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PETRACHI ROMA DS – Gianluca Petrachi ha svelato curiosi retroscena durante la conferenza stampa di presentazione di Mkhitaryan. Spesso nella sua carriera a ripetuto di preferire il lavoro sul campo piuttosto che parlare di calciomercato, trovandosi, a detta sua, a disagio sui palcoscenici. Tuttavia a Roma la figura del direttore sportivo spesso assume anche un ruolo di rappresentanza e il ds non si è fatto trovare impreparato.

IL RETROSCENA SVELATO DA PETRACHI STESSO – Il dirigente pugliese, come riporta Tuttosport, a una domanda su Dzeko, ha risposto con disinvoltura: Quando io la prima volta a maggio ho incontrato l’Inter ho posto il mio prezzo per Edin, poi quel prezzo non è mai arrivato dall’Inter. Praticamente un’ammissione di aver lavorato con la Roma nonostante un contratto ancora in essere con il Torino, visto che il suo contratto in granata è scaduto a fine giugno. Con una dichiarazione a Sky disse inoltre: “Chi dice che ho già iniziato a lavorare per la Roma non dice la verità, non c’è stato alcun incontro”. Un bluff vero e proprio, come quelli fatti sul calciomercato quando indicava alcune piste per poi seguirne altre, con la differenza che quest’ultimo, fatto due giorni fa, potrebbe avere ulteriori conseguenze tra lui e Cairo.

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13 Commenti

  1. A Roma già si parla di “Petrachesimo” , ma già alla prima sua conferenza ci ha dimostrato che il soprannome “er Bucia” è il più azzeccato. Ma sappiamo ancor di più che poi emergono le storielle dei vari “studenti” della scuola Pallottiana che ci diranno che allieteranno il web. PALLOTTA VATTENE

  2. Tanto perché lo voleva tenere… poi i Pallotta boys ci propinano la favoletta, la realtà è che se gli davano gli Sghei lo impacchettava di corsa (al fiocco ci pensa sempre il Presidente). Pallotta vattene!

  3. beh…certe cose potevano essere anche tenute nascoste invece di sbandierarle ai quattro venti. Tanto si sapevano già ma richiamarle in ballo ora è davvero una boiata. Pensiamo alla Roma in campo e non ai pettegolezzi fuori dal campo.

  4. Quante inesattezze dei giornalai e di certi tifosi. Petrachi è un dirigente d’azienda e ha quindi un contratto da dirigente. Non ha il comune contratto di lavoro dei lavoratori dipendenti. Quindi è tenuto in caso di dimissioni ad un preavviso pari ad 1/3 di quello che obbliga l’azienda in caso di suo licenziamento. Nel caso di Petrachi la lettere di dimissioni doveva partire almeno entro fine aprile, se non prima. In questo periodo di interregno, da aprile a giugno, che serve all’azienda a cercare il sostituto, anche il dirigente è libero di cercarsi un nuovo lavoro operando nei limiti di discrezionalità concordati. In definitiva Petrachi ha agito correttamente secondo il contratto di lavoro. Quanti sostengono il contrario, come minimo sono disinformati e come massimo sono menzogneri.

    • @Giampa’43 Avere un minimo di nozione di ciò che si dice richiede inforMarsi, esaminare e, in definitiva, sapere di cosa si parla. Chi ha uno spirito critico valuta le notizie e fa la tara, come te in questo caso, chi si fomenta per ogni alito di vento che spira contro la Roma, invece, prende al balzo la palla e fa surf su quel mare di boiate che quotidianamente i giornali riversano in web.
      ma come lo spieghi a chi legge soltanto quel che gli piace sentire?

      daje. forza Roma

    • certo, certo sto jobs act made in Trigoria mi mancava.. e il lavoro di Petrachi per la Roma a maggio da chi e come viene retribuito? l’avesse fatta Cairo sta rivelazione su Petrachi stavate qui pure a dire che la Roma è quotata in borsa..

      ..Freddi Greco e Bucri e la condizione di non avere contatti di mercato con i calciatori del Torino per 2 anni, altrimenti scatta la penale di 900.000 euro su quale contratto è stato previsto?

      no cosi’ tanto per chiedere a chi ha spirito critico.

      Walter

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