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NUMERI VERETOUT – Non è tutto lì. La partita di Jordan Veretout non si può riassumere solamente con quello strappo straordinario, tipico di chi crede alla vittoria e vuole raggiungerla a tutti i costi, con cui ha avviato l’azione del 2-1 di Dzeko. Il peso specifico del francese all’interno della rosa di Paulo Fonseca sta venendo fuori sempre con più forza, partita dopo partita, rivelandosi quel centrocampista di quantità, qualità e passo che ai giallorossi mancava ormai da tempo: probabilmente dal miglior Radja Nainggolan.

Veretout al comando: ecco i numeri

Perché la prestazione dell’ex Fiorentina è molto più della galoppata che ha portato al match-point? Il motivo è semplice: andando nelle viscere della partita, è facile notare nel francese la dote di essere il vero e proprio equilibratore di questa squadra. Fondamentale in fase difensiva con 9 palloni conquistati e 3 contrasti vinti, più di ogni altro calciatore presente in campo. E se c’è da impostare Jordan non è di certo uno che si tira indietro: 5 dribbling su 5 riusciti, 7 lanci lunghi esatti su 8 tentati. Senza dimenticare, inoltre, l’enorme apporto in termini di corsa e di intensità: con 10.928 km è il terzo della Roma per km di campo percorsi e il sesto tra le due squadre.

Il pilastro di Fonseca

Dopo un’estate tormentata che lo ha visto coinvolto in una vera e propria telenovela di mercato e con un infortunio rimediato nel ritiro di Moena con i viola, ora Veretout è rientrato per non uscire più. Fonseca lo ha voluto fortemente, come ammesso dallo stesso centrocampista: “La telefonata del tecnico è stata importante perché l’allenatore è fondamentale in una squadra. Mi ha convinto a venire”. Cosa manca ora? La continuità e poi, magari, anche qualche gol. Iniziando proprio da mercoledì nella delicata sfida con l’Atalanta. Anche se, a dir la verità, ci accontenteremmo di una vittoria anche senza una sua rete: ci basterà vedere il solito granitico e pragmatico Jordan Veretout.

Alessandro Tagliaboschi

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4 Commenti

  1. concordo con chi dice che Veretout ricorda un pò Radja e un pò Kevin, speriamo continui in questo modo perchè l’assenza di un centrocampista così è stato l’anno scorso uno dei motivi principali del rendimento negativo, la mancanza di filtro spesso è la prima causa dei buchi difensivi. Inoltre l’impressione è che stiano crescendo i vari Cristante, Kluivert, Pellegrini etc., sembrano più maturi e più nel vivo del gioco. La voglia di andare a vincere al 94° minuto nel calcio è fondamentale. Attendiamo ulteriori conferme, se i ragazzi sono forti e si “sentono” forti dentro, come ha detto ieri il grande Edin, ne daranno ampie prove durante tutto l’anno

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