecnico incluso. La banda Spalletti, però, non si è fatta intimorire
dalla poca esperienza in campo internazionale. E con spavalderia si è
qualificata in un girone ostico ed equilibrato. Con le tre vittorie contro ogni rivale (Shaktar Donetsk 4-0, Olympiakos 0-1, Valencia 1-0) la Roma ha reso vani i tentativi di rimonta di ucraini e greci e si è classificata al secondo posto. Il resto è storia recente. Agli ottavi di finale, contro i pluricampioni di Francia del Lione, la squadra giallorossa ha giocato due incontri perfetti:
0-0 in casa e 0-2 oltralpe (la “bicicletta” di Amantino è ancora una
sigla di programmi televisivi). Poi la delusione, cocente, dura, dell’Old Trafford. Un risultato che ancora oggi è sinonimo di incubo. La notte di Manchester, però, non ha scalfito gli animi di Totti&co. Quest’anno la squadra giallorossa è più grintosa di sempre. La qualificazione con una giornata di anticipo
è lì che testimonia una consapevolezza maggiore dei propri mezzi. Dopo
la partita con lo United si attenderà il sorteggio con molta curiosità
e due certezze: questa Roma se la può giocare con chiunque e, comunque vada, un “altro Old Trafford” non si ripeterà.

La Roma in Champions League
Partite giocate 45
Vinte 14
Pareggiate 16
Perse 15
Gol fatti 50Gol subiti 55

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here