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EDITORIALE – Troppi rischi e tanti affanni. Una Roma sbadata, a tratti assente e poco nella penultima partita dell’anno all’Olimpico, pareggia 2-2 contro gli austriaci del Wolfsberg e trova la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Il clamoroso successo dei turchi del Basakshehir che vince in Germania sul Borussia Monchengladbach per 2-1 la “condanna” comunque al secondo posto nel girone J. Sembrava tutto facile dopo un avvio sprint in cui Diego Perotti è bravo a concretizzare il calcio di rigore fischiato al solito Dzeko, autore poi del secondo sigillo che ha riportato in vantaggio i giallorossi al primo affondo dopo il pareggio degli austriaci per un autorete di Florenzi. Ma le tante incertezze della difesa che orfana dell’ormai insostituibile Smalling si è fatta infilare troppo spesso al centro, hanno messo in salita la partita.

TUTTA COLPA DEL DOPPIO RISULTATO

A chi le contestava di essere a volte una squadra dai due volti tra primo e secondo tempo, contro gli austriaci la Roma ha risposto soffrendo nella ripresa allo stesso modo che nella frazione iniziale. La possibilità di avere a disposizione due risultati utili, visto che a Fonseca bastava il pareggio, ha in qualche modo condizionato la gara dei giallorossi entrati in campo senza troppo cattiveria e capaci di farsi rimontare per due volte da una formazione che non aveva più nulla da chiedere al torneo essendo già eliminata.

IL TURN OVER CHE NON CONVINCE

Paulo Fonseca se l’è giocata con la testa al campionato: domenica all’Olimpico arriva la Spal e c’è da tenere il ritmo Champions in classifica. Ecco allora la Roma scendere in campo con un parziale turnover. Fazio a tratti imbarazzante al centro della difesa e il ritorno a destra dal primo minuto di un Florenzi sfortunato che ha evidenziato tutti i suoi limiti difensivi nonostante la tanta, buona volontà.  La premiata coppia ZanioloPellegrini entra solo nel finale, dando vivacità da un attacco azzoppato da un timido Under e un discontinuo Mkhitaryan.

PROCESSO ALLA ROMA

La squadra quando ha avuto voglia di accelerare ha saputo come rendersi pericolosa. E questo accresce ancora di più il rammarico per una vittoria che era a portata di mano e che avrebbe potuto regalare a Fonseca e ai tifosi il primo posto nel girone e avversarie meno ostiche nella prossima fase. Intanto, nonostante la qualificazione, è partito l’inevitabile processo alla Roma, colpevole di non aver chiuso in cima alla classifica del suo girone infarcito da squadre tutto sommato abbordabili. Colpevole di aver affrontato i lupi austriaci con sufficienza e di aver gettato alle ortiche un abbordabilissimo primo posto nel girone.

Giulia Spiniello

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2 Commenti

  1. A Roma siamo specialisti nel trovare alibi per qualsiasi cosa, oggi la prestazione ridicola è dovuta al doppio risultato domani sj vedrà…A ne pare che il gioco latita quasi sempre, ma magari sbaglio io eh.

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