Con le ultime convocazioni del ct Donadoni è arrivata
un’ulteriore conferma di come i calciatori
della Roma sono, ormai, parte
integrante del gruppo azzurro. Curci,
De Rossi, Panucci e Perrotta: quattro uomini, in tre ruoli diversi. E la
testimonianza che la società di Trigoria
fornisce tante “materie prime” al club Italia. Ma questa non è una
novità. Visto che tra i campioni del
mondo del 2006 c’erano tre romanisti, De Rossi, Perrotta e Totti, e che
tutti e tre diedero il loro importante contributo per la vittoria finale.

Il gemellaggio tra i colori giallorossi e la nazionale
italiana, tuttavia, è un fatto recente. Francesco
Totti, infatti, è il giocatore della
Roma che vanta il maggior numero di presenze con la maglia azzurra: 58
partite e 9 gol. Il numero 10 aveva esordito il 10 ottobre 1998, in
Italia-Svizzera 2-0 (gara di qualificazione per gli europei del 2000)
subentrando nel secondo tempo ad Alessandro
Del Piero. La sua ultima gara in maglia azzurra, per ora, rimane la
storica finale di Berlino il 9 luglio 2006.

Chi sarà inevitabilmente destinato ad infrangere questo
record ed a divenire il romanista con più presenze in Nazionale è senza dubbio Daniele De Rossi. Il centrocampista di
Ostia, a soli 24 anni, vanta già un’invidiabile
esperienza nel clan Italia. Il suo esordio,
del resto, è stato prodigioso. Il 4 settembre 2004, infatti, nel match di
qualificazione ai mondiali del 2006 Italia-Norvegia (2-1 il finale) De Rossi ha
bagnato il suo debutto segnando dopo
appena 4 minuti il suo primo gol in maglia azzurra. Campione del mondo in
Germania (De Rossi realizzò il terzo rigore nella finale contro la Francia),
Daniele ha già collezionato 29 presenze (e 4 gol), ereditando nel frattempo la
maglia numero 10 che fu di Totti ed indossando già in due occasioni la fascia
da capitano: il 30 marzo 2005 nel secondo tempo dell’amichevole Italia-Islanda
0-0 ed il 17 ottobre 2007 nell’amichevole contro il Sudafrica terminata 2-0 per
la nostra nazionale.

Un altro punto
fermo dell’Italia campione del mondo è Simone
Perrotta. L’incursore giallorosso è stato titolare inamovibile in tutte e 7
le partita dei mondiali di Germania. E grazie alle sua duttilità tattica ha già
collezionato 38 presenze e 2 gol. Un cammino in azzurro costruito a metà fra l’
esperienza con il Chievo e quella con la Roma. Fra la prima “giovinezza”
targata Del Neri. E la seconda targa “Spalletti”.

Chi, dopo due anni di esilio, è rientrato nel club Italia è Christian
Panucci. Il difensore romanista è tornato a vestire la maglia della
nazionale , il 12 settembre 2007, nel match di Kiev contro l’Ucraina conclusosi
2-1 in favore degli azzurri. L’ex milanista ha già alle spalle 50 partite in
nazionale con 2 gol realizzati. Sono 29, però, le partite che Christian ha disputato
da calciatore della Roma (ossia da dopo il settembre 2001), le altre, infatti,
risalgono agli anni in cui militava con Milan, Real Madrid, Inter, Chelsea e
Monaco.

Oltre a Gianluca
Curci, è in attesa di esordio, anche Alberto
Aquilani è nel giro della Nazionale. Il ct conta molto su di lui. E fa
bene. Il numero 8 giallorosso, ha disputato sinora 3 partite con l’Italia
(l’ultima contro l’Ucraina nel settembre scorso) e non è stato convocato in vista dei doppi impegni con Scozia e Far
Oer esclusivamente per l’infortunio
che lo sta tenendo lontano dai campi.

Alla bellezza di trentadue primavere, anche Max Tonetto ha realizzato il sogno di
esordire in Nazionale. Il fluidificante giallorosso, il 2 giugno 2007 ha debuttato con l’Italia nella trasferta
nelle isole Far Oer. Ma questa, rimane per ora l’unica partita dell’ex
sampdoriano in maglia azzurra.

Nella rosa attuale
della Roma ci sono altri tre giocatori che, in passato, quando ancora
militavano in altri club, hanno vestito la casacca della Nazionale.

Matteo
Ferrari, ai tempi in cui era il capitano del Parma, ha giocato
per 11 volte con l’Italia, Marco
Cassetti, nei suoi migliori anni leccesi, ha collezionato 3 presenze in
Nazionale. Mentre Esposito , durante l’exploit di Cagliari, è riuscito
ad indossare l’azzurro in 6 incontri.

Qualche mese fa, inoltre, si era parlato di Taddei come
nuovo Camoranesi. Il brasiliano della Roma, infatti, avrebbe i requisiti giusti
per una convocazione: il passaporto italiano e nessuna presenza nella seleçao
brasiliana. L’esterno, però, di recente ha escluso questo ipotesi in segno di
“rispetto verso i quei giocatori italiani che puntano ad indossare la maglia
della nazionale del loro Paese”.

Come già anticipato, la storia dei romanisti in Nazionale non è sempre stata idilliaca.
Negli anni passati, infatti, molti campioni della Roma non sono riusciti a
trovare quello spazio e quella ribalta che invece avevano nel loro club. Le
uniche eccezioni sono rappresentate dalle esperienze azzurre di Bruno Conti, campione del mondo e miglior
giocatore nei mondiali di Spagna ’82, e Giuseppe
Giannini, protagonista indiscusso di Italia ’90. Entrambi. con 47 partite in nazionale, hanno guidato
per diversi anni la speciale classifica delle presenze dei giocatori della Roma
con la maglia italiana (ora sono scesi al secondo posto lasciando la leadership
a Totti). Altri importanti giallorossi
del passato, invece, non hanno trovato lo stesso spazio. Masetti (2), Paolo
Conti (7), Cordova (2), Santarini (2), Pruzzo (6), Nela (5) e Carboni (4) non
hanno raggiunto le 10 presenze in Nazionale ed il portiere del secondo scudetto
Franco Tancredi ne ha accumulate appena 12. Per non parlare del capitano della
Roma campione d’Italia nel 1983, il compianto Agostino Di Bartolomei che non ha
mai avuto la soddisfazione di giocare un match con l’Italia maggiore.

Nonostante tale difficoltà, però, in ognuna delle quattro rappresentative nazionali che hanno
vinto i mondiali non è mai mancato il colore giallorosso. Alla vittoria del
1934 in Italia vi hanno partecipato tre romanisti: Ferraris IV, Guaita e
Masetti. Al successo di Francia ’38
figuravano quattro giocatori della Roma: lo stesso Masetti, Donati, Monzeglio
e Serantoni. Bruno Conti, invece, è
stato il rappresentante giallorosso nell’edizione di Spagna ’82. Mentre Totti, De Rossi e Perrotta, come detto,
hanno vissuto da protagonisti il trionfo tedesco del 2006.

Negli
anni passati, la difficoltà da parte dei romanisti di imporsi in maglia
azzurra, era dettata dalla fiducia incondizionata che i commissari tecnici nutrivano
nei confronti dei giocatori delle
squadre del nord (in particolare Inter, Juventus e Milan). Con l’apertura delle frontiere ed il crescente
arrivo di giocatori stranieri nel nostro campionato, questa linea non è
stata più perseguibile (basti pensare all’Inter di oggi). Così, negli ultimi
anni, sono stati convocati giocatori
appartenenti a tutte le squadre e non soltanto i tesserati delle società
più titolate. Alla luce degli ultimi campionati del mondo, questa strada si è
rivelata comunque vincente.

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