L’intervista esclusiva di Romanews.eu ad Arduino Ciaralli presidente dell’Az Roma Club

Cos’è un Roma Club?
“Lo definirei un gruppo di persone, poi bisogna per statuto stabilire quante, che unite dalla passione per la Roma decidono di fondare quello che una volta si chiamava circolo poi con l’arrivo di Herrera il quale veniva dall’esperienza milanese si decise di anglicizzare il nome fu lui a perorare ad Anzalone la causa dei Club, in uno di quei pranzi c’ero anche io che rappresentavo all’epoca il circolo giallorosso aurelio -boccea, insieme a Sergio Terenzi del circolo Garbatella”.

Cosa comporta essere presidente di un Roma club?
“Soprattutto oneri,perchè gli onori si dividono giustamente con tutti quanti,si devono cercare di fare gli interessi della società,portare avanti dei discorsi e spesso capita anche di rappresentare la società stessa .Ricordo che il club non si fonda così per avere un ritorno personale ma per stare vicino alla Roma”.

Cosa significa per lei essere della Roma?
“Non è semplice spiegarlo,io sono cresciuto nella Roma e forse ci sono anche nato,seguii la roma dal ’48 e considerando che sono del ’46 si può dire che è tanto tanto tempo. Ricordo che quando ero piccolo, mio padre mi portava a pranzo nel ristorante “Catena” che all’epoca era un consigliere della Roma, la squadra in quegli anni non andava in ritiro ma si ritrovava tutta lì prima della gara, mangiavamo e poi chi con mezzi propri chi con mezzi della società raggiungevamo lo stadio Flaminio ed io con mio padre andavo con loro. Poteva capitare che sedessi in panchina, spesso andavo negli spogliatoi. Per me era un sogno. Come si può capire sono della Roma da sempre anche se conosco molti soci che magari non sono di Roma o non nascono giallorossi ma sono diventati dei buoni Lupacchiotti!

Cosa ha di razionale il tifo per una squadra di calcio,così forte da diventare addirittura presidenti di un’organizzazione di tifosi?
“Il Tifo non ha un inizio ed una fine il tifo c’è ed è un dato di fatto, a volte può anche essere fuori dalle righe ed allora diventa sbagliato ma credere, combattere per i propri colori è qualcosa di bellissimo, il tifoso inoltre non è una sportivo, il tifoso spesso non sa riconoscere gli errori, è prevenuto nei giudizi ed è bello per questo!”

Quali sono i numeri dell’AZ?(Numero dei Club,degli associati…)
“Abbiamo raggiunto 53 Club e migliaia di associati,abbiamo tutti Club grandi ed importanti come Atac Trambus che è stato uno dei più grandi club in Italia, certo attualmente ci sono molti fattori che allontanano un po’ le persone dallo stadio e dalle tifoserie quindi come tutti credo, siamo un po’ in ribasso. Basta pensare per esempio a Sky che sicuramente non incoraggia le persone ad andare allo stadio”.
Quali sono le vostre sedi storiche?
“Noi abbiamo 3 anni di vita quindi sicuramente siamo “giovani” ma se penso alle nostre sedi le prima due che mi vengono in mente sono Garbatella e Testaccio, due roccaforti del tifo giallorosso! La Roma nasce con Testaccio, quartiere stupendo e carico di storia, un punto di riferimento per tutti i tifosi romanisti”.

Cosa comporta tesserarsi nel suo Club?
“Per Tesserarsi ad un Club il mio in particolare servono dei requisiti, il primo imprescindibile è quello di voler stare vicini alla società, di voler sostenere la A.S.Roma e non essere sostenuti dall’A.S.Roma; questo significa pagare sempre il biglietto, questa è una delle nostre forme di azionariato oltre ad avere le azioni vere e proprie che tutti i club hanno acquistato durante la ricapitalizzazione. Pagare il biglietto quindi, altrimenti è troppo facile fare il tifoso. Il nome del nostro Club (Azionisti ndr) non deriva solo, appunto, dalle azioni che abbiamo aquistato ma significa anche essere comunque sempre in maniera attiva vicino alla Roma”.

Quali sono i rapporti con la società?
“Noi stimiamo molto la società e la dirigenza,ci sono rapporti di grande cordialità”.

E’ vero che l’A.S.Roma supporta poco i propri fans Club rispetto ad altre società?
“Noi questa situazione non la viviamo perchè non ci interessa ricevere niente dalla società il massimo che ci è capitato di chiederle è stato un cambio di nominativo su un biglietto. Ci capita anche a volte di non riuscire ad appendere il nostro striscione allo stadio perchè non troviamo i biglietti adatti o addirittura non possiamo permettercelo,bisogna anche tenere conto degli affitti a Roma,immaginate quanto costa una sede a testaccio, ma noi siamo fatti così,non vogliamo favori da nessuno!”.

Situazione stadio: impianti,violenza,privatizzazione…
“Per quanto riguarda la violenza la privatizzazione dello stadio non credo che cambierebbe nulla anzi si ha più rispetto, secondo me, per la forza pubblica che rappresenta lo stato, e poi non si può caricare la società anche dell’onere di mantenere la sicurezza”.
E’ difficile mantenere la sicurezza nello stadio, i Club non hanno idea di chi siano i violenti il nostro meno che mai; abbiamo organizzato trasferte anche in stadi dove era proibito, mi facevo carico io di organizzarle, chiamavo le società ma mandavamo i nostri tifosi sempre in tribuna, era tutto organizzato, il tifoso arrivava in aereo prendeva il taxi arrivava allo stadio vedeva la partita riprendeva il taxi, aereoporto e via..in questo modo, facendo una cosa veloce, come si fa ad essere violenti? Basterebbe organizzare dei pulmann con la lista dei passeggieri la polizia controlla alla partenza ed all’arrivo ed il gioco è fatto.
Non vorrei che tutti questi divieti per le trasferte dei tifosi della Roma rientrino in un quadro già stabilito a favore di altre società”.
Qual’è il momento calcistico più bello che lei ricorda?
“Sicuramente quando sono stato a pranzo con i due presidenti Viola e Sensi, lo so che ti aspettavi qualcosa di calcistico ma i risultati si condividono ed è ovvio che facciano piacere, quello invece fu un momento bellissimo e più personale. Mi ricordo che Viola mi invito a Trigoria a pranzo e mi spiegò il “caso Manfredonia”. Poi ricordo una cena con il presidente Sensi nel 2000 che è stata premonitrice dello scudetto. Anche la sera in cui ho avuto il presidente a cena con la signora Maria, Sensi quando si stà insieme diventa uno del gruppo, un vero romano, un persona eccezionale, in quella occasione parlammo dei suoi progetti per la Roma,dei giocatori che avrebbe voluto portare in giallorosso: Van Nistelrooy, Ibrahimovic e Batistuta”.
Il momento calcistico più Amaro?
“Sicuramente la finale con il Liverpool, un dolore immenso, uscendo dallo stadio sembravamo automi, vagammo per Roma senza una meta. Avevo le lacrime agli occhi per il risultato, per l’occasione persa ma anche per la commozione di vedere i tifosi che uscivano dallo stadio cantando, da veri Romanisti”.

La Roma oggi…
“Secondo me la Roma è perfetta, forse al massimo avrebbe potuto migliorarsi un po’ in avanti a gennaio,io avrei preso Lucarelli,sarebbe stato l’ideale. Ma la Roma ancora ha da dire tante cose”.

Vucinic?
“Vucinic mi piace, secondo me è molto forte ma deve giocare di più, parlo anche per esperienza personale, anche io ho giocato e quando sai di essere titolare ti riesce tutto meglio, sei più sereno, fare invece scorci di partita in cui devi metterti in mostra è veramente dura”.

E cosa ne pensa delle voci critiche su Spalletti che non cambia giocatori,Spalletti innamorato del suo modulo?
“Gestire una panchina non è facile, tantomeno in corso di partita, bisogna sapere l’emotività dei ragazzi, leviamoci dalla mente Paloschi che secondo me ha trovato il “gol della domenica” un episodio non basta altrimenti Curci quando ha parato i rigori con la Fiorentina..?,decidere le mosse giuste è molto complesso.
La Roma inoltre quest’anno ha degli schemi che anche l’anno dello scudetto con Capello non aveva, servono undici ingranaggi perfetti per far girare la Roma. Pensiamo per esempio che anni indietro con Valigi senza Falcao facemmo 7 punti su 8 disponibili, voglio dire che è anche vero che un uomo solo le la macchina funziona non cambia le cose”.

Mi dice 3 nomi legati all’A.S.Roma che le fanno venire i brividi…
“Pierino Prati, Pruzzo e naturalmente Totti”.
Tre Acquisti sbagliatissimi,che lei non avrebbe mai fatto?
“Andrade, Renato e qualche vecchia gloria che ci venne dalla Juve ,ma se posso essere onesto ce ne sono stati tanti!”

La sua prima volta allo stadio?
“Avevo 2-3 anni, arrivavo lì con i giocatori, mi ricordo che ero moltro attratto dalle partite anche se a volte mi distraevo per vedere quelli che facevano i tuffi, perchè al Flaminio c’era anche la piscina..Mi ricordo anche la prima volta che andai all’olimpico, era un Roma-Milan, lasciamo stare il risultato.
Un’altra volta fu un Roma-Sampdoria all’olimpico, mio padre chiamava la Samp la squadra primavera perchè erano tutti giovanissimi, mi ricordo che mi disse “andiamo solo se è bel tempo” ed io rimasi in camera a fissare il cielo dal giorno prima. Più di recente invece un momento toccante fu quando donammo la madonnina del Don Orione al Coni ed il Coni donò simbolicamente lo stadio Olimpico per ricordare la fondazione dello stadio e del Don Orione che avvenne nello stesso anno, ricordo che per la società c’era Aquilani”.

Un episodio, una partita, un uomo che un vero tifoso deve conoscere?
“Sicuramente Bruno Conti che con le sue finte ha incantato lo stadio e l’italia, rimarrà sempre un riferimento, il numero 7 della Roma”.

Il futuro della Roma?
“Mi auguro che i Sensi rimangano, se nascono i Club Az lo dobbiamo proprio a loro, per l’enorme stima che nutriamo, ci hanno dato uno scudetto, sono anni che ormai siamo a livelli altissimi, hanno fatto tanti sacrifici rendendo la Roma una società ambitissima e di grande livello, vogliamo bene al presidente perchè la Roma “ci fa sentire uniti anche se non ci conosciamo”.

Jacopo Sonnino
[email protected]

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