Foto Tedeschi

PAGELLE SAMPDORIA ROMA – Dopo la figuraccia di Manchester non c’è reazione della Roma: i giallorossi, nel posticipo della 34° giornata a Marassi, perde per 2-0 contro la Sampdoria. Per i blucerchiati di Claudio Ranieri basta una rete per tempo: prima quello di Adrien Silva al 45′, poi al 66′ con Jantko. Sbaglia un rigore Dzeko al 72′ che si fa ipnotizzare da Audero. Si avvicina sempre di più il Sassuolo al settimo posto occupato dalla squadra di Fonseca: ora i neroverdi, dopo il pareggio con l’Atalanta, sono a soli due punti dai giallorossi.

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Sampdoria-Roma, le pagelle

FUZATO 5. Più di un buon intervento tra i pali: nel primo tempo su Thorsby e nel secondo su Keita e Candreva. Con Kumbulla, però, entra nel pasticcio del primo gol e sul secondo Jankto lo batte sul primo palo. Da sgrezzare.

MANCINI 6. Per impegno e tenuta, sia mentale che fisica, nei 90 minuti è l’unico che si salva. Dopo pochi minuti manda in porta Mayoral con un grande anticipo e la sua è la parte dove la Roma soffre di meno. Resistenza.

SMALLING 5,5. Spesso domina in area di rigore e ha anche qualche buono spunto in uscita palla al piede. In più di un’occasione, però, risulta disordinato e superficiale, come quando, insieme a Ibanez, tiene in gioco Jankto sul gol del raddoppio

KUMBULLA 5. Parte titolare dopo quasi due mesi – ultima volta contro il Parma il 14 marzo – e le difficoltà del rientro si vedono tutte. Una buona chiusura su Thorsby a metà primo tempo e poi poco più. Anzi, entra in modo decisivo nel vantaggio della Sampdoria scivolando goffamente per ben due volte. Impacciato e sfortunato.

SANTON 5. L’unica giocata degna di nota, in 68 minuti di permanenza in campo, arriva nel secondo tempo con un buon cross teso sul primo palo su cui, però, non c’è nessuno. Poi l’anonimato: non è incisivo in avanti e solido dietro.

VILLAR 5. Bisognerebbe chiamare la redazione di ‘Chi l’ha Visto?’ per capire due cose: dove fosse stasera, visto che in campo fa una fatica clamorosa a farsi vedere, e che fine abbia fatto quel regista che aveva fatto innamorare tutti dentro e fuori Trigoria. Inconsistente e leggero.

CRISTANTE 5. Dopo una stagione giocata quasi completamente da difensore centrale, ritrova finalmente un posto a centrocampo. La prestazione, però, non ne giova anzi: è impreciso in costruzione e troppo falloso. Rischia più volte il rosso, ma Sacchi lo grazia.

PERES 5,5. Nessun danno o errore, ma neanche niente di utile alla squadra.

MKHITARYAN 5. A Old Trafford timidi segnali del ritorno del vero Mkhitaryan, oggi, torna il giocatore visto subito dopo l’infortunio. Non c’è più classe, freschezza, imprevedibilità e la qualità di saper trascinare la squadra in ogni momento della partita. Sembra tutto un altro calciatore rispetto a quello ammirato nella prima parte di stagione.

MAYORAL 5,5. L’inizio è promettente con un entusiasmante duello con Tonelli in cui trova due ottime giocate, ma anche due grandissimi salvataggi del difensore blucerchiato. Con il passare dei minuti, però, l’indice di pericolosità dello spagnolo cala nettamente e riesce a farsi vedere sempre di meno. Segna poco prima di lasciare il campo, ma il guardalinee alza la bandierina e il gol non arriva.

DZEKO 5. Per la prima volta dal 1′ minuto con Borja Mayoral e, almeno in avvio di gara, qualche combinazione funziona. La Sampdoria prende le misure, però, e gli spazi diventano sempre di meno. Tira un rigore centrale, debole e prevedibile. Se queste saranno davvero le sue ultime partite con la maglia della Roma, non rappresentano un bel modo per salutarsi. Anzi.

DAL 65′ IBANEZ 5,5. Insieme a Smalling tiene in gioco Jankto sul gol del 2-0.

DAL 69′ KARSDORP 5,5. Si vede poco.

DAL 69′ PASTORE 5,5. Fa piacere rivederlo in campo dopo le tante difficoltà, ma non sposta gli equilibri.

DAL 83′ DARBOE SV. Benvenuto nel calcio dei grandi!

FONSECA 5. La Roma ha staccato la spina: è una squadra ormai vuota nel corpo e nell’anima. Non ci sono obiettivi e la prestazione di stasera è la fotografia di un finale che rischia di diventare sempre più triste e malinconico. Fonseca ha garantito il massimo impegno fino all’ultima partita in nome del professionismo: stasera non si sono visti né stimoli, né motivazioni. E ora il Sassuolo è un pericolo sempre più incombente per il settimo posto.

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9 Commenti

  1. Giusto lasciare Fonseca al proprio posto in panchina per fargli finire il lavoro: cioè arrivare 8vo.
    Sarebbe ingiusto lasciare il merito di questo memorabile risultato ad un traghettatore di turno.
    La più grande sfida di chi lo sostituirà alla guida tecnica nella prossima stagione sarà quella di disintossicare la squadra da 2 anni di nulla tecnico e di abitudini deliranti, quali quella del retropassaggio sistematico.
    Uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli.

  2. Per Fonseca la spiegazione a tutto è sempre e solo l’assenza dei giocatori.
    Al punto da rivendicare che – siccome su Sky la Roma era pronosticata 7ma ad inizio stagione – l’attuale classifica sarebbe addirittura”normale”!!!
    Ma il gioco della Roma quale è???
    L’impronta tecnica che ha lasciato Fonseca in 2 anni alla Roma qual è??
    Il punto vero è questo!
    Tutto il resto sono scuse o fuffa.

  3. Oggi la Roma ha evidenziato in pieno alcuni difetti che si trascinano ormai da molto tempo :
    1) Scarsa resistenza ( la Roma dura un tempo o meno )
    2) Assenza di schemi di attacco e di schemi difensivi
    3) Partenza dell’azione dal basso che si rivela spesso un boomerang. 4) assenza di un portiere decente e lo si sapeva ma non ne è stato preso alcuno
    5) assenza di qualcuno che la metta dentro ( forse Mayoral se fosse messo in condizione di segnare lo farebbe ma sicuramente Dzeko no )
    6) assenza di capacità di lettura delle partite da parte di Fonseca

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