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ROMA CONFERENZA PETRACHI – Oggi alle 14.15 a Trigoria si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei 3 nuovi acquisti della Roma: Roger Ibanez, Gonzalo Villar e Carles Perez. Ecco dunque le parole del DS Petrachi a margine della conferenza.

Da Trigoria
Alessandro Tagliaboschi

La conferenza stampa di Petrachi

“Buonasera a tutti. Siamo qui per presentare questi tre ragazzi, ma prima della loro presentazione mi premeva puntualizzare alcuni aspetti che da qualche settimana escono fuori. Ci tenevo a fare chiarezza, perché poi a volte quando si scrive si dicono delle cazzate e se non fermi l’emorragia rischiano di passare per vere. Io alla mia prima conferenza dissi che per la Roma era al famoso anno zero: sono stato chiamato dalla proprietà per cercare di provare a recuperare quelli che sono stati gli errori fatti negli anni precedenti. Naturalmente con tanta umiltà e con tanta voglia e entusiasmo mi sono calato totalmente nella parte e credo che in questi sei mesi è stata fatta una grande mole di lavoro. Sto portando con tanta convinzione l’idea e il credo che la società mi aveva imposto per cercare di trasformare qualcosa che lo scorso anno non aveva funzionato. La Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione: vorrei ricordare a tutti che la Roma ha fatto uscire 20 giocatori e ne ha presi 14. La Roma non compra giocatori a 70 milioni, io con questi soldi ho comprato 7 giocatori. C’è bisogno che qualcuno addrizzi le antenne e capisca che in un progetto del genere ho chiesto pazienza e comprensione da parte di tutti. Quando ci sono le rivoluzioni qualcosa può venire bene e qualcosa male. Sicuramente non accetto le calunnie e falsità che a volte su giornali e media escono fuori da vigliacchi, perché bisogna guardarsi in faccia e dire le cose come stanno. Forse io sono scomodo, perché non faccio comunella, non rispondo ai messaggi e la mia schiena è dritta. Sono la persona che volete attaccare, ma io vado avanti per la mia strada cercando di fare bene per la Roma. Fino all’ultimo giorno che sarò qui porterò avanti la mia idea di calcio con le cose che mi sono state chieste. Se c’è un po’ di intelligenza da parte di tutti e soprattutto di buonafede, fino a 25 giorni fa si decantava una Roma importante che giocava il miglior calcio in Italia. Ora la Roma è in difficoltà, io ero preparato alle difficoltà ma non alle calunnie. Ci sono tanti articoli, dalla Gazzetta al Corsport al Tempo, in cui si dice, faccio degli esempi: ‘Petrachi bacchettato da Dzeko che chiede più qualità’. Niente di più falso. Lui deve fare il calciatore intanto, poi è molto intelligente e non si sarebbe mai permesso di dire qualcosa del genere. Se deve dire qualcosa lo fa nello spogliatoio essendo il capitano e il leader. Seconda cazzata: si dice che io sia stato convocato per essere messo alla prova dalla nuova proprietà. Niente di più falso. Io ho dovuto parlare delle possibili nuove spese della Roma con i possibili nuovi proprietari. Molti di voi hanno marciato sulla mia possibile squalifica: in 30 anni di calcio ho sempre fatto tutto in modo leale e questo è stato ripagato. Parlo anche a livello televisivo, non solo cartaceo. Dove voglio arrivare a concludere questa chiacchierata: sono consapevole che questo è un momento difficile, in cui, secondo me, abbiamo smarrito un po’ di umiltà, forse la grande prestazione nel derby ci ha fatto volare troppo alti. Questa è una squadra che se gioca con intensità, voglia, cattiveria può mettere in difficoltà chiunque. Se non gioca con quella determinazione fa fatica, perché il gioco di Fonseca si sposta molto sull’aggressione e recupero della palla e se non sono tutti pronti, come successo nella Lazio che con noi ha fatto la peggior partita del suo campionato, è un problema. Abbiamo sbagliato con Sampdoria, Torino, Sassuolo e Bologna. Questo è un qualcosa che deve far riflettere tutti quanti noi. Noi lo sappiamo, lo sanno l’allenatore e i giocatori. Dobbiamo fare di più e credere di più in quello che facciamo mettendoci più cattiveria e umiltà. Ho investito su tanti giovani e la semina non avviene il giorno dopo, i frutti si vedono dopo un po’. Questa squadra gioca con 6 nuovi acquisti tutte le domeniche, nessuno in Serie A lo fa: questo vuol dire che ci vuole del tempo, perché è una squadra giovane di ragazzi che si stanno conoscendo. Mi auguravo che le difficoltà non arrivassero mai, ma sono arrivate. Vi voglio ricordare che proprio nei momenti di grandi difficoltà ci siamo rialzati ed esaltati. La miglior Roma è stata quella con tante defezioni e problemi. Sono convinto di questo gruppo, in cui mi sono identificato prima di Natale. Posso dire però che negli ultimi 20 giorni a livello di spirito e carattere questa squadra è venuta meno. Cerco e cercherò di far capire loro quanto è importante metterci questa sana passione e cattiveria che vogliono vedere i tifosi. Ai nuovi giocatori ho fatto capire dove sono arrivati. Perez l’ho chiamato il giorno dopo Sassuolo: ‘Sei arrivato alla Roma, una piazza passionale ma il giocatore deve metterci l’anima. Puoi essere mediocre tecnicamente, ma se ci metti l’anima li conquisti’. E gli ho detto che il suo ingresso in campo non mi è piaciuto. Credo in questi tre ragazzi e credo che ci possono dare grandi soddisfazioni e possono essere il futuro della Roma. Questa squadra la sento mia, anche se qualcuno già mi vuole sul patibolo. Oggi chiedo un filino di pazienza, ma credo che questa squadra abbia dei valori. Abbiamo diversi ragazzi del 98′ e del 99′, devono capire e crescere con alti e bassi. E’ stata una strategia: non ho preso un giocatore di 70 milioni, ma nell’arco di un triennio cerchiamo di ottenere risultati importanti. Mi dà fastidio che si dicano cazzate, si calunniano persone e si dicono cose inesatte. Il giornalista deve sapere ciò che scrive. Se qualcuno vuole confrontarsi con me non ho problemi: avete detto che la società mi ha vietato di parlare perché parlo male, ho i lapsus… Sono qui a parlare e confrontarmi con tutti voi. Ribadisco questo, nonostante sia la presentazione dei ragazzi, ci tenevo a far chiarezza su tutto ed evidentemente spiegare i problemi che abbiamo e che stiamo cercando di risolvere, tutti insieme con l’allenatore. Questa è un’altra cazzata, che c’è qualcosa tra me e Fonseca. Certamente Petrachi è fatto in questo modo, se c’è qualcosa che non va lo devo dire. Se non vedo la sana cattiveria e il senso di appartenenza, il sottoscritto entra nello spogliatoio e lo dice. Senza scavalcare Fonseca, ma a garanzia della società e dei tifosi che vogliono vedere una squadra che li rappresenti”.

Petrachi interviene durante una risposta di Ibanez a un giornalista. “Sabatini ha detto inesattezze su Ibanez. Ha detto che è venuto qui per più soldi. Non ha avuto un contratto al doppio rispetto a quello che garantiva il Bologna, il ragazzo prende gli stessi soldi: la sua è stata una scelta, voleva la Roma. Poi il futuro dirà chi aveva ragione”.

Pugliese, Gazzetta dello Sport: ci può chiarire quanto successo a Sassuolo?
“Dopo un 3-0 maturato in appena 45 minuti mi è sorto spontaneo entrare nello spogliatoio e far capire che si stava facendo una prestazione penosa e che c’era da vergognarsi. Non vedevo la squadra che aveva messo 5 giorni prima sotto la Lazio. Dopo con molta tranquillità è entrato il mister che doveva parlare e ha preso la parola. Io dopo aver detto ciò che pensavo mi sono messo da parte e ascoltato la ramanzina del mister alla squadra. Io sono sempre nello spogliatoio e a contatto con i ragazzi. E’ legittimo che se c’è qualcosa, come ad esempio un 3-0 dopo 45 minuti, faccia sentire la mia voce e quella della società. Voi siete bravi a vedere gli spifferi e forse vengo umiliato perché sono omertoso. Sto attento agli sciacalli, certe cose dovrebbero rimanere nello spogliatoio. Questo non è sano giornalismo, ma gossip. I panni sporchi si lavano in famiglia, tutto qui. Non c’è nessuna discrepanza. L’allenatore è il gestore di questo gruppo di ragazzi, ma se qualcosa va storto, essendo il responsabile dell’area tecnica, ho il dovere di dire ciò che penso. Lo farò fino a quando farò il mio lavoro: può piacere o meno. L’importante è che ci sia coesione e ciò che si vada nella stessa direzione”.

D’Ubaldo, Corsport: hai fatto tanti riferimenti alla strategia di puntare sui giovani. Come si coniuga questa strategia con la necessità di raggiungere il quarto posto, quando alla vigilia del mercato invernale avete avuto due grandi perdite come Zaniolo e Diawara?
“Io credo che i giovani siano linfa per l’immediato e per il futuro. Le difficoltà nel lavorare nel mercato di gennaio sono state importanti, lo sanno anche i muri che un cambio di proprietà crea scompensi e problematiche, perché non sei padrone di fare come vuoi. Gennaio è complicatissimo, non è facile sostituire Zaniolo e Diawara e su questo siamo stati sfortunati. Questo forse si dice poco: abbiamo perso due pilastri. La mia idea allora è di prendere due ragazzi giovani su cui credo tanto come Villar e Perez, che credo daranno tante soddisfazioni. Ci sono operazioni che sono impossibili da fare a gennaio. Se non si possono fare certi tipo di operazioni per certe criticità dettate da un eventuale passaggio di proprietà che ancora non è avvenuto. Ho spiegato bene ai miei giocatori dopo Natale: ‘Signori miei può succedere qualcosa o no, voi dovete pensare a pedalare e far calcio. Non pensate che viene paperon de paperoni che ti dà il mondo per comprare chissà che’. Noi siamo questi, se poi dovranno esserci dei correttivi cercheremo di farli nel modo giusto. Il progetto è partito 6 mesi fa e non cambia, la squadra deve essere lasciata in pace da questo tipo di problematiche. Il mercato di gennaio non è stato quello di giugno, perché ci sono state criticità che ho affrontato. Poi non siamo distanti anni luce dalla Champions e domenica abbiamo una finale: va fatta una partita importante, tirando fuori la cattiveria che ho visto in questo percorso. Sono convinto che ne usciremo più forti”.

De Angelis, Rete Sport: non sarebbe meglio da parte sua una comunicazione più aperta?
“Io non mi sento nella comunicazione. Ma voi siete tanti, non posso fare figli o figliastri: o parlo con tutti, racconto a tutti il mercato e puoi immaginare che per il sottoscritto non è semplice parlare con tutti, o non parlo con nessuno. Credo che chi fa il mio lavoro più lo fa in silenzio più è redditizio. Io lo faccio, preferisco star zitto, non dare notizie, poi come oggi capiterà che sono pronto a confrontarmi con tutti voi e spiegare delle dinamiche. Non ho mai tergiversato o detto di non rispondere su qualcosa. Il mio modo di essere a livello lavorativo è questo. Se di tanto in tanto mi si chiede di fare una conferenza pubblica tutti insieme non mi tiro indietro, per parlare globalmente del circuito Roma. Ma se devo prendermi il caffè con uno per dargli la notizia prima io non lo faccio per tutti voi. Io cerco di essere leale e corretto con tutti, poi posso essere simpatico o antipatico”.

Biafora, TRS: ha parlato de Il Tempo, volevo sapere quale inesattezza è stata scritta dal mio giornale. Noi non abbiamo scritto nulla di ciò che ha detto… Calunnia credo sia un termine forte e pesante e io ciò che ha detto non lo ritrovo sul mio giornale.
“Non Il Tempo, ma La Gazzetta e il Corriere dello Sport. Mi è sfuggito. Non leggo per abitudine, evito di ascoltare, ho un meraviglioso servizio stampa che a volte mi dice cose. Se ho detto Il Tempo chiedo scusa, ma non era mia intenzione citare il vostro giornale”.

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11 Commenti

  1. un mestiere difficile .. da minimo 1 milione l’ anno .. compri e vendi giocatori e ti becchi pernacchie e calunnie .. io ho lavorato 44 anni nel sahara Algerino , nelle giungle dell’ India, nelle foreste e sull’ Oceano della Nigeria, nei deserti dell’ Arabia Saudita e degli Emirati Arabi, in gran parte dell’ Egitto, in Indonesia , e anche nel Texas e in Scozia e perfino in Francia e Svizzera .. ma i soldini, nonostante anni di studi in lingue e universita’ , erano enormemente ..ENORMEMENTE inferiori a quelli che prende Petrachi .. dovrebbe ringrazia’ tutto l’ Apparato celeste .. i calunniatori non hanno le armi dei terroristi ne’ portano malaria ne’ attaccano come i coccodrilli o i mamba o le tigri o i leopardi o i king cobra o le vipere del deserto .. e se ti si rompe la Mercedes in Italia chiami un taxi .. se ti si rompe la Jeep nel deserto chiami direttamente Gesu’ .. a Petra ‘ .. pensa prima de lamentatte .. pensa bene .. sei uno fortunatissimo ..

  2. Grande Petrachi, fiato sul collo e punizioni esemplari, se sbagli 2 partite di fila stai a guardare per un bel po’senza guardare chi e’, impariamo qualcosa dalla juve per una volta se vogliamo essere presi in considerazione, cresciamo

  3. Papa Max…”..ariccojte quer giaccone a Rambo.”….

    Petrachi però è effettivamente uno che non domina completamente l’italico idioma…

  4. Abbiamo la bacheca piena di “anni zero”
    Ne consegue che con Friedkin proseguirà la stessa linea di condotta. Siamo messi proprio bene.
    Poi ho letto di quell’altro, Rogers mi pare, ha detto che non hanno mai illuso nessuno. A belli de casa, ma se fino a 1 e mezzo fa sor Pallottolo, che è svanito nel nulla, parlava di scudetti coppe e trofei.

  5. E chi lo ha stabilito che devi spendere 70 milioni per 7 pippe comprate un tanto al chilo, anziche’ per un solo grande campione (che, molte volte, da solo, fa sembrare forte anche una squadra piena di pippe…)?

  6. Il passaggio di proprietà sta avendo un effetto pesante su tutto e tutti.
    Non giudico Petrachi, ma sta lavorando circondato dal nulla, in una realtà sospesa per l’attesa di ciò che sarà e il prudente immobilismo di chi attende gli eventi, un vuoto assoluto che si riversa soprattutto su allenatore e squadra, rischiando di compromettere la stagione sportiva.
    Un bel segnale sarebbe vedere lo spogliatoio leale, non solo a parole, con il suo allenatore.
    Sempre Forza Roma

  7. Strano! Quando si trova qualcuno che conta le corna a tutti sti sciacalli che da sempre cercano d’entrà nel recinto pe “finì” qualche ferito, se dice sempre che fuori de testa, ma viene regolarmente sputtanato.
    Bravo Petrachi! Calci in culo a tutti!

  8. @PapaMax scusa ma che discorso è? io nn capisco perché se uno prende tanti soldi, noi tutti abbiamo il diritto di offenderlo, o addirittura di calunniarlo. Tutti quelli che lavorano nel calcio sono fortunati e non li devi paragonare a noi comuni mortali, da quello che descrivi, tu hai fatto un lavoro difficile, ma sicuramente più remunerativo di un impiegato pubblico, e quindi? non è che quello viene qui ad insultarti perché sei stato più fortunato. Giudica Petrachi per quello che fa, e fattelo dire, una vota che c’è un dirigente che davanti ad un 3-0 in 25 minuti scende negli spogliatoi a li “appiccica” al muto, beh, ha tutta la mia stima.

  9. Grande Petrachi! Se je sta bene è cosi’, sennò se lo fanno annà bene uguale…Finalmente un DS con “due attributi cosi'”!
    Je l’hai cantate tutte, chiaro e forte.
    Tre a zero col Sassuolo e dovrebbe (dovremmo) stare zitto, trovare le solite attenuanti? No belli, questo vi appiccica tutti quanti al muro!
    p.s.: se avessi usato il termine “cazzata e “cazzate” saresti stato perfetto ma vabbè, l’efficacia è stata raggiunta e questo mi basta. FORZA ROMA!!

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