ROMA LAZIO FONSECA INZAGHI – Sta per esaurirsi il countdown che porta al derby tra Roma e Lazio. Domani sera le due romane si ritroveranno faccia a faccia, con obiettivi diversi. I giallorossi cercano l’ultimo pass per l’Europa, la Conference League, i biancocelesti, sesti, sperano ancora nella massima competizione europea, almeno finché la matematica lo consente. Non avrà il pathos da spareggio Champions, ma la stracittadina esula dalla classifica di per sé ed è una partita ad alto tasso simbolico. Come ha detto Fonseca in conferenza stampa: “Le motivazioni non mancano”.

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Roma, Paulo Fonseca

“Lascio senza rimpianti, orgoglioso di aver allenato la Roma, Fonseca sceglie la conferenza pre-derby per dare un antipasto di quello che a fine stagione sarà, di fatto, l’addio vero e proprio. Magari in un secondo momento pronuncerà anche un discorso. Quello di sabato, intanto, sarà l’ultimo derby per l’allenatore portoghese (per ora, in futuro chissà), e, dopo una stagione con più ombre che luci, è anche un’occasione per un regalo di addio al tifo capitolino, soprattutto perché durante la sua gestione non è riuscito a vincere neppure una stracittadina. Ed anche il bilancio contro le big (Juve, Milan, Inter, Napoli, Atalanta) non gli è di aiuto: in due anni 3 vittorie, 8 pari,12 sconfitte, 45 gol subìti e 25 fatti in Serie A. In generale, invece, in campionato ha ottenuto 38 vittorie, 13 pareggi e 22 sconfitte (mancano gli ultimi due match di maggio), chiudendo il 2019/20 al quinto posto con una media punti di 1,86, mentre ora è settimo con 1,61 punti a gara. Tuttavia, fino a marzo la Roma era in piena zona Champions League, per subire poi un crollo verticale, da imputare in parte, secondo il tecnico “all’assenza per infortunio di giocatori chiave”. La serie negativa di risultati aveva portato alcuni tifosi a chiedere l’esonero di Fonseca, che, alla fine, non è arrivato. Il cammino in Europa League racconta un’altra storia, con i giallorossi che per un po’ hanno coltivato il sogno Danzica, passando primi nel proprio girone ed eliminando Braga, Shakhtar e Ajax. L’esito del doppio confronto con il Manchester United in semifinale, poi, è cosa nota. “Il bilancio si fa a fine stagione”, ha ripetuto spesso Fonseca. Al momento, c’è un derby da onorare. E poi, a breve, il passaggio di testimone al connazionale José Mourinho.

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Lazio, Simone Inzaghi

Se Fonseca è certo di non sedere più sulla panchina della Roma, lo stesso non si può dire per Simone Inzaghi alla Lazio. Il contratto del tecnico biancoceleste scade il 30 giugno 2021, e il rinnovo è stato un tema caldo già da inizio stagione, un argomento che è stato discusso più volte ma, ad oggi, ancora nessuna firma. Il presidente Lotito sembrerebbe non aver fatto ancora la prima mossa, ed intanto si vocifera di sirene inglesi. Tottenham e Leicester avrebbero infatti sondato il terreno per l’allenatore piacentino. Sembra che la richiesta del classe ’76 sia un triennale tra 7,5 e 11 milioni con i bonus in base al piazzamento in campionato, una cifra che sarebbe in linea con i top player della squadra romana. Il ds Igli Tare ha più volte fatto riferimento ad una firma imminente, che però, di fatto, non è stata messa. Un futuro, quindi, ancora tutto da rivelare, un po’ come Fonseca, il quale ha più volte glissato sulla vicenda. Inzaghi, nel suo cammino laziale in prima squadra (2016) è arrivato ottavo (2 volte), quinto (2 volte), l’anno scorso quarto e quest’anno è al momento sesto. Il suo palmares biancoceleste contiene 1 Coppa Italia (18/19) e 2 Supercoppa Italiana (17/18 e 19/20). In ballo per il club di Formello c’è ancora una piccola speranza di agguantare la Champions League, per cui la Inzaghi mirerà ai tre punti, ma Fonseca, dal canto suo, deve sfatare il tabù delle gare contro le big e congedarsi nel miglior modo possibile.

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