NOTIZIE AS ROMA – Riccardo Viola, figlio dello storico presidente della Roma, Dino, ha partecipato alla manifestazione ‘Sport in famiglia’ organizzata al Laghetto dell’Eur. Queste le sue parole rilasciate a Voce Giallorossa:

Cosa ne pensa di questa iniziativa?
“Siamo nell’eccellenza di Roma, se riusciamo all’interno di questa eccellenza riusciamo a fare un discorso di sport, raggiungeremo un grande obiettivo. Oggi ci sono i ragazzi delle scuole, nei prossimi giorni anche le famiglie se il tempo ce lo permette. Quale migliore occasione per provare diverse discipline, pensiamo alla pallavolo, al tennis-tavolo, alla danza sportiva, la più bella vittoria per tutti noi è che qualcuno decida, dopo averle provate, di decidere di intraprendere uno di questi discorsi. Bisogna fare sport e con un base, cioè il divertimento, lo sport è impegno e divertimento”.

Si diverte a vedere la Roma giocare questa stagione?
“Devo dire che la Roma è un po’ una faccia della vita. Siam passati da momenti di grande soddisfazione, a momenti di sconforto. Ora recuperiamo e c’è in atto un processo di beatificazione nei confronti di Francesco Totti, perché quello che sta succedendo è degno di un sogno o un romanzo. Se uno scrivesse o pensasse a quale sarebbe la cosa più bella, avrebbe detto entrare a quattro minuti dalla fine e fare due gol. Se facessimo un discorso di stracittadina? Il derby vinto 1-0 con autogol all’ultimo minuto. Sono dei sogni. Totti ci permette di realizzare questi sogni”.

Se dovesse scrivere l’ultima pagina di questo romanzo?
“E vissero felici e contenti”.

Crede nel rinnovo?
“Quando due mesi fa nell’editoriale della rivista La Roma mi posi la domanda: stai con Totti o con Spalletti? Risposi di stare con la Roma. Oggi ancora di più dico che sto con la Roma e la Roma deve considerare che Totti, anche quest’anno, rappresenta qualcosa di significativo, Totti è quello che deve dire cosa voglia fare. Vuole continuare? Io società per tutto quello che ha rappresentato e quello che ha fatto vedere in queste settimane gli faccio il contratto. Totti vuole smettere? Totti avrà un altro spazio. Ormai fa parte della nostra storia e la storia va rispettata”.

De Sanctis ha detto che vede Totti come presidente o vicepresidente: e lei?
“Io su queste cose non voglio entrare, ci possono essere presidenti e vicepresidenti di immagine, però poi c’è bisogno di una struttura. Lui deve trovare una collocazione nella Roma e ciò deve essere di competenza di chi ne ha la proprietà”.

In un libro che sta per uscire, si parlerà di come fu ostacolo il progetto dello stadio di Dino Viola…
“Io ritornando all’esperienza di quegli anni e non entrando in merito nella situazione attuale, dico una cosa banale: se una società di calcio decide di costruire lo stadio, deve avere l’opportunità di andare dall’amministrazione comunale e poi il comune deve dire la zona dove si può costruire. Noi ci trovammo in enorme difficoltà, nel progetto che presentammo alla Magliana si disse che Dino Viola volesse speculare. Arrivammo poi alla soluzione della Romanina, ma in quel momento, chiuso quel capitolo, si innescò il discorso politico e non si fece più. È quella la zona migliore per costruire lo stadio o no? Ognuno deve assumersi le responsabilità, la Roma deve avere il suo stadio, per Roma 2024 c’è un’opportunità in più, mi auguro che la nuova amministrazione affronti subito la cosa”.

Roma 2024 può aiutare il progetto stadio?
“Credo dia una spinta importante per lo sport di questa città, proprio lo sport di base, per i ragazzi e per le scuole. Se qualcuno ha dei dubbi, parliamone, ma non possiamo lasciarci scappare questa Olimpiade, se noi qui nella zona dell’Eur vediamo tutta questa zona, è nata per le Olimpiadi del 1960, ora i nostri pronipoti dopo Roma 2024 vedranno una nuova città sportiva”.

Come risolverebbe la questione dello stadio vuoto? Che rapporti ha con la Roma americana?
“Non ho alcun problema con la società americana. Feci quella battuta dicendo che Dino Viola si sarebbe battuto al massimo per non consentire questo. La verità sta da una parte e dall’altra, bisogna mettersi in un tavolo e risolvere la questione, questo braccio di ferro non serve. È normale che lo stadio si svegli quando entra Totti? Noi giochiamo a porte chiuse da troppi mesi, facciamo questo regalo ai nostri avversari. Chiamalo sport, chiamalo Roma, non si possono dare questi vantaggi. Il campionato è andato, deve trovarsi una soluzione, non possono essere solo le barriere, serve la volontà di tutto per risolvere questo aspetto”.

Print Friendly, PDF & Email