ROMA-VERONA, IL FACCIA A FACCIA – Stagione 2011/12, abidca la Sensi e l’America acquista la Roma, Luis Enrique (quello del Barcellona B, e non della futura Champions) arriva a Trigoria e con sé, su ordine di Sabatini, acquista Miralem Pjanic. Con la Primavera, solo un anno prima, Federico Viviani vince il campionato e conquista qualche spazio in prima squadra, proprio con Lucho allenatore. Domenica, all’Olimpico i due si rivedono, con qualche rimpianto e voglia di rivalsa. Si gioca Roma-Verona.

MIRE, IL LEADER FRAGILE – Acquisto di belle, splendide speranze, a cinque anni dal suo approdo in giallorosso Miralem Pjanic è ancora destinato a diventare ciò che molti vorrebbero: il leader di una Roma incompleta. I 39 anni di Totti gravano e non poco sulla capacità di illuminare, solo il bosniaco – a più riprese – ha dimostrato di poterlo emulare. L’inizio stagione del piccolo principe (9 gol stagionali finora, record con la Roma) si è rivelato essere l’ennesima speranza svanita in prestazioni altalenanti, talvolta anonime, perse in un mare inutilizzato di talento. Con l’arrivo di Spalletti, uno che ama giocare palla a terra, forse l’ex Lione potrebbe risvegliarsi dal dolce sonno che lo ha colto da qualche tempo. Così da riprendere in mano l’obiettivo previsto: vincere.

FEDERICO, LA SPERANZA DI TORNARE A ROMA – Lo scudetto Primavera, datato 2010/11,  è il lasciapassare perfetto per conquistare la prima squadra. L’opportunità, capitata a Federico Viviani nel corso della stagione enriquiana, è colta nel peggiore dei modi. L’asturiano lo fa esordire contro la Juventus il 12 dicembre del 2012: la serata è delle peggiori, Totti sbaglia il rigore – parato da Buffon – e Chiellini fissa il risultato sull’1-1 a mezz’ora dal triplice fischio. Per il mediano di Lecco arrivano altre 5 presenze, sparse in 193 minuti di gioco. Vive tre prestiti in altrettante stagioni, incidendo solo a Latina nel corso della passata stagione di B, dove risulta il miglior centrocampista della serie cadetta. Con l’Hellas soffre il gioco di una squadra spenta caratterialmente e tecnicamente, ma all’Olimpico – sotto gli occhi di quello che era il suo pubblico – ha il dovere di stupire. Del resto, la società di Trigoria ne conserva ancora il diritto di riacquisto al termine della stagione sportiva. Un particolare non da poco.

Riccardo Cotumaccio

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1 commento

  1. Finalmente si capisce che tipo di cessione era stata fatta; se è davvero cosi allora venderei subito Pijanic perchè se diventassero sei gli anni anonimi, allora l’anno prossimo lo devi regalare

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