LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA) – Quarantanove presenze totali, ventiquattro i gol: Edin Dzeko ha chiuso la scorsa stagione con numeri da intoccabile, collezionati in una squadra di cui è diventato il punto fermo. E, nonostante le difficoltà iniziali, il trend sembra che sarà rispettato anche nell’annata attuale. Tre partite, tre presenze (e un gol), Di Francesco considera il numero nove una colonna della squadra, l’uomo di cui proprio non può fare a meno. Così, quando il gioco ancora latita, i moduli cambiati sono tanti, e il tecnico prova a disegnare varie formazioni che prevedano equilibri più affidabili, tra le poche certezze resta sempre la presenza di Dzeko. All’interno di discorsi legati a turnover e tour de force, nell’immaginare le scelte che verranno fatte, sembra quasi scontato pensare che Dzeko le giocherà tutte. O comunque il più possibile, a meno che non sia fermato da qualche problema fisico. È uno che si fa sentire nello spogliatoio, il bosniaco, e ha un confronto diretto con Di Francesco, al quale ha manifestato le proprie perplessità quando lo ha ritenuto necessario, sia nella scorsa sia in questa stagione. Ma c’è un innegabile feeling calcistico tra i due, e il modo di stare in campo di Edin è per il mister abruzzese imprescindibile. A ruotare saranno gli esterni intorno a lui del tridente. A cominciare da domenica, contro il Chievo (ore 12,30, diretta DAZN).

Una gara molto difficile, sarà – ammette Florenzi al Match Program della Roma – loro tenteranno di racimolare punti, sono una buona squadra, si conoscono da tempo e verranno agguerriti, visto che finora hanno raccolto solo un punto“. L’esterno ha recuperato dal fastidio al ginocchio, aiutato dalla sosta, ed è pronto a tornare titolare. “La pausa è arrivata nel momento migliore – continua – ci siamo riposati quando dovevamo. Nel prossimo mese servirà l’apporto di tutti, abbiamo tante partite ravvicinate che si affrontano con il gruppo. Siamo tanti giocatori in rosa, un gruppo forte, in cui ognuno di noi può dare il suo contributo: sappiamo dove lavorare per superare una partenza non brillantissima” . Florenzi appena sente un fastidio al ginocchio, ripensa all’anno vissuto col doppio infortunio. “Ho fatto brutti pensieri e sono stato fortunato a non essermi fatto male sul serio“.

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Claudia Belli
"Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio". Datemi, poi, anche carta e penna per poterlo raccontare e allora sì che sarà tutto perfetto. Laureata in Mediazione Linguistica e Interculturale a La Sapienza, mi piace viaggiare per il mondo parlando più lingue possibili. Per il momento ne conosco 4: italiano, inglese, spagnolo e portoghese (anche la variante brasiliana), ma spero di poter ampliare il mio bagaglio linguistico il più presto possibile.