NUMERI E CURIOSITA’ ROMA SPEZIA – Roma-Spezia, atto secondo. Pochi giorni dopo l’umiliante sconfitta in casa, la Roma affronta di nuovo i liguri nella 19a giornata del campionato di Serie A. E se Fonseca non dovesse vincere, rischierebbe seriamente di non essere presente all’atto terzo, causa esonero. In un ambiente infuocato dagli ultimi avvenimenti, il tecnico si gioca la panchina contro lo Spezia, vera e propria bestia nera dei giallorossi, visto che negli unici due precedenti sono stati buttati fuori dalla Coppa Italia. Ora il primo scontro assoluto in campionato, sperando che la musica cambi…

Dove eravamo rimasti

Prima dello scontro in Coppa, la Roma veniva da un’altra cocente delusione: la sconfitta per 3-0 nel derby. Giallorossi pessimi in tutto: difesa in bambola, attacco spuntato, e atteggiamento completamente inadatto per un match così importante e sentito. Il 3-0 contro la Lazio ha fatto perdere terreno in classifica ma soprattutto, insieme alla sconfitta seguente contro i liguri, ha messo in dubbio la reale qualità della rosa giallorossa e del suo allenatore, troppo deboli e passivi quando di fronte si trovano rivali dalle stesse ambizioni di classifica. Spezia che invece ha strappato un ottimo punto in trasferta a Torino contro i granata. In 10 uomini praticamente per tutto il match (espulso Vignali all’ottavo minuto), i liguri hanno dimostrato di nuovo di avere un’ottima organizzazione difensiva: per informazioni in più chiedere al Napoli, che in casa, poco più di due settimane fa, si è dovuto arrendere agli uomini di Italiano, usciti vittoriosi per 2-1.

La favola diventata solida realtà

Prima stagione in assoluto per lo Spezia nella massima serie. A inizio anno i liguri erano dati come principali indiziati a retrocedere subito in cadetteria dopo l’exploit della scorsa stagione che era valso una storica e inaspettata promozione. Al giro di boa però vanno aggiornate le solite griglie della pre-season: lo Spezia di Italiano è più che mai in salute. I liguri vengono da tre risultati consecutivi (2 vittorie e un pareggio) contro avversari dalle ambizioni decisamente più alte. Napoli e Sampdoria sono state sconfitte per 2-1 nell’arco di cinque giorni. Poi è toccato al Torino: uno 0-0 preziosissimo vista la superiorità numerica granata per più di 80′. Pareggio che è costato la panchina a Giampaolo tra l’altro. La classifica dello Spezia è ottima: 18 punti in 18 partite, arrivati grazie a 4 vittorie e 6 pareggi. Tanti ‘esordienti’ tra i bianco neri in Serie A e tante piacevoli scoperte. Su tutti Nzola (in dubbio però per il match di sabato) centravanti punto di riferimento che ha già messo a segno 9 reti in campionato. Inoltre, il mercato di gennaio ha portato quel che mancava: esperienza e qualità. Caratteristiche che rispondo al nome di Riccardo Saponara, giustiziere in Coppa Italia con una doppietta tanto bella quanto dolorosa per la Roma.

Cinque giorni per la rivincita, e non cinque anni come l’ultima volta

Come anticipato, lo Spezia è senza dubbio l’incubo giallorosso degli ultimi anni. Il primo incrocio risale alla stagione 2015/16 e fu proprio in Coppa Italia, anche allora agli Ottavi di finale. Difficilmente i tifosi giallorossi scorderanno quel precedente visto che, contro tutti i pronostici, a passare ai quarti furono proprio i liguri. Il 16 dicembre 2015 la Roma di Rudi Garcia, che da lì a qualche settimana fu esonerato, non riuscì a sbloccare il risultato in 120 minuti all’Olimpico. Risultato che rimase sullo 0-0 fino ai rigori. Dagli undici metri per i giallorossi fallirono Pjanic e Dzeko. Nessun errore invece per lo Spezia. Tra i rigoristi c’era anche Claudio Terzi (fu il primo per i bianconeri), che allora era alla prima stagione in Liguria e ora, a quasi 37 anni, è lo storico capitano della prima stagione in A. Risultato finale: 4-2 per lo Spezia dopo i calci di rigore. Solo un pessimo ricordo, si pensava. E invece ecco il sadico remake degno di una sceneggiatura hollywoodiana. Il teatro è sempre quello dell’Olimpico, ma il 4-2 stavolta matura prima dei calci di rigore ed è macchiato dalla pessima figura del sesto cambio giallorosso, contro il regolamento. Per la rivincita però stavolta non bisogna aspettare 5 anni, ma solo 5 giorni. C’è da salvare la panchina di Fonseca e sfatare il mito del ‘non c’è due senza tre’. Un obbligo più che un obiettivo, altrimenti l’incubo Spezia diventerebbe un tormento…

Pietro Mecozzi

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4 Commenti

  1. Fonseca non è all’ altezza,ma gran parte dei giocatori in rosa non possono vestire questa maglia,non voglio elencare i protagonisti in negativo,ma è sotto gli occhi di tutti,chi soprattutto e competente.non c’è un progetto e se c’è non è valido,poi i presidenti parlano? Io non ho mai sentito una parola di cosa vogliono da questo viaggio che hanno intrapreso.

  2. Fonseca non si salva neanche se vince con lo spezia ancora non l avete capito la prossima imbarcata scenderà giù il mondo basta lo dovevano cacciare dopo il derby . dopo ieri fuori l infami da trigoria deve uscire il nome di chi ha fatto trapelAre queste notizie e cacciare via chi ha avuto il coraggio di montare questa protesta indegna.

  3. Continuo a non capire l’ambiente attorno alla squadra. Tifosi esperti di calcio, di regolamenti, di finanza; fini conoscitori di ogni calciatore che nemmeno il più esperto talent scout.
    Quanto talento sprecato muore dentro queste tastiere.
    Il campo parla molto chiaro:

    AS ROMA 34 (+ 1 di Verona) quarto posto in condivisione con il Napoli.
    A -9 dalla vetta a – 6 dal secondo posto occupato dalla super Inter di Antonio Conte.
    A + 3 sulla Lazio e + due sulla INCREDIBILE Atalanta del Gasp.

    Se, come speriamo tutti (vero?) noi supporters della ROMA Sabato si vincerà con lo Spezia, la Roma chiuderebbe il girone di andata con 37 (+1) 3 più dello scorso anno, MA con una grande differenza
    Lo scorso anno eravamo a -13 (Juventus) dalla vetta a -11 dal secondo posto (Inter) e a -8 dal terzo (Lazio) , a pari merito con l’Atalanta.

    A detta di tutti questo campionato presenta più equilibrio e molte squadre stanno facendo peggio ( i cugini ad esempio hanno ben 9 punti in meno…).

    E invece di compattarci in un evidente momento di difficoltà e confusione intorno alla Squadra, che facciamo?

    Ecco.

    Io rivoglio i Supporters non questo branco di iene frustrate, che aspettano solo che qualcuno sbagli per riversare l’amarezza che in realtà provano per i loro fallimenti.

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