ore 22.33
Luca Pancalli ha bloccato tutti i campionati italiani di calcio, compresi quelli giovanili. Dopo il dramma di Catania, dove ha perso la vita l’ispettore capo Filippo Raciti, 38 anni, il commissario straordinario della FIGC ha convocato una riunione straordinaria e ha preso la decisione. L’ispettore è stato colpito al volto da una bomba carta negli scontri fra tifosi prima della partita tra Catania e Palermo. E’ morto dopo essere stato trasportato all’ospedale Garibaldi di Catania.Pancalli a Sky, subito dopo la decisione di fermare i campionati di calcio”Il calcio in Italia si ferma. Ora basta, veramente basta. Non riesco nemmeno a commentare come si faccia a perdere la vita a 38 anni, mentre si lavora per una partita di calcio. Questo non e’ sport. Ho sentito tutte le componenti e tutti sono d’accordo. In questo momento e’ bloccato tutto. Il tempo delle parole deve chiudersi qui. Io sono rientrato in federazione e in pochi minuti ho fermato tutto. E questa e’ la decisione. In questo momento la mia mente è talmente confusa da cittadino, da italiano. Io vengo da altri sport e non sono abituato a questa violenza. E’ una cosa inaccettabile, per me la vita umana non ha prezzo, non trovo niente di sport in quello che sto vivendo”.”Una giornata non è sufficiente dopo quello che è successo. Proprio per questo lunedì parteciperemo ad un tavolo d’emergenza al quale interverranno il ministro per lo Sport Giovanna Melandri, il ministro degli Interni Giuliano Amato e probabilmente dovrebbe partecipare anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi. In questo tavolo- aggiunge Pancalli- verranno decise misure strordinarie altrimenti non si puo’ ripartire”. “Non appena ho appreso della notizia mi sono coordinato con il presidente del Coni Petrucci e con il ministro Melandri. La nazionale? Noi abbiamo ospite la delegazione della Romania in questo momento e quindi prima di decidere dobbiamo sentire loro. Euro 2012? In questo momento il mio pensiero va alla famiglia Raciti e non mi preoccupo di euro 2012, ma tuttavia credo che bisognarà pensarci”.

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