Un solo dubbio. In un Olimpico che rispolvera il vestito della festa più bella — quella dello scudetto di nove anni fa — Ranieri ritrova la Roma, la sua Roma. Tutti dentro, con l’unica eccezione di Totti a cui chiunque, a Trigoria, vuole lasciare il tempo che gli occorre per non dover rischiare più. E così, dall’emergenza di Napoli, si arriva all’esatto opposto. A centrocampo torna Pizarro, per ricostituire il tandem con De Rossi. Toni si aggiunge a Vucinic, Baptista, Menez e Cerci in attacco. Aprendo un’incognita.
 
TONI/BAPTISTA — «Non può stare al cento per cento, dopo solo due allenamenti con la squadra non può stare al cento per cento. Ma già sentirlo così carico mi fa piacere». Obiettivo del discorso firmato Claudio Ranieri, il centravanti che mancava e che è mancato: Luca Toni. Per lui, prima convocazione dopo l’infortunio con la Juventus del 23 gennaio. Se sarà anche prima volta in campo, dall’inizio, lo deciderà Ranieri. Anche perché dietro Luca scalpita Julio Baptista, reduce da una prestazione positiva a Napoli e dalle lusinghe dell’amministratore delegato degli avversari, Adriano Galliani: «Baptista è un giocatore che mi piace, può fare il centrale di centrocampo, il trequartista e anche l’esterno». Per Ranieri, sarebbe invece il partner di Vucinic. in alternativa proprio a Toni.
 
DUBBIO —  Il dubbio, dunque, rimane: lanciare il centravanti dal primo minuto o fargli attendere in panca il proprio turno? «Il fisico non lo aiuta, potrebbe rendere di più entrando dall’inizio», dice (bluffando?) l’allenatore romanista. L’unico a non aver dubbi è Toni che preferirebbe eccome vedere il proprio nome nell’undici di partenza. Una scelta che gli consentirebbe di svolgere il riscaldamento «lungo» insieme ai compagni e non dover correre rischi con una preparazione rapida nel corso del match. Allo stesso tempo, va considerato il rischio di lanciare due giocatori reduci da infortuni (peraltro entrambi al polpaccio) nel corso della stessa partita. Nell’ipotesi — e gli scongiuri sono d’obbligo — di doverli sostituire per evitare anche minime ricadute, la squadra si ritroverebbe ad esaurire due cambi. In più, il problema di Luca è di quelli da non sottovalutare. Mai. «Se i dottori me lo hanno dato ok non corro rischi», assicura Ranieri. Dubbio sciolto? Chissà.
 
IN CAMPO —  Toni o non Toni, la Roma si giocherà domani sera il pass per il secondo posto. Davanti a 72.968 occhi, che saranno lì per accompagnarla verso l’obiettivo. Un obiettivo da non fallire. Anche per questo, Ranieri sembra intenzionato a scegliere un assetto, simile a quello della gara di andata, che gli consenta di correre meno rischi possibili. Nessuna «gabbia» per Ronaldinho. Ma una squadra corta che sappia chiudere gli spazi e riproporre un’azione lineare. Davanti al rientrante Julio Sergio, si fa strada l’ipotesi di una Roma sistemata con la linea di difesa a quattro (con tanti saluti, per ora, al 3-5-2 napoletano): Burdisso e Juan al centro Cassetti e Riise esterni. A centrocampo si va verso una linea «stretta» con Taddei e Perrotta ai lati del binomio De Rossi-Pizarro. Davanti, due uomini. Uno, Vucinic, partirà certamente dall’inizio. Se al centro o più largo dipenderà del nome del compagno. L’unico dubbio rimasto. La palla passa a Ranieri.
 
Matteo Pinci
 
PROBABILI FORMAZIONI (Roma, stadio Olimpico, ore 20.45)
ROMA (4-4-2): Julio Sergio; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Taddei, De Rossi, Pizarro, Perrotta; Vucinic, Toni. A disp.: Doni, Motta, Mexes, Brighi, Faty, Baptista, Menez. All.: Ranieri. Squalificati: – Diffidati: De Rossi, Juan, Mexes, Perrotta. Indisponibili: Totti.
MILAN (4-3-3): Abbiati; 25 Bonera, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Flamini, Pirlo, Ambrosini; Beckham, Borriello, Ronaldinho. A disp.: Dida, Zambrotta, Favalli, Abate, Jankulovski, Huntelaar, Inzaghi.All.: Leonardo. Squalificati: Gattuso. Diffidati: Thiago Silva, Seedorf. Indisponibili: Pato, Seedorf, Onyewu, Mancini.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.

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