Foto Tedeschi

ROMA CSKA TIKI TATTICA – La Roma si tuffa di nuovo nel palcoscenico europeo: allo Stadio Olimpico c’è il Cska Sofia, nella seconda giornata del girone A di Europa League. La squadra di Fonseca arriva alla sfida in un buon momento di gioco e risultati: ancora imbattuta (sul campo) e con 12 risultati utili consecutivi alle spalle. Situazione diametralmente opposta per gli avversari bulgari: la vittoria manca da 7 partite e in settimana c’è stato l’esonero di Stamen Belchev. La squadra è stata affidata al trio composto da Morales, Dinchev e Chomakov.

Gli schieramenti

Fonseca è pronto a confermare turn-over e modulo: 3-4-2-1 e tanti cambi rispetto alla sfida di San Siro contro il Milan. In porta nuova opportunità per Pau Lopez, in difesa la linea a tre composta da Ibanez, Smalling e Kumbulla. A centrocampo probabili maglie da titolari per Villar e Cristante, sulle fasce spazio a Karsdorp e Spinazzola, costretto agli straordinari per l’infortunio di Santon. Carles Perez, recuperato dalla tonsillite, insieme a Pellegrini a sostegno dell’unica punta Borja Mayoral.

Il modulo più utilizzato dal Cska Sofia è il 4-2-3-1, confermato con ogni probabilità anche contro la Roma. In porta ci sarà Busatto, poi difesa a quattro con Vion, Antov, Mattheji e Mazikou. Davanti la coppia formata da Tiago Rodrigues e Youga. Dietro al centravanti Sowe ci saranno invece Sinclair, Sankharé e Yomov.

La chiave

La Roma giocherà contro una squadra senza sicurezze e con un’identità di gioco da ricostruire, ma con tanta voglia di riscattarsi dopo un momento molto difficile. Per il Cska Sofia l’obiettivo è limitare i danni: cercare di limitare le fonti di gioco della Roma e sfruttare la velocità degli esterni per fare male in ripartenza. Da tenere d’occhio con particolare attenzione il centrocampista Tiago e la qualità del terzino sinistro Bradley Maziku. La squadra di Fonseca dovrà far valere la sua maggiore qualità e non cambiare stile di gioco: andare a prendere alto l’avversario per riconquistare palla in zona gol può essere fondamentale contro una squadra che punterà a chiudersi con i reparti corti nella propria trequarti. Poi, c’è sempre l’aspetto psicologico. Non si dovrà sottovalutare l’avversario e sbagliare l’approccio come fatto a San Siro.

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