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ROMA BOLOGNA ANALISI TATTICA – Passare da Ajax-Roma a Roma-Ajax attraverso una gara assolutamente e prevedibilmente identica in questo Roma-Bologna dove i felsinei hanno incarnato alla perfezione atteggiamento e linee di gioco che la Roma di troverà a fronteggiare giovedì sera; un prologo che si spera possa avere lo stesso epilogo tra 4 giorni, nella gara diventata la più importante in questa stagione irrimediabilmente compromessa come piazzamento utile in campionato, ma che attraverso la scorciatoia dell’Europa League potrebbe ancora regalare soddisfazioni; e aldilà del risultato odierno importante il recupero di tanti giocatori chiave, fondamentali nell’innalzare il livello qualitativo della rosa, rendendola nuovamente competitiva.

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Moduli e sviluppi di gioco

Fonseca, in emergenza difensiva, si affida nel suo 3-4-2-1ad alcuni rientri, con Mirante che rileva l’eroe di Amsterdam Pau Lopez ,conferma nel terzetto difensivo Mancini e Ibanez, e affida a Fazio il ruolo di braccetto di centro- sinistra, con Reynolds e Bruno Peres esterni; in mediana Villar e Diawara rappresentano la garanzia migliore per il palleggio e costruzione bassa, con lo spagnolo che va in verticale dentro al campo, davanti al guineano che si abbassa ad avviare la manovra; davanti oltre al rientro di Borja Mayoral c’è una nuova chance per Carles Perez, con Pedro punte esterne a piede invertito; Mihajilovic conferma il suo consolidato 4-2-3-1 molto arioso e sbarazzino, forte della classifica tranquilla, e davanti all’ex Skorupski ci sono Danilo e Soumaro al centro e De Silvestri e Dijks sugli esterni; in mediana la quantità di Schouten, e le geometrie molto compassate di Svanberg, fanno da riferimento per la fase difensiva, dove Skov Olsen e Barrow agiscono da punte esterne a piede invertito, con Soriano alle spalle di Palacio, ma i 4 avanzati sono molto mobili negli interscambi, con chi si tira fuori che favorisce l’inserimento di chi occupa lo spazio entrando da dietro, con automatismi interessanti e apprezzabili.

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Primo tempo di sofferenza, concluso con un vantaggio casuale

Il copione del primo tempo ricalca tante gare difficoltose di campionato, dove gli avversari vengono all’Olimpico con intraprendenza e sfrontatezza, col Bologna che scala molto in avanti, aggressivo (nei primi 60 secondi obbliga i difensori giallorossi a scaricare palla due volte a Mirante) molto reattivo, con un’aggressività che rende imprecisa nella gestione da dietro la Roma, che perde troppi palloni, in 10 minuti imbarazzanti dove non riesce ad uscire dalla propria metà campo; con Schouten e Svanberg che attenzionano subito Villar e Diawara l’aggressione in avanti provoca errori gratuiti, con Palacio e compagni che graziano in più di un occasione Mirante, con la Roma che non riesce a portare neanche una pressione coordinata sul portatore palla concedendo 4 palle gol clamorose in 20 minuti; ma è una gara strana, che vive di fiammate, e con la Roma che quando riesce a prendere campo si rende difficile da contrastare, ma per modalità diverse; la differenza tra le due squadre, infatti, è che quando il Bologna prende campo non ricevono grande opposizione dai giallorossi, per cui le situazioni se le crea nascono per demeriti avversari; la Roma, invece, quando prende campo, nonostante l’aggressività del Bologna e la chiusura delle possibili linee di passaggio, produce grande qualità trovando comunque linee di passaggio importanti, con l’unica criticità legata all’ultimo passaggio; il primo tempo vive dunque di questi scenari, con la Roma dove si segnalano un mobile e vivace Borja Mayoral, un Mirante puntuale, e un Mancini attento e concentrato che marca forte Palacio, mentre Ibanez presidia la zona centrale, coprendo Fazio; quando Borja Mayoral supera Skorupski mancano pochi giri di lancette, e da rilevare come sia in occasione del gol, che in altre occasioni, oggi la Roma abbia giocato più di una palla lunga leggendo bene la situazione evitando una costruzione bassa a oltranza, che avrebbe creato qualche difficoltà gratuita, e la lettura delle situazioni diventerà importante nei momenti decisivi di questo finale di stagione, dove i particolari faranno la differenza.

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Ripresa opposta grazie al cambio di atteggiamento

A un primo tempo difficoltoso, fa da contraltare una ripresa dove i giallorossi prendono le misure ai felsinei, operando finalmente una pressione e aggressione coordinata al portatore di palla avversario, e tale atteggiamento tattico è sufficiente per cancellare dal campo il Bologna che non si renderà praticamente mai pericoloso se non nei minuti finali; Reynolds e Bruno Peres scalano in avanti, Diawara e Villar spengono definitivamente Svanberg e Schouten, linea difensiva che si alza, la Roma diventa padrona del campo, gestendo una circolazione e possesso palla che fanno correre a vuoto gli uomini di Mihaijlovic, con i giallorossi che falliscono a più riprese il gol della sicurezza, spesso con letture sbagliate nei 30 metri finali; dopo un’ora di gioco De Silvestri si infortuna e Anton va al suo posto, mentre Barrow e Skov Olsen lasciano posto a Orsolini e Sansone, con Mihaijlovic che sfruttando il solo gol di svantaggio prova a recuperarla poi con Juwara per Svanberg (va Soriano vicino a Schouten in mediana), sbilanciando la squadra che a più riprese rischia la capitolazione; anche perchè nel frattempo Fonseca aveva fatto riprendere confidenza col campo a giocatori giovedì fondamentali come Mkhitaryan e Veretout( per Pedro ancora alla ricerca di se stesso, e Diawara); Karsdorp e Pellegrini per Reynolds e Carles Perez, Dominguez per Schouten, e si entra nell’ultimo quarto di gara dove riappare dopo 10 mesi Pastore (esce Borja Mayoral) che si sistema al centro dell’attacco, e alla prima palla utile mette in porta proprio Karsdorp, che si divora il 2 a 0.

Maurizio Rafaiani

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2 Commenti

  1. Non ho visto la partita. Tuttavia, mi sembra di comprendere lo stesso leitmotiv delle precedenti prestazioni. Il calcio di Fonseca ha bisogno di un pressing alto immediato che se non viene attuato con celerita’ crea inferiorita’ numerica. Continuo a non comprendere la precarieta’ atletica dei calciatori della Roma.

  2. Brutta, brutta. Altra mega sfangata. Però con squadra B/C. Ora bene coi recuperi e testa e concentrazione all’Ajax, tutt’altro che una passeggiata. Il campo non conterà nulla!
    Però che peccato sto calcio senza pubblico…
    Daje Roma daje.

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