MILAN, ITALY - DECEMBER 10: Carles Perez of FC Barcelona celebrates after scoring the opening goal during the UEFA Champions League group F match between FC Internazionale and FC Barcelona at Giuseppe Meazza Stadium on December 10, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

ROMA CONFERENZA PEREZ – Oggi alle 14.15 a Trigoria si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei 3 nuovi acquisti della Roma: Roger Ibanez, Gonzalo Villar e Carles Perez. Accanto a loro c’era anche il DS Petrachi. Ecco dunque le parole di Carles Perez, esterno d’attacco proveniente dal Barcellona.

Da Trigoria
Alessandro Tagliaboschi

La conferenza stampa di Perez

Censi, Roma Radio: Fonseca ha detto che ti ha avvertito sulle marcature strette della Serie A. Hai già notato questa differenza con la Liga?
“Sì, è vero quando avevo parlato al telefono con Fonseca mi aveva avvisato e nella prima partita ho provato questa aggressività maggiore ed ho avuto qualche problema e difficoltà. Mi sono sentito più a mio agio nella seconda partita e posso confermare quello che mi ha detto il mister”.

D’Ubaldo, Corsport: la Roma per te è un punto di arrivo o nella tua testa c’è il traguardo di tornare al Barcellona ancora più forte?
“Se io sono venuto alla Roma è perché voglio crescere e stare qui ed essere un giocatore importante nella Roma. Il Barcellona è il passato, la Roma è il presente: ho firmato un contratto di quattro anni e mezzo e farò di tutto per crescere qui”.

Moio, Il Romanista: prima di arrivare qui, dall’esterno, che idea avevi della Roma? Cosa ti ha convinto a venire qui?
“Ho sempre visto la Roma come un grande club, su questo non c’è alcun dubbio. La chiacchierata con Fonseca è stata decisiva e la fiducia che mi ha trasmesso. Mi ha spiegato che qui potevo fare qualcosa di importante. Sono felice di essere qui, so di essere uscito da un grande club ma sono arrivato in un altro grande club. Sono soddisfatto”.

Quiles, La Signora in Giallorosso a entrambi gli spagnoli: venite uno da una seconda squadra, l’altro da una squadra che militava in una categoria inferiore. L’Italia è un grande salto? “Arrivo da un grande club, in un altro grande club. Non è un passo indietro, ma in avanti perché esco dalla mia confort zone e devo dimostrare quanto valgo. Esco dal mio paese ed è una sfida importante. Quando si cambia squadra nessuno ti regala niente e non diventi titolare. Devi lavorare e sudare per guadagnare il posto”.

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